Federico Moccia presenta Agisci come se fossi Amore
Siamo veramente grati a Federico Moccia che dopo aver letto il nostro ultimo testo “Agisci come se fossi Amore” ha deciso di scriverne la prefazione.
Ricevere le sue considerazioni, da esperto dell’amore quale lui è ci fa piacere all’anima: veramente ha compreso lo spirito con cui lo abbiamo scritto e del quale, senza falsa modestia, siamo veramente orgogliosi. Orgogliosi perchè abbiamo voluto andare oltre ogni dogma e ogni direttiva, innanzitutto dentro noi stessi, oltre ogni situazione che non sia quella del puro e semplice Amore.
Grazie di cuore Federico.
Josaya

PREFAZIONE
«Amare non vuol dire impossessarsi
di un altro per arricchire se stesso,
bensì donarsi a un altro per arricchirlo.»
(M. Quoist)
“L’amore universale in un libro? Può stare tutto in circa duecento pagine? Ovviamente no, l’amore non si può contenere, non ha limiti o paletti, non vuole etichette e definizioni troppo dettagliate e precise. E infatti non è questa l’intenzione di Giovanna Garbuio, Sandro Flora e Silvia Paola Mussini, gli autori di “Agisci come se fossi amore”, un testo che dichiara apertamente le sue intenzioni già dal titolo. Titolo che è un mantra, una formula, una frase da ripetere come un augurio verso se stesso. Ma in realtà il vero concetto di fondo, l’atteggiamento positivo da tenere (sforzandosi all’inizio un po’ come se fosse un nuovo esercizio che non ci riesce fare e che poi pian piano viene più facile) è avere una mente aperta, fiduciosa, compatibile con qualsiasi convinzione abbiamo.
Un libro che racconta come guardare le cose con un altro paio di occhiali. E lo fa con semplicità e senza pretese. Nessuno vuole convincere nessuno. Non troverete regole e nemmeno obblighi. Nessuna speculazione. Nessun condizionamento: solo una grande voglia di mostrare un altro punto di vista. Un po’ come quando nel film “Patch Adams”, quel vecchio signore considerato pazzo, e che invece è un genio, dice ad Adams mostrandogli le dita di una mano, “Quante dita vedi?”. Adams ne vede quattro. Il vecchio insiste dicendo che Adams non sta vedendo davvero. E lui ripete di vedere solo quattro dita. Ma appena si focalizza sul volto dell’uomo che sta dietro le dita, l’immagine si sfuoca, le dita si sdoppiano e sembrano di più, sembrano otto. Come dire: se ti concentri solo sul problema, non vedi la soluzione. Se invece guardi oltre, il problema sfuma.
Pagine solari, serene, dirette che raccontano un percorso spirituale tradotto in concetti chiari e immediati, senza troppo badare alla forma ma concentrandosi sul contenuto, frasi che ci avvolgono come il profumo di un campo di margherite, come il mare calmo quando ti immergi e cominci a nuotare. Il filo conduttore degli otto capitoli è un approccio positivo alla vita in ogni sua sfumatura. E un invito costante a riscoprire in noi stessi ciò che sappiamo già, qualcosa che però abbiamo dimenticato a causa delle nostre paure, dei condizionamenti sociali e storici, dell’idea che la felicità dipenda solo dagli altri e non da come vediamo le cose. Questo ci deresponsabilizza e ci spinge a incolpare sempre qualcosa o qualcuno per la nostra tristezza, il nostro disagio. Ci porta a cercare il “mostro” fuori e non dentro di noi. E soprattutto a credere che il “mostro” sia invincibile e pronto a tutto per farci soffrire.
Gli autori analizzano anzitutto le varie strutture “collettive” che portano a pensare di essere vittime di quel che ci capita, una carrellata di esempi concreti che ci permettono di rivisitare anche la tradizione, tra storia e letteratura, filosofia e religione. Elementi che ci permettono di inquadrare meglio la nota “Legge di Attrazione”, la tendenza ad attrarre nella nostra vita tutto quello su cui ci focalizziamo, nel bene e nel male. Una legge nota a molti e oggetto di tanti scritti e riflessioni, anche di Bibbia, Corano e testi sacri dell’induismo, basta leggere un po’ tra le righe e cogliere le metafore. Se ne ritrova traccia ad esempio anche nei libri di Bambaren e Coelho, solo per citare due autori molto noti e contemporanei. E anche la tradizione popolare ne sa qualcosa, quando ad esempio si dice “Se semini vento, raccogli tempesta”.
Questo è un libro che fa bene leggere, al di là di come la si pensi, di quali siano i nostri profondi convincimenti. Un libro che non insegna ma mostra. Poi ognuno farà ciò che crede meglio per sé. Non ci sono formule magiche o ragioni sovrannaturali.
