Happy Reiki Day a Trieste con i Gendai Reiki
In questo interessante articolo Francesca Tuzzi ci condurra con la sua dolcezza e il suo entusiasmo (come altre volte ha fatto, rileggi i suoi articoli cliccando sul suo nome) in un giocoso esercizio di consapevolezza.
E ci racconterà di una Happy giornata a cui noi Josaya parteciperemo con gioia. Gli eventi del gruppo Gendai sono un’occasione unica per immergersi nell’Amore e condividere in piena libertà di pensiero l’emozionante strada individuale e collettiva sulla via della Consapevolezza, del Benessere e della Pace interiore.
Saremo felicissimi di conoscere e condividere questo tempo speciale con gli amici lettori che ci raggiungeranno a Trieste nella giornata del 4 dicembre.
In fondo all’articolo tutti i dettagli.
Buona lettura e a presto all’Happy Reiki Day!
Josaya
HAPPY REIKI DAY Ovvero L’ALLEGRA CONDIVISIONE DELLA NOSTRA ENERGIA VITALE
Vi ho già parlato di me.
Vi ho già parlato della Gendai Reiki Italia.
Quindi vi ho già detto tutto.
Quindi non servirebbe aggiungere altro.
Ma io sono una chiacchierona e per me le parole sono un flusso continuo…non riesco a trattenerle :)
Vi prometto che non ripeterò sempre le stesse cose, ma cercherò di esporvi una considerazione che sta ballonzolando nella mia mente da alcuni giorni.
Se mi prenderete per mano, vi condurrò lungo il filo logico dei miei pensieri, come se afferrandone il bandolo e tirandolo leggermente, riuscissimo insieme a districare l’ingarbugliata matassa.
Partiamo da “considerazione”.
Lo sapevate che la parola “considerare” deriva da cum siderea, cioè vicino alle stelle?
Significa che ogni volta che riusciamo ad arrestare un pensiero e ci fermiamo a riflettere (altro verbo che in qualche modo ha a che fare con la luce, le stelle e l’universo, curioso no?), siamo in grado di fissarlo come se dovessimo fissare con attenzione e colmi di meraviglia la volta celeste. Qualcun altro (me compresa) direbbe che questo è un buon modo per avvicinarsi a Dio.
Non si tratta di mettere in moto la mente, tutt’altro: si tratta di spegnere l’interruttore mentale e permettere alla propria presenza nel qui e ora di sentirsi in unità con il Tutto.
Difficile? SI.
Impossibile? Assolutamente NO.
Mettiamola così: finché continueremo ad osservare tutto come se fosse qualcosa di estremamente lontano da noi e dal nostro quotidiano, non riusciremo mai a scorgerne la fattibilità.
Vi fidate di me?
Continuate a tenermi per mano ed accompagnatemi in questo bel giochetto…
Pronti?
Chiudete gli occhi.
Fate un bel respiro.
Osservate la miriade di pensieri che si susseguono nella vostra mente.
Afferratene uno…magari quello che da subito vi da una sensazione piacevole.
Fatto?
Ok.
Ora guardatelo come se doveste ammirare un’opera d’arte, o ascoltatelo come fareste con la vostra musica preferita, o assaporatelo come qualcosa di prelibato…gustatelo, apprezzatene la meraviglia, metteteci il cuore e con esso percepitene le sensazioni.
Come vi sentite?
Scommetto che gli angoli della vostra bocca si sono alzati a formare un sorriso.
Cosa provate?
Amore? Empatia? Sintonia?
Beh, non sono forse queste tutte sensazioni di Unità?
La cosa meravigliosa è che possiamo farlo con tutto ciò che siamo in grado di immaginare/pensare/creare.
Lo so, lo so: nulla di nuovo! Esistono in commercio un sacco di libri che parlano di questo.
E allora perché, nonostante tutti questi bei segreti più o meno svelati, quando guardiamo un tg o leggiamo un quotidiano, riscontriamo che il mondo non è poi quel grande esempio di amore e di Unità?
Perché a tanta bella teoria, non segue mai la pratica, ahimè !
Ma voi avete appena provato come ci si sente!
Il vostro corpo ha vissuto un’esperienza e, da qualche parte, quest’esperienza si trasformerà in una memoria. Non potete far finta di non averla vissuta, mi spiace.
