Dove inizio il percorso per l’Allineamento? Ricomincio da me!
Quando arriviamo a renderci consapevoli della necessità di intraprendere un percorso di crescita interiore, per raggiungere la felicità che ci spetta, ci capita spesso di ascoltare ottimi consigli dagli insegnanti di tecniche di auto-aiuto che ci stimolano ad impegnarci nella focalizzazione di pensieri potenzianti rivolti al raggiungimento di determinati lecitissimi obiettivi.
Nel seguire questo tipo di percorsi rischiamo però di non considerare quanto questo tipo di atteggiamento mentale contribuisca a rafforzare il potere dell’ego. Se ti focalizzi sulla determinata cosa otterrai ciò che desideri. Questo tipo di modalità ci spinge ad avere fiducia che otterrò ciò che mi sono prefissato. E i neofiti su questa strada si accorgono di sensibili cambiamenti che appunto nutrono ulteriormente la loro fiducia nel percorso adottato.
Tuttavia molto spesso accade che nel bel mezzo dell’“abbondanza” così ottenuta, si scivola di nuovo incappando in capitomboli di varia natura. Questo accade perché stiamo esperimendo ogni livello della nostra coscienza ed una volta superato lo stadio materiale ci troviamo a dover affrontare quello emozionale, nel quale ci accorgiamo che il pensiero positivo da solo… funziona solo fino ad un certo punto, oltre il quale ci pare di aver scaricato le batterie.
Non possiamo contare sulla gestione consapevole del nostro sub cosciente e basta… Il sub conscio è solo una parte del nostro essere, e concentrarci solo su di esso può non essere sufficiente per un ricercatore spirituale esigente.
A questo livello, e con la volontà di andare oltre, inizia la vera crescita spirituale, la vera evoluzione interiore. Questo è il punto vero e proprio di risveglio: l’andare oltre! E la decisione di proseguire veramente il percorso di innalzamento dipende solo e soltanto da noi! Questo è il luogo dell’Ispirazione, della vera tendenza al limite zero.
Il pensiero positivo e le sue soddisfazioni sono il punto di partenza del vero viaggio spirituale di evoluzione. Come giungerci e come proseguire sono l’oggetto di “Ricomincio da me”.
C’è qualcosa di più che ci aspetta e per scoprirlo bisogna procedere oltre.
In allineamento, i desideri dell’Ego corrispondono ai desideri dell’Anima e quindi la loro fluida manifestazione sarà un automatismo che ormai non ci riguarderà più, noi ci occuperemo di ciò che c’è oltre.
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Le Leggi Universali della Spiritualità
Moltissimi di noi, che come noi si definiscono ricercatori spirituali, sono alla ricerca della loro via di crescita interiore, e per fare questo si focalizzano sulla ricerca della dottrina “giusta”, piuttosto che del “corretto” insegnamento, piuttosto che del “vero” maestro, non accorgendoci che ancora una volta scambiamo il fine con i mezzi.
La consapevolezza delle Leggi Universali è la strada dell’individuale spiritualità che poi è conseguentemente l’evoluzione spirituale collettiva.
In verità qualsiasi ricercatore spirituale è alla ricerca della propria Pace e della propria beatitudine; poca differenza farà se una volta raggiunta la meta la strada percorsa è stata questa o quella dottrina, se ci siamo giunti con l’aiuto di questo o di quel Maestro.
Ormai siamo ben consapevoli che l’unica verità la possiamo contemplare solo dentro noi stessi.
“La vita è un progetto positivo che ognuno ha scritto per sé stesso, ed è a lieto fine per tutti.”
Ci suggerisce Krista Corso dalle pagine del suo “Se cambio io, cambi tu!” in uscita con Macro Edizioni.
Lo scopo quindi è quello di trovare il modo di modificare quel tanto le cose, da rendere la nostra vita, quella fonte inesauribile di beatitudine che dovrebbe essere. Tant’è vero che il più delle volte, il ricercatore spirituale diventa tale (non sempre, ma spessissimo) in seguito a situazioni divenute insostenibili fonti di dolore e sofferenza.
“Non può essere tutto qui!” “Deve esserci una spiegazione diversa” sono di solito le molle che fanno scattare il meccanismo della ricerca interiore.