Quanto ci avete messo per sentirvi in questo modo? E se ci portaste nuovamente attenzione, in quanto tempo riuscireste nuovamente a sorridere?
Visto?

E’ un discorso di attenzione.
Come dice Rudy Carone (persona meravigliosa, di grande cuore e vastissima conoscenza) “dov’è la tua attenzione, lì c’è il tuo amore”
frase che si presta anche ad essere letta al contrario (basti pensare a quando ci stiamo innamorando di qualcuno o di qualcosa!) “dov’è il tuo amore, lì c’è la tua attenzione”.
Il discorso dell’attenzione viene affrontato soprattutto nel 3° principio dello Shamanismo Huna:
“l’energia va dove si dirige l’attenzione”
Il problema è che nel nostro quotidiano siamo quasi sempre disattenti; siamo sempre indaffarati a fare o ad essere da qualche altra parte rispetto all’accadere della nostra Vita.
Vi sembra furbo? Io direi di no, e voi?
Perché pensiamo ci sia sempre qualcosa di più importante o di più doveroso da svolgere? E se vivere la Vita fosse il nostro dovere più grande?
Uuuuh quante domande e soprattutto quante risposte in ognuno di noi! Ma torniamo alla nostra matassa, che oramai si sta districando. Siamo arrivati allo Shamanismo Huna e ad un altro dei suoi principi:
“amare è essere felici con”
Lo sapete che questa frase è la traduzione di “ALOHA”?…si si, proprio quella parolina che avete sentito innumerevoli volte e che viene usata come saluto alle Hawaii. Un’altra traduzione di ALOHA è: “l’allegra condivisione della propria energia vitale”
Questa simpatica frase è la stessa che trovate nel titolo di questo report. Ed ecco che ci stiamo avvicinando pian pianino all’altro capo del filo…
Cosa c’entra con la parte iniziale del titolo, cioè l’ HAPPY REIKI DAY?
Noi della Gendai Reiki Italia abbiamo organizzato questa giornata (che si terrà sabato 4 dicembre a Trieste e di cui troverete maggiori informazioni in fondo a questo articolo) perché le domande che ho condiviso con voi, insieme ai principi Huna e ad altri bei valori, sono diventate la nostra possibilità di crescita.
Durante questa giornata, ci impegniamo a portare attenzione e amore alle nostre Vite e a quelle delle persone presenti, condividendo non solo il Reiki (che ci accomuna, ovviamente!), ma anche altre belle espressioni di tradizioni diverse o che hanno diverse origini, perché riteniamo che ci siano tante belle voci con cui cantare la stessa canzone e tanti simpatici strumenti per suonarla e per sentirsi in un certo modo.
Desideriamo farlo serenamente, muovendoci, rilassandoci, mangiando e giocando assieme.
Ci sarà spazio per tutti, per ridere, conoscersi e ri-conoscersi, imparare, cantare, esprimersi, ognuno nel modo che ritiene più opportuno e che sarà senz’altro il più vero.
Ci guarderemo l’un l’altro come fossimo tanti piccoli frammenti di uno specchio che ci rimanda piccoli riflessi di noi stessi (oggi le parole e le connessioni sembrano tornare a più riprese!).
Ciò che conta è stare bene, essere felici e per farlo basta…sentirsi felici! Proprio come abbiamo fatto noi poco fa, non è vero?
Questo è possibile!
Io, insieme a tanti altri, l’ho sperimentato, l’ho vissuto e non posso far finta che non sia così.
Ho memoria di questo e vi ringrazio, perché mi avete seguito lungo tutto il percorso.
Mi avete tenuta per mano, avete sorretto il filo del discorso ascoltandomi con pazienza e tanti punti di domanda, credo ;)
Questa era la mia considerazione, ed ora che la rileggo attraverso i vostri occhi mi sembra davvero di essere più vicina alle stelle!
Grazie!
A presto…
1^ edizione dell’ HAPPY REIKI DAY
SABATO 4 DICEMBRE 2010
c/o la Gendai Reiki Italia – Via Beccaria, 7 – Trieste
PROGRAMMA:
- dalle 9.30 alle 13 …. MASSAGGIO MORFOGENETICO
tecniche di massaggio su piedi, mani e nuca, attuato con l’intento di lavorare sugli schemi acquisiti dal concepimento (e prima di esso) alla nascita
- dalle 13 alle 14.30 … PRANZO TUTTI ASSIEME
- dalle 14.30 alle 18.30 … MOVIMENTO AUTENTICO E CONSAPEVOLE
… TAVOLA ROTONDA
… MUSICA E …
… TANTE ALTRE SORPRESE !
COSTI dell’intera giornata:
- €5 per tutti i soci attivi della Gendai Reiki Italia (in possesso della tessera associativa 2010)
- €30 per tutti gli altri
Con l’occasione si potrà provvedere al rinnovo della tessera
associativa per l’anno 2011 (€25 a persona).
Per motivi organizzativi, chiediamo la cortesia di far pervenire
l’ adesione all’ HAPPY REIKI DAY entro
SABATO 20 NOVEMBRE 2010,
chiamandoci al 3493604929 (Francesca)
o scrivendo a info@gendaireiki.it !
GRAZIE !!!
Meditazione Reiki

“Quando mi sento particolarmente fuori dal mio centro o, semplicemente, quando desidero ricordarmi chi sono, mi fermo un attimo e dedico alcuni minuti alla meditazione che a breve ti presenterò.
Essendo il Reiki la canzone che maggiormente mi piace cantare, ricorro il più possibile ai suoi pratici insegnamenti. Questo in particolare è uno dei suoi pilastri e viene insegnato già dal corso di 1° livello, proprio per la sua efficacia immediata. Provalo anche tu, come fosse un simpatico e nuovo gioco da imparare!”
La MEDITAZIONE GASSHO è una tecnica di respirazione che utilizza il Gassho, la posizione in cui le due mani si incontrano all’altezza del petto, come in preghiera.

Nel Reiki questo esercizio viene chiamato Gassho Kokyu-ho (tecnica di respirazione che usa il Gassho) e serve a pulire la mente e mantenere una salda consapevolezza, in tutti i livelli dell’esistenza.
In quest’epoca in cui c’è carenza di tempo e soprattutto di spazio da dedicare a noi stessi, ecco un valido ed utile esercizio che, senza grosse esigenze ed in meno di 5 minuti, ci permette di tornare al centro di noi stessi, riportando calma e armonia nella nostra quotidianità.
Possiamo trovare delle simpatiche indicazioni dagli importanti significati, celate in ogni singolo gesto di questa pratica meditativa:
- L’unire i palmi delle mani, ci consente di attivare entrambi gli emisferi del nostro cervello, di utilizzare contemporaneamente le nostre parti destra e sinistra, ritrovando la nostra Unità attraverso le nostre dualità.
- Il Respiro, alla base di tutte le meditazioni, ci permette di essere presenti QUI e ORA.
- Portare la Luce al Tanden, la sede del nostro subconscio, è un modo utile di indirizzare la nostra attenzione e quindi la nostra energia.
- Infine, lo scoppio con cui rilasciamo la Luce nell’Universo, diventa un atto di liberazione con il quale anche noi ci permettiamo di lasciarci andare.
Qui di seguito riporto il testo del Gassho Kokyu-Ho, così come indicato nella dispensa del corso di 1° livello (Shoden) Reiki, sistema Gendai, scritta da Hiroshi Doi Sensei.
1)Chiudete o socchiudete gli occhi. Respirate lentamente e naturalmente. Sollevate le mani al di sopra della testa, sentite le vibrazioni della Luce Reiki che scendono in tutto il corpo.
2)Sentite le vibrazioni della Luce Reiki e lentamente abbassate le mani. Fermatele all’altezza del petto appena al di sopra del cuore, e fate Gassho. Portate la mente giù, al Tanden (da 3 a 5 centimetri al di sotto dell’ombelico) e tentate di mantenerla tranquilla.
3)Mentre inspirate, visualizzate l’energia Reiki che scorre verso il vostro Tanden dai vostri palmi, e sentite l’energia nel Tanden. Mentre espirate, visualizzate che l’energia esce dal vostro Tanden e sale ai vostri palmi, poi lasciatela andare con uno scoppio.
4)Il vostro intuito e la sensitività delle mani vengono sviluppate facendo questo esercizio.
5)Scuotete bene i polsi.
“Com’è stata quest’esperienza? Piacevole, no? Come vedi non è necessario ritirarsi su un eremo ed inginocchiarsi sui ceci per stare bene e ritrovare l’armonia.
Mi stupisce sempre la praticità dei gesti semplici ed immediati, ma non è forse questo ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno?