Si parte con l’esigenza di capire razionalmente (per lo meno per quanto riguarda noi occidentali) dove ci sta conducendo il nostro modo di vivere.
Tuttavia finché resteremo attaccati a questa esigenza mentale, che ci porterà invariabilmente ad aver bisogno di guide, di maestri, di vie pre-tracciate (libri, testi e scritti di qualsiasi genere, ma comunque di altri), vedremo che un po’ alla volta il nostro entusiasmo andrà scemando, un po’ alla volta ci accorgeremo di come ogni dottrina e ogni “maestro”, anche involontariamente, tirino acqua al loro mulino, finché non comprenderemo che la verità non esiste, ma esiste una vera verità per ogni individuo che la cerca.
A questo punto quando lasceremo andare la razionalità e ci affideremo alle ragioni del cuore, ci accorgeremo di non aver bisogno di niente e di nessuno per individuare il nostro cammino spirituale, e sarà allora che cominceremo a percorrerlo ad entusiastici passi lunghi e ben distesi!
Quando finalmente smetteremo di cercare Dio e ci focalizzeremo invece sulla realizzazione della nostra reale e concreta beatitudine, allora molto probabilmente, troveremo anche Dio. Semplicemente perché avremo smesso di cercarlo con l’esigenza di definirlo, ma ci limiteremo a sentirlo e percepirlo in noi.
Non troveremo Dio se non saremo in pace con il nostro vicino e non saremo in pace con il nostro vicino se non saremo sereni nella nostra quotidianità pratica (relazioni, lavoro, denaro, divertimento, sesso, amicizia, tutto questo è ciò che costituisce la nostra quotidianità) e non saremo sereni con la nostra vita di tutti i giorni se non saremo in pace con noi stessi.
E guarda in po’… quando siamo davvero in pace con noi stessi, quando saremo davvero allineati con noi stessi, ci accorgeremo che Dio è lì, ed è sempre stato lì per noi.
“L’illuminazione non è afferrare il senso di chissà quali misteri, ma è giungere alla pura comprensione che la vita è generosa abbondanza da ricevere continuamente.”
Ci dice molto semplicemente Krista Corso nel suo entusiasmante libro.
Non esiste una verità unica, un’unica via dello Spirito, ma ne esistono almeno 7 miliardi, una per ogni uomo sulla terra, allo stesso tempo però i 7 miliardi di verità sono unificati da una direzione comune evidente e incredibilmente semplice!
Accontentarsi è una cosa, la semplicità del tutto un’altra.
Yeyay’el
yod-yod-yod
Io vedo il modo in cui gli altri guardano, e guardo oltre.
E’ un argomento che ci lascia sempre perplessi, quello che vuole confondere la spiritualità col disinteresse per la materia e gli affari terreni. Soprattutto da chi pensa sia un diritto avere “gratis” o quasi lo spirito. Il “caso Barrios” (che è stato oggetto di discussione sul blog in questi giorni per il prezzo del seminario, 300€ per due giorni pieni) ci ha invogliato a trascrivere di altri seminari e del loro “costo”, oltre a sapere ciò che noi abbiamo investito, anche rinunciando ad altro, sulla nostra crescita. Le quattro ore con Mabel Katz a Bellaria, a cui hanno partecipato circa 200 persone, sono state prezzate 200 euro, due giorni con Hew Len (600/800 persone non ci è chiaro) 400 0 445euro se l’iscrizione era fatta il giorno dell’evento, Eric Pearl per 3 giorni chiede 890,00 euro. A chi interessano altri listini è tutto su internet. Giusti, non giusti…?
Carlos Barrios tra l’altro non ha risolto il problema polmonite, i medici lo hanno sconsigliato di muoversi per un viaggio intercontinentale per cui l’evento è stato annullato. Questo secondo la Legge di Causa Effetto ci riguarda tutti, e “per chi ci crede”: pulire, pulire, pulire perchè un gran bene anche la polemica non deve avergli fatto. Amore a lui e a tutti noi.
Tornando al tema del post.. secondo te per essere “integri” bisogna essere “poveri”?
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Anima Gemella – Hoseki Vannini
Non solo ciò che scrive Hoseki Vanini è interessante, intrigante e accattivante, ma anche è davvero commovente.