Per poterti agevolare l’esecuzione dell’esercizio, evitandoti di distogliere l’attenzione da ciò che stai facendo per leggere ciò che devi fare, ho pensato di creare una versione audio guidata, senza grosse pretese, ma realizzata con tanto affetto proprio per te!
Grazie e buona Crescita.
Francesca
Seminario Gendai Reiki: Agendo come essere Amore
Giovanni, Sandro, Amelia e Dario
E anche questa volta una Trieste assolata accarezzata da un vento caldo ci aspettava. La somiglianza con la mia Genova, (ma perché di mare e di porto) mi fa innamorare ogni volta di più di questa città semplice e regale, di confine in modo evidente, di gente ospitale che l’aria marinara ha forgiato insieme alla bora imperiosa. Siamo arrivati il venerdì (con la gioia di poter stare del tempo col nostro Angelo Mammetti) con la ferma intenzione di avere due giorni di tregua da un intenso periodo di lavoro e ancor più di riabbracciare gli Amici Gendai conosciuti a marzo durante il loro trionfale Cerchio della Vita.
Sabato mattina dall’albergo correndo verso l’associazione abbiamo incontrato al bar Paolo Fabian che ci avrebbe condotto nel seminario (e Gendai President!) e facendo colazione insieme siamo tornati immediatamente alla calda atmosfera del Cerchio.
Francesca (nostra dolcissima Josaya’More) con le braccia cariche di acqua, dolcetti e crackers e un regalo per noi, l’abbiamo incontrata sul portone che ci avrebbe introdotto a questo week end straordinario. Un quadro raffigurante un Cerchio composto di fittissimi fili di seta armoniosamente sostenuti da piccoli chiodi applicati su una placca di lucido legno zen e una dedica commovente sul retro era il suo Ben ritrovati alla nostra amicizia e al nostro primo Seminario Reiki con l’associazione Gendai. Questo primo livello che vuole riportare attenzione e potere all’”Essere Vivi” (e questo non è per niente un fatto scontato…).
Il Cerchio torna sempre più spesso nella nostra vita e sempre più fili preziosi intrecciandosi compongono amorevolmente la trama della nostra Strada.
Morena ci aspettava di sopra per sbrigare la fase burocratica e un grandissimo Rudy era a braccia aperte accogliendo ogni partecipante nella sala profumata di incensi e addolcita nella temperatura da piccoli strategici ventilatori a pala.
Undici partecipanti (numero che noi Josaya amiamo molto perché nei Ching significa La Pace) nuovi compagni di questa avventura, desiderosi quanto noi di inoltrarsi in un’atmosfera di Amore e Gioia sperimentando sempre di più il Potere della Pace interiore.

Compagni (Maurizio, Amelia, Marina, MariaLuisa, Dario, Annalisa, Giulia e la sua mamma, Paolo e MariaGrazia che ci ha raggiunti la domenica) che abbiamo avuto il privilegio di ascoltare, abbracciare, apprezzare come loro hanno fatto con noi.
E Tutti insieme a Tutti abbiamo viaggiato fuori e dentro l’Energia accompagnati amorevolmente da Rudy, Paolo e Francesca con nozioni di storia, tecnica, motivazioni, filosofia, psicologia, fisica quantistica che con umiltà unica e un travolgente senso dell’umorismo ci dimostravano che l’essere sé stessi e l’essere bambini felici è davvero la stessa cosa.
Ci aspettavamo molto…ma siamo andati “oltre” quello che speravamo. E così hanno detto tutti i partecipanti nell’abbraccio finale (l’ultimo, al momento) di una serie di abbracci continui, fisici e mentali durati due giorni interi.
Tanti i momenti di commozione, Tutti i momenti di verità. Con i nostri colleghi di Reiki s’è instaurato un immediato e sempre più stretto contatto su ogni piano. Più volte io e Sandro abbiamo detto: “il miglior Seminario a cui abbiamo partecipato”. Mai, MAI c’è stato un momento in cui ci siamo sentiti non interamente coinvolti, un’ atmosfera magica ma reale, nessun guru, nessun mistero, mai un momento di stanchezza o di “sonnolenza” come spesso capita non fosse altro per la situazione che induce comunque a lavorare sul rilassamento, sulla connessione e sul lasciare andare.
Già dal primo esercizio dove ci è stato chiesto di presentarci senza pronunciare parole, usando solo gli occhi e il cuore con l’ unica indicazione di tornare nella nostra pelle e nel nostro cuore di bambini, comunicando solamente in modo vibrazionale abbiamo capito che questo sarebbe stato davvero una porzione di tempo estremamente speciale e importante su tutti i piani.
Due giorni di gioco. Le spiegazioni, gli esercizi, il decidere il percorso a cui accedere a seconda dell’atmosfera del momento: i nostri insegnanti (onorevoli Sensei, ovvero come ci hanno spiegato strada facendo questo termine che significa maestro ma più precisamente “colui che ha imparato prima”) con realistica dolcezza si alternavano dedicandoci tutto il loro cuore e la loro attenzione.
Due giorni di Amore, di piacere, di gioco, di ritmo sciolto e naturale, senza schemi, intensissimo e leggerissimo.
E a rotazione abbiamo avuto il piacere di rivedere e di avere attivazioni Reiki, aiuto, compagnia e collaborazione da una straordinaria Fabia (con cui ho un debito d’Amore perché mi ha aiutato a risolvere un improvviso problema attivandosi con la velocità della Luce e la risolutezza di un condottiero), Fabio dolcissimo e ironico, Antonella dagli occhi lucenti, Giovanni riservato gentiluomo. Una porzione dei 13 ragazzi uniti da una complice amicizia dove traspare una contagiosa allegria e l’evidenza del loro profondo impegno. Davvero un esempio e un onore stare in loro compagnia.
Vogliamo concludere con una lettera che Rudy ha spedito qualche tempo fa ai suoi 12 soci Gendai. Francesca Tuzzi me l’ ha spedita per farci partecipare alla relazione d’Amore che li avvolge.
Credo che le parole di Rudy possano aiutare tutti noi a vedere “oltre” quello che siamo abituati a fare.
Con Amore Silvia Paola.

Rudy Carone
Pensiero
…………..e quindi quando in teoria ci si dovrebbe incontare?
Credo che l’intento non sia di far incontrare e parlare chi non sia venuto l’ultima volta, ma avere il piacere di stare assieme, che è il fulcro di tutte le nostre attività. E darlo per scontato è un errore.
Non basta fare le cose assieme per essere e sentirsi in unità. Hon sha ze shonen. La giusta coscienza è la radice di ogni cosa. Perché noi stiamo assieme? Perché siamo un gruppo speciale? Perché l’identità del nostro gruppo è migliore di ogni suo singolo componente.
Perché quando viviamo il nostro messaggio, il messaggio della vita, sappiamo che non esiste scelta. Noi siamo un’ unità, siamo interconnessi gli uni agli altri.
Possiamo rendercene conto e agire su questa base, o far finta di no, ma tanto prima o poi il mondo verrà a bussarti alla porta, con il suo carico di conflitti e divisioni. Noi ne abbiamo avuto l’esperienza. Sappiamo cosa vuol dire condividere allegramente il nostro respiro, e sentirci in armonia con la vita attraverso ciò, trovando forse per un attimo il nostro piccolo Anshin Ritsumei.
Non c’è altro, il resto è illusione. Lo scopo del nostro stare assieme, è anche questo. Aiutarci l’un l’altro a restare connessi.
Senza questa visione nessun rapporto ha significato.
Penso che per noi questa sia una bellissima fase di passaggio. C’è molto movimento, ci sono tanti pensieri, tante parole. Siamo come nella fase di transizione tra l’infanzia e l’adolescenza, stiamo crescendo, imparando, ci stiamo responsabilizzando, e non è sempre facile. Ma è bello. La vita è crescita e scoperta.
Stiamo imparando a diventare gruppo. Ma nel farlo, nella crescita, dobbiamo confrontarci con gli schemi e le memorie comuni a tutta l’umanità.
Le stesse memorie che portano problemi a tutte le relazioni umane, amicizia, rapporto di coppia, società ecc…
Le memorie che ci portano a divisioni, rotture, dubbi, critiche, a sentirci offesi, incompresi, al non si può, al ma non ne vale la pena, alle separazioni, agli odii, ai rancori, alle guerre, ai conflitti.
Questi sono gli schemi tipici di questo mondo. Questo è ciò con cui si confrontano le persone che decidono di stare assieme.