Poche volte ci è capitato leggendo un libro (mai per un saggio) di emozionarci così. Quel groppo in gola che ci porta vicini alle lacrime… ma pervasi da una gioia soffusa, discreta e allo stesso tempo dolcemente avvolgente.
Queste sono le sensazioni che ha evocato la lettura di “Anima Gemella: illusione o realtà?”.
L’argomento trattato è piuttosto spinoso, dibattuto e di non facile gestione. Tuttavia, ciò che si percepisce sempre durante la lettura del testo, è la leggerezza. Attenzione, stiamo parlando di leggerezza, non di superficialità. Perché in verità il libro è tutt’altro che superficiale. L’argomento è trattato e sviscerato in maniera davvero approfondita, ma tuttavia leggera e soffice.
La caratteristica della maggior parte dei saggi è spesso la “pesantezza” dello scritto, si riesce a leggerne poche pagine per volta. Non è questo il caso: Hoseki riesce ad essere costantemente lieve e leggera, entra nel nostro cuore in punta di piedi, ma ci rimane.
Tratta l’argomento con una discrezione incredibile, pur dimostrando una professionale capacità di scavare nel profondo dell’anima dei suoi lettori.
La cosa davvero grandiosa di questo libro e che manca a tanti (troppi) libri che hanno avuto anche un grande successo editoriale sull’onda della “moda” della Legge dell’Attrazione, è che individua il vero processo efficace per utilizzare a proprio vantaggio la LOA, con la “scusa” di parlare d’ Amore!
Molti libri descrivono interessanti tecniche di visualizzazione, di preghiera efficace, di associare il sentimento del già avvenuto e tutta una lunga serie di strumenti sicuramente utili, corretti ed efficaci, ma l’occasione che molti testi hanno perduto e che “Anima Gemella” invece coglie in pieno, è che la vera forza sta nell’allineamento spirituale e che il più utile strumento per raggiungerlo, quello che ingloba e supera tutti gli altri, è l’Amore!
La Vannini individua pienamente il processo e ne dà una profonda descrizione, nonché delinea facilmente e armonicamente tutta una serie di passi atti a facilitarlo.
Un vero e proprio trattato per “l’educazione sentimentale di noi Uomini del 2000” (per dirla con le sue parole) a tutto tondo.
Forse una sola lettura di questo “Manuale per il ritrovamento della dolce metà” non sarà sufficiente a coglierne le enormi ricchezze e potenzialità che è in grado di trasmettere al lettore attento, ma a chi si sentisse affine ad esso (e siamo certi che una volta giunti in fondo anche i più perplessi si saranno “convertiti”) riuscirà a fare di questo libro, forse rileggendolo più volte e magari con la matita in mano, il migliore e più produttivo utilizzo per la propria crescita spirituale e per la propria realizzazione sentimentale.
Seguendo i consigli di Hoseki, che ben sa per esperienza vissuta, di cosa parla, fluidamente, come lei suggerisce, non si potrà fallire.
Certo l’anima gemella apparirà nella vita di chi ancora non l’ha trovata, ma crediamo che anche se questo era l’obiettivo di partenza di chi si è avvicinato a questo testo, il lettore inevitabilmente raggiungerà uno scopo ancora più importante e profondo, che abbraccia una prospettiva molto più ampia dell’unione con l’altra metà del cerchio.
La riunione delle due metà della mela, sarà solo una leggera, fluida, inevitabile conseguenza di una crescita molto più vasta e profonda.
Denaro e Spiritualità

Abbiamo stabilito una volta per tutte che non intendiamo più per nessun motivo considerare la povertà e l’indigenza come delle auspicabili virtù! Povero non è nè bello nè virtuoso e in questo nuovo report vi chiariremo perchè!
Nonostante abbiamo capito ormai bene che quanto divulghiamo gratuitamente viene relativamente poco apprezzato… vogliamo riprovarci. Questo preziosissimo report sarà ancora una volta diffuso gratuitamente… e vi sfidiamo a farci cambiare idea sul fatto che le cose gratuite non arrivano al cuore delle masse coprendoci di commenti competenti (cioè che dimostrino di aver letto ciò di cui si parla) in calce a questo post!
Sappiamo bene che quando si dona qualcosa con il cuore si scatena un’ elevazione vibrazionale da cui non può che scaturire una valanga di bene… e quindi noi, testoni, ci riproviamo!