Più persone, più schemi, più opportunità di crescere riconoscendoli e pulendoli in noi e fuori di noi.
Nessun problema può essere risolto al livello di coscienza in cui è stato creato, diceva Einstein. Per superare questi schemi, bisogna avere una coscienza diversa da quella ordinaria, ma non nella testa, ma non pensando di esserci già arrivati, di aver già capito.
Bisogna andare oltre noi stessi, i nostri bisogni, le nostre paure, i nostri limiti, abbracciarci, sentirci, viverci come l’unità che siamo.
Perché lo siamo.
Quando le cellule del corpo umano si dimenticano di esserne parte, diventano un tumore. Quando invece ognuna nella sua
splendida unicità è semplicemente se stessa, nel giusto posto a fare ciò che è in armonia e connessione con le altre, diventa il canale della vita. Per questo penso che, alla fine, scelta non ne abbiamo molta. Ma questa è la mia visione.
Quando si ha una direzione comune, la giusta coscienza nello stare assieme, del perché stiamo assieme e della sua importanza, tutto il resto è facile, scorre in modo armonioso e naturale, diventa leggero. Ma senza questo, tutto diventa pesante, difficile, improbabile.
Quando c’è amore alla base di una coppia, pagare il mutuo, le bollette, affrontare difficoltà, si fa a cuor leggero. Ma se manca questo presupposto, abbandonato nel frattempo tra un pensiero e l’altro diventa pesante anche lavare un bicchiere o parlarsi a tavola. Anzi, diventa una prigione. Manca il perché. La coscienza che si ha. L’amore, il reiki, non sono niente altro che uno stato di coscienza che ci riportano all’unità, sono prima di tutto un modo di sentirsi, di vivere l’unità.
Di essere immersi in essa.
Ecco perché tanti fanno reiki e pochi ne hanno il giusto beneficio. Perché fanno reiki continuando a restare nella modalità di coscienza in cui sono quotidianamente.
Pensano e si sentono come fanno quotidianamente, si appoggiano le mani sopra, o su qualcuno o qualcos’altro, pensando ad altro, magari sentendosi pure fastidiosi. O ne sei immerso, o ne sei fuori.
E allora non stanno facendo niente. Doi dice che il reiki è amore. Il reiki è lo stato di coscienza che ti porta l’amore. Senza questo presupposto tutto ha poco valore.
Non pensiamo mai che per il semplice fatto di aver fatto delle cose assieme tutto sia già assodato. Ricordiamoci di prestare attenzione.
Ricordiamoci il nostro senso, la nostra direzione e della nostra magia. Sarà una bella avventura, grandiosa, la nostra strada in comune. Tante cose ci aspettano e la prima tra queste, anche la nostra sede! Ma sono tutte delle dita che indicano e ci permettono di essere ciò che siamo.
Non le finalità. Non la luna. La luna è un cerchio. Noi siamo la luna.

A me interessate voi, noi, la luna. Le dita relativamente, anzi, quasi niente.
Come nell’esempio della coppia, se non c’è la base, l’amore, la coscienza ed il desiderio di stare assieme, condividerci,
abbracciarci, viverci, ascoltarci, tutto alla fine diviene pesante, difficile e porta a divisione. In questo momento vi amo davvero. Siete i miei compagni di viaggio, quelli che il cuore si è scelto e non ne sarò mai abbastanza grato.
Perché attraverso di voi ho imparato cosa vuol dire guardare oltre me stesso, oltre la sfiducia, oltre l’impazienza, oltre il risentimento, oltre l’importanza personale, oltre lo schema di paura e divisione e di “fanculizzazione” prima del prossimo e poi di me stesso. Anzi, più che imparato, sono sulla strada di questa pratica. Una via che percorro ancora zoppicante ma volenteroso, che porta all’unico significato, l’Amore.
Reiki e Sciamanismo Huna: EnergeticaMente parlando
Trieste Cerchio della Vita – Domenica 28 Marzo ore 12,00 – 13.30
In questo video (diviso in tre parti) un interessante confronto tra due scuole energetiche tra le più conosciute e riconosciute: Reiki e Sciamanismo Huna.
Eravamo posizionati in zona laterale al palco e la ripresa è stata fatta dal posto a sedere, quindi in diagonale, ma non si perde nulla dell’interessante sessione. Sandro caratterialmente non si perde mai d’animo, è un acrobata dei video e delle registrazioni (è un musicista e questo lo aiuta ad ottimizzare), importante è stato portare una testimonianza “in diretta” dalle voci e dalle energie da questa eccezionale situazione.
Hyakuten Inamoto e Serge Kahili King, due personaggi straordinariamente affascinanti che con arguzia e gentilezza del cuore hanno “duellato” spiegando e divertendo (divertendosi!) in cosa consistono le filosofie, le visioni e le concretezze delle scuole di cui sono Maestri indiscussi.
Hyakuten lo avevamo ascoltato come secondo intervento il giorno di inizio delle conferenze, giovedi 25 pomeriggio, in un approfondimento della tecnica Reiki in sinergia con Hiroshi Doi, Maestro quest’ultimo, piacevolissima “causa” di questo evento senza precedenti che è stato il Cerchio della Vita.
In quell’occasione abbiamo ricevuto anche un “bagno di Energia Reiki” da entrambi i Maestri in azione contemporaneamente.
Il reverendo Inamoto ha una verve ed un talento naturale nel prendere la vita (e ogni dettaglio di essa) con estrema simpatia e senso dell’umorismo.
Con Serge K. King (Sciamano Huna) abbiamo partecipato ad uno strepitoso Seminario denominato “Shamanic Dreaming” il 30 ed il 31 marzo ed è stato straordinario poichè King era per la prima volta in Italia e con la fine di quest’anno terminerà anche l’insegnamento in Europa dedicandosi solo alla docenza nella zona delle americhe. Anche lui persona interessantissima ed estremamente brillante con una preparazione ed un livello di professionalità ed affidabilità entusiasmanti, che ci hanno fatto applaudire di cuore, e lungamente, ogni suo intervento.
A breve vi parleremo del Seminario in questione…
Trieste Seminario Shamanic Dreaming 30 31 marzo 2010 Sandro Flora (Sa) Serge Kahili King e Silvia Paola Mussini (Ya)
Qui sotto tratte dal sito www.circle-of-life.org le notizie riguardo ai sopradetti Maestri.
Serge Kahili King è stato avviato alla pratica di sciamano Huna da suo padre all’età di quattordici anni, dopo un percorso che lo ha portato a laurearsi in psicologia presso la California Coast University, un Master in International Management presso la American Graduate School of International Management (Thunderbird) in Arizona, ed un Bachelor’s degree in Studi Asiatici presso l’University of Colorado, il Dr. King è il curatore del Museo d’Arte Hawaiana di Kauai dove sono esposte opere hawaiane e manufatti africani.
Pubblica da anni un’ampia selezione di libri e video sull’Huna, la filosofia e pratica di vita sullo spirito di Aloha, l’attitudine all’amore e alla pace per le quali la Polinesia e le isole Hawaii sono famose.
Autore e designer di Search For Pele, un gioco in CD-ROM basato sulle leggende, il linguaggio e la geografia della Big Island of Hawaii, il Dr. King è anche un autore di libri venduti in tutto il mondo come Dangerous Journeys, una storia che insegna come essere uno sciamano urbano ed è conosciuto anche per come riesce a rendere la presentazione delle leggende in modo assolutamente affascinante.
Tiene corsi, workshop e conferenze in giro per il mondo per insegnare e condividere questa filosofia.
Nel suo background troviamo anche un’esperienza di vita e lavoro in Africa dove diresse comunità, fondò ed amministrò scuole, programmi nutrizionali, sociali e agricoli. Per i servizi resi al popolo africano, il Presidente del Senegal Leopold Sedar Senghor, lo insignì della medaglia al Grand Ordre National du Senegal.
Oggi insegna alle persone come usare le pratiche sciamaniche e di guarigione spirituale ed usa le sue conoscenze per aiutare il prossimo a scoprire il proprio potere creativo.
Il testo che segue è tratto integralmente da www.huna.it
Cos’è lo Sciamanismo Huna
Lo Sciamanismo Huna non appartiene a una setta e non è nemmeno una religione. Si tratta piuttosto di un’arte che può essere praticata con efficacia da soli o in gruppo. È un’arte pragmatica.
Lo Sciamanismo Huna si impara con facilità e si applica altrettanto agevolmente nel quotidiano. Per attingere massimamente alle sue peculiarità è tuttavia richiesto tempo ed esercizio. Il suo campo di applicazione non ha limiti, cominciando dall’ambiente del quotidiano: a casa, al lavoro, a scuola, in ferie, nella veglia, nel sonno.