Questo non significa che abbiamo cambiato idea riguardo alla giustezza di vendere certi prodotti…tutt’altro! Restiamo convinti che il lavoro di qualunque genere vada retribuito… e sta al lavoratore in questione l’ultima parola per quanto riguarda l’ordine di misura.

In questo report abbiamo voluto chiarire (prima di tutti a noi stessi, come dichiariamo in apertura) questo tanto dibattuto rapporto denaro/spiritualità, cercando di restare il più lontani possibile da qualunque genere di etichettamento.
Sappiamo bene tutti ormai che tuuuuuuuutta la materia e tuuuuuuuuttta la nostra realtà non sono altro che energia in movimento e anche il denaro è energia… di scambio, null’altro che questo e come tale libero, da qualunque etichetta qualitativa intrinseca. I soldi non sono nè buoni nè cattivi… come tutto il resto della realtà in fondo. La loro qualificazione dipende esclusivamente dalla percezione umana sull’uso che ne viene fatto… Come sempre… nulla di oggettivo!
In questo report abbiamo voluto capire che rapporto esiste e se può esistere un rapporto tra energia di scambio (Denaro) ed energia di conoscenza, energia spirituale.
La risposta è stata ovviamente sì (qualcuno ne dubitava?). Ma quello che è grandioso è che dai vari ragionamenti è scaturita anche l’indicazione del corretto atteggiamento mentale per allontanare dai profondi meandri (molti di noi ce li hanno anche decisamente in superficie) della nostra interiorità, quei fastidiosi blocchi energetici che ci impediscono di godere di tutta l’abbondanza di cui abbiamo diritto.

“E’ più facile per Dio Padre-Madre creare un Universo che per voi acquistare una nuova automobile perché non ci sono collegamenti interrotti nelle linee. I pensieri che avete giudicando le religioni, la spiritualità, il denaro, il lavoro degli altri, mentre mettete le etichette di buono e cattivo, sono i vostri collegamenti difettosi.
Sono questi che fermano il flusso della vostra creazione perché sono inconciliabili con il più alto flusso cosmico di energia che viene emanato dal Dio Padre-Madre. Sono questi pensieri di giudizio che fanno saltare l’interruttore automatico e vi tengono al buio.”
Metatron
Canalizzazioni su “Spezzare le bande del denaro” Attraverso Reniyah WolfLuglio, 2004
© Reniyah Wolf, Eva Aarrestad e la Love and Empowerment Foundation, 2004, 2005.
Bene ragazzi… in questo report abbiamo cercato di sintetizzare alcune concetti, il cui assorbimento renderà definitivamente fluidi tutti i collegamenti.
Non sono molti quelli che sono convinti consapevolmente, che essere indigenti sia una condizione gioiosa e allegra nella quale trascorrere la propria esistenza. Il bello è che se i nostri Sè sono allineati alle frequenza dell’amore e della gratitudine (spiritualità?!) questa condizione non potrà più verificarsi.
Non c’è niente di male nel possedere delle ricchezze, nel vivere agiatamente e nel riconoscere il valore proprio e altrui… una volta che avremo somatizzato tutto questo… il più sarà fatto.
Buona lettura ….e non dimenticate un corposo feedback.
Amorevolmente
Josaya
La mia spiritualità

Un grande problema di alcuni percorsi spirituali, è che sembra siano stati inventati per rendere le persone tutto fuor che autosufficienti.
Sembrano al più una serie di concetti e pratiche astratte, a tratti molto belli ma difficili da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni, anzi a volte sembra che alcune scuole, alcuni gruppi ci spingano ad allontanarci sempre di più da quella che è l’esistenza sul piano materiale, e sembra che rendano dipendenti dal Guru o dal Maestro del momento.
La spiritualità come comunemente intesa da un nutrito gruppo di individui è un qualcosa di distante dalla realtà, qualcosa che spesso allontana più che avvicinare a se stessi , e lo fa in nome di concetti che vengono venduti a scatola chiusa (illuminazion per esempio).
Dopo diversi anni spesi nell’ambiente non posso dare torto a chi contesta, deride e rifiuta ogni cosa che porti suffissi come New Age, Spirituale, Terapia Alternativa o Energetia.