Huna è vivere un determinato atteggiamento all’interno del quale possiamo plasmare ogni giorno la nostra vita nell’amore, nel rispetto e nell’infinità potenzialità creativa. Huna è uno stato di coscienza che si collega al sogno della vita, capace di avere straordinarie ripercussioni “magiche” nel vivere concreto di tutti i giorni.
Huna significa mettere in gioco allo stesso tempo corpo e mente e la sua natura è tale che nell’aiutare gli altri aiutiamo noi stessi e mentre trasformiamo il mondo intorno a noi trasformiamo noi stessi.
Per saperne di più
Si può trovare molto del suo lavoro su www.huna.net e leggere molti dei suoi articoli, su “The Teaching Hut of the Hawaiian Huna Village”, sponsorizzato da Aloha International (www.huna.org).
ll Rev. Hyakuten Inamoto è il fondatore della scuola di pensiero e pratica Komyo Reiki. Nato nel 1940, vive a Kyoto, allievo della signora Yamaguchi Chiyoko Sensei (1921-2003) che ha appreso il metodo Reiki dal dott. Hayashi Chujiro Sensei (1879-1940) allievo diretto del Maestro Usui. Il Rev. Inamoto, monaco buddista della “Terra Pura” (la stessa del Maestro Usui) riporta la disciplina Reiki verso la metodologia originaria, incentrando cioè l’attenzione sul miglioramento dello stato spirituale dell’individuo (da cui derivano successivamente i benefici fisici).
L’aspetto “mentale” dell’approccio al Reiki è infatti per il Rev. Inamoto una parte fondamentale della disciplina, poichè è la nostra mente a governare sul corpo e non il contrario. Il Rev. Inamoto sempre impegnato nella diffusione del suo metodo, fonda la Komyo Reiki Kai affinchè il messaggio originario del Reiki possa essere reso disponibile a tutti, grazie al suo impegno è conosciuto in molte parti del mondo.
I Giapponesi pongono molta enfasi sulla propria discendenza Reiki, soprattutto oggi che si è alla ricerca del metodo originario del suo fondatore Mikao Usui, andato perso negli anni a causa dell’insegnamento orale e delle modifiche apportate dai diversi insegnanti.
Proprio per permettere che l’insegnamento del Rev. Inamoto rimanga inalterato, la Komyo Reiki Kai Italia non ha aggiunto nulla ed ha tradotto letteralmente tutti i manuali del suo fondatore. In questo modo è possibile divulgare esattamente lo stesso tipo di insegnamento ricevuto in Giappone.
Per saperne di più, visita il sito ufficiale della Komyo Reiki Kai Italia®.
Disciplina Komyo Reiki
Il testo che segue è materiale tratto dal sito sito ufficiale della Komyo Reiki Kai Italia®.
La disciplina Komyo Reiki è molto semplice da apprendere ed è incentrata sul cammino personale di ricerca della pace interiore. Ognuno di noi è difatti responsabile per il proprio benessere ed il raggiungimento di una migliore qualità di vita non può essere delegata a nessun’altro.
Come sosteneva il Maestro Usui, esiste un metodo per ricercare la felicità, che è la vera medicina spirituale per tutte le malattie:
“Solo per oggi
Non ti arrabbiare
Non essere ansioso
Sii grato e diligente
Sii gentile con gli altri
Ricorda di pregare ogni mattina e sera”
Sono semplici precetti che ci aiutano nel quotidiano ad affrontare meglio le situazioni che ci si propongono.
Komyo Reiki è principalmente un cammino personale che porta all’incontro con l’Energia Universale, incanalata nel nostro corpo grazie all’imposizione delle mani.
Proprio l’incontro con l’Energia Universale rappresenta l’esperienza più forte di questa disciplina. E’ l’azione dell’Energia che ci aiuta ad eliminare le negatività che colpiscono il nostro spirito e che si manifestano fisicamente.
Dedicare un po’ di tempo a noi stessi, liberare la mente dai pensieri attraverso la meditazione Gassho, riequilibrare le nostre energie interiori, sono tutte azioni che influiscono positivamente sul nostro spirito, e conseguentemente sul nostro corpo.




