Non posso dargli torto a causa del fatto che in effetti in questo ambiente c’è un sacco di esagerazione, di tendenza a fare appunto il guru e a gonfiare i propri ego e anche una oggettiva difficoltà ad essere obiettivi, inoltre molti ‘utenti’ tendono a farsi manipolare e a diventare dipendenti da certe figure di autorità della scena spirituale.
A parziale discolpa di coloro che orbitano nella sfera dell’invisibile e ne percorrono il lato per così dire oscuro e manipolatorio, c’è da dire anche che è molto difficile quando si inizia ad avere un po’ di potere o qualche percezione particolare, riuscire ad essere imparziali, distaccati e non manipolatori nei confronti degli altri che spesso si guardano come inferiori o non troppo saggi.
Il mio modello di spiritualità l’ho maturato in seguito a una serie di verifiche fatte sia su coloro che seguivano certi insegnamenti sia sugli insegnanti stessi, persone che ho studiato e seguito in prima persona, e credo che osservare se stessi e gli altri con piena consapevolezza sia più che necessario e rappresenti il primo esercizio di meditazione di cui si dovrebbe avere la maestria.
La prima cosa da fare quando ci si confronta con un ‘insegnante’, ‘maestro’, o ‘guru’ è sempre quella di ascoltare le proprie emozioni al momento dell’incontro con l’insegnamento, la tecnica, la terapia o quant’altro. Colui che insegna dovrebbe riflettere ciò che insegna, in ogni modo, per la maggior parte del suo tempo e specie quando è con voi e la sua vita dovrebbe essere lo specchio della sua interiorità poiché quello che è dentro è fuori.
In secondo luogo bisogna accertarsi di quanto quello che lui o lei vi stanno insegnando o dando come terapia, vi renda effettivamente più liberi.
Molti terapeuti per dirne una iniziano subito proponendo una serie di sedute, il che è comprensibile dal punto di vista del terapeuta che deve mangiare col suo lavoro, ma non da quello del cliente che cerca la guarigione più rapida e totale possibile.
Può bastare una seduta per guarire anni di sofferenze. Molti corsi o insegnati o guru vi vincolano a stare in loro presenza, a lavorare per loro, a onorare il maestro, a energizzarvi con la sua presenza, vi obbligano magari a fare “servizio” per un gruppo, un centro, un ashram, o vi chiedono continuamente soldi per una causa, perchè il karma che ne avrete in cambio è un buon karma.
Io non credo che questo sia sempre vero. Inoltre non credo che servire la causa di qualcun’altro sia il nostro scopo, magari può esserlo per qualcuno che ha scelto questa incarnazione a questo scopo, ma non può essere una regola generale.
Anche qui il solo metro di giudizio è il cuore.
Cosa vi dice il cuore e l’emozione quando vi si chiede di servire una causa, un maestro o un insegnamento?
Questo è il vostro “Giusto” o “Sbagliato”. Intendiamoci, sono concetti reali, è vero che aiutare l’espansione di un gruppo spirituale, o un centro, o un ashram, o diffondere un insegnamento è causa di un grande karma positivo, perchè la regola principale di questa dimensione è che ciò che diamo ci torna, ma dobbiamo evitare fanatismi, estremismi e manipolazioni che vanno a danno della nostra stessa crescita.
E quando qualcosa non ci sembra proprio a posto, se storciamo il naso, e una voce ci dice di allontanarci da un qualsivoglia maestro, dobbiamo sempre seguire questa intuizione.
L’anima ha un suo disegno, e il disegno non può essere ‘capito’ ma solo ‘seguito’, sentendo sè stessi e non cedendo il proprio potere a qualcun’altro, e spesso e volentieri l’anima vuole sperimentare molti cammini differenti e anche contraddittori per evolvere e non uno solo.
Inoltre tante discipline sembrano mirate su tutto fuorché su una praticità di fondo, la quale dovrebbe essere invece il primo obiettivo di qualunque cosa si faccia qui nella terza dimensione, dato che, per quanto questo possa non piacerci e per quanto noi possiamo sentirci proiettati verso “altri pianeti”, “altre dimensioni”, la presente è quella che consciamente o no ci siamo scelti per evolvere.
Non è un caso che tu sia proprio dove sei che ti piaccia o no.
Ora rimane questo problema di come portare lo spirituale nel reale, e di come impiegare quello che studiamo a fini pratici, per “migliorare” le nostre vite.
Se sono dieci anni che fai meditazione ma la tua vita è sempre un disastro nei rapporti, nelle finanze, nel lavoro, allora forse la meditazione non è il percorso migliore per te, oppure dovresti cambiare esercizio.
In questa ottica credo che i percorsi più validi, sono quelli che consentono di mettere alla prova ciò che si studia e portarlo nel reale, nella risoluzione dei problemi e delle sfide di ogni giorno.
Se mi si insegna un principio, lo stesso deve essere in qualche modo applicabile e dimostrabile nella mia vita di tutti i giorni, ed è questo uno degli scopi della spiritualità pratica nella quale io non cerco pratiche ascetiche, mistiche, o magiche per fuggire dalla mia vita e dai miei problemi ne dal luogo dove vivo.
La spiritualità pratica ha lo scopo di migliorare la vita e non fornire astrazioni.
C’è poi il discorso della sofferenza.
Nella mia idea di spiritualità pratica io non fuggo la sofferenza, non la demonizzo non mi fisso solo sul positivo come certe scuole di nuovo pensiero, ma voglio imparare ad accoglierla per poterla trasmutare, trasformare attraverso un lavoro alchemico di ricerca e sperimentazione su di me.
Di per contro non sono un fan della sofferenza a tutti i costi, del fatto ampiamente accettato che si debba necessariamente soffrire per evolvere.
Ultimamente specie nei messaggi canalizzati da Tizio e Caio, si sente sempre dire che “si sta smuovendo qualcosa”, ”si è manifestata la tale energia”, “certe cose succedono perchè stiamo ascendendo” e che veniamo portati a questa o quell’altra vibrazione..”.
Si asserisce spesso che tutto il “male” che c’è nel mondo è causato dal passaggio alla nuova era e che quindi siamo costretti a subirne le conseguenze volenti o nolenti.
Io non credo che siamo necessariamente nati per soffrire e credo che applicare la spiritualità alla propria vita serva si a farci sentire meglio con noi stessi, ma anche a migliorare le condizioni esteriori della vita.
Non ritengo necessari quei percorsi che ci costringono ad anni di sudditanza e sofferenza.
Non credo siano necessari quei messaggi che ci dipingono sempre come in balia di qualcos’altro e ci danno un modo per giustificarci continuamente e rimandare l’impegno su noi stessi , addossando le cause dello star male a qualcun’altro o qualcos’altro.
Credo che abbiamo sempre il controllo delle nostre vite esteriori, interiori e di ciò che ci succede, con i dovuti principi, e che le nostre convinzioni più profonde creino la nostra realtà.
Così se anche ci fosse un degrado generale e una possibile ascensione in corso, noi avremmo comunque il potere di renderci immuni e neutrali a tutto il mondo che ci crolla intorno.
Io questo lo credo fermamente, lo studio, e cerco di insegnarlo agli altri, ma mi rendo conto di quanto sia difficoltoso vivere sempre con questa consapevolezza, perciò non sono contro lo star male, il lamentarsi ogni tanto,la sofferenza.
Credo però che così come è vero che nel soffrire potremmo imparare le nostre lezioni più preziose, questo abbia anche un limite, rappresentato dal fatto che la sofferenza che ci distrugge dentro, che ci consuma in qualche modo, non sia assolutamente funzionale ne necessaria ne ingestibile.
Credo che sia ugualmente possibile imparare attraverso la gioa, l’amore, il benessere, la gratitudine come cammino di vita, e che non possiamo impiegare una vita al solo scopo di imparare soffrendo.
Quei percorsi che ci dicono che le sofferenze ci vengono “imposte” dall’alto al solo scopo di imparare o guadagnare una beatitudine successiva , io li ho completamente dimenticati.
E’ possibile in questo momento mettersi in risonanza con insegnamenti che liberano, è possibile credere di poter essere liberi davvero e che ci siano in giro libri, corsi, cd, e altre risorse che ci insegnano ad essere liberi, a cui dobbiamo però essere ricettivi.
Se non si è ricettivi alla libertà dello spirito infatti, non la si potrà mai accettare come esistente.
Namastè.
Andrea Panatta





