Vedere gli altri come uno specchio, capire che hanno sempre un senso nella nostra vita, che possono insegnarci molto e soprattutto che rappresentano spesso quello che di noi stessi non vogliamo vedere o che ancora non abbiamo conosciuto o accettato. Accogliere il mondo e le sue manifestazioni come espressioni d’amore, semplicemente. Per capire che per rendere felici gli altri, bisogna rendere felici se stessi. E non si tratta di egoismo negativo ma di un grande gesto di consapevolezza e condivisione. E come diceva G. de Maupassant, «Quando si ama non vi è nulla di meglio che dare sempre, tutto, la propria vita, il proprio pensiero, il proprio corpo, tutto quel che si possiede; sentire quel che si dà; mettere tutto in gioco e poter dare sempre di più». Perché dare non significa perdere qualcosa ma ricevere sempre di più. L’amore che dai ti torna indietro moltiplicato, come un boomerang di felicità.
Buona lettura!”
Federico Moccia
La Legge Cosmica
Le leggi universali come la legge di Attrazione o la Legge del Distacco o la Legge di Causa ed Effetto… son leggi che sono sempre esistite e su cui si basa il funzionamento dell’universo.
Noi non abbiamo il potere di farle funzionare o meno, esse funzionano sempre secondo le loro regole intrinseche ed imparziali, indipendentemente dalla volontà di chiunque. La differenza come sempre sta nella nostra consapevolezza. Diverso è se siamo coscienti del fatto che ci sono e che sono attive o se ne ignoriamo l’esistenza.
Essendo consapevoli del loro intervento costante, entrando via via sempre più in confidenza con il loro sistema di funzionamento, saremo in grado di “sfruttarle” a nostro vantaggio applicandole alla nostra realtà.
Le leggi universali come è ben noto non sottostanno ad alcun pregiudizio individuale. Il Tutto non individua nè ha alcun interesse a farlo, che sfrutta a proprio vantaggio le sue leggi. La legge di gravità (è un ottimo esempio) può essere sfruttata per fare esperienze mozzafiato con il paracadute, o per far cadere un mattone in testa al nostro vicino antipatico e allo stesso modo può far cadere accidentalmente un vaso di fiori sul cofano della nostra macchina nuova!
La legge funzionerà inesorabilmente in entrambi i casi allo stesso modo indipendentemente dal valore qualitativo dell’intenzione o della volontà e anche indipendentemente dalla consapevolezza di chi la utilizza o la subisce. Il principio della gravità è assolutamente imparziale.
Spesso però la differenza sugli effetti la fa l’intenzione e la coscienza di chi la utilizza.
Il fatto che la legge cosmica sia un principio universale eterno ed imparziale non la rende priva dell’essenza dell’Amore, anzi l’Amore puro si basa anch’esso su principi incrollabili assolutamente immutabili e privi di giudizio di parte. I
l Tutto quindi è l’origine impersonale dell’universo, quindi è inutile rivolgersi a “DIO” piagnucolando per ottenere il suo aiuto… per quanti fioretti e sacrifici gli offriamo, non otterremo nulla. Non è offrendo la propria sofferenza a Dio che ci si guadagna il paradiso, il tutto non sa che farsene delle nostre offerte. Non è così che funziona.
E’ molto più efficace capire come funzionano le leggi e adeguarcisi per ottenere i vantaggi che vogliamo ottenere.
Gli individui agiscono o non agiscono in base alle proprie personali misure di valutazione, un principio universale non ha motivazioni o metro di valutazione, semplicemente è o non è! Senza giudizio meritocratico di sorta.
La forza creativa funziona in un certo modo, che ormai conosciamo ampiamente. Quando allineiamo pensiero ed emozione determiniamo la manifestazione della realtà. Cioè, detta in soldoni, quando tieni in mente ciò che vuoi e condisci l’immagine con un’abbondante dose di emozione, l’ottieni (e questo vale precisamente anche per ciò che non vogliamo!). A noi la decisione di adeguarci o meno.
Sappiamo comunque che nulla e nessuno ci verrà in aiuto perchè abbiamo gli occhi belli o perchè siamo retti e onesti. La forza creativa è a disposizione di tutti; Impariamo ad usarla.
I pensieri tenuti in testa si realizzano. il nostro mondo gira così!
Ma benchè conosciamo i principi abbiamo l’assurda tendenza a scordarceli di adeguarci ad essi coscientemente.
L’Universo non fa distinzione tra i nostri desideri e i nostri timori. Semplicemente li registra e in base al loro livello vibrazionale li manifesta. Cerchiamo di comprendere bene questa cosa. Sta a noi controllare la qualità dei nostri pensieri. Non possiamo sperare che l’Universo si prenda la briga di giudicare e faccia una distinzione tra ciò che è bene per noi e ciò che non lo è, dato tra l’altro che universalmente non esiste distinzione tra bene e male; dalla prospettiva universale dell’Amore tutto é BENE!
Quindi abbiamo due scelte o ampliamo la nostra prospettiva enormemente (Illuminazione) e attraverso la pratica del distacco riusciamo a percepire anche ogni avvenimento, ogni avversità come “Bene” (come sostiene Anthony De Mello), oppure ci applichiamo e ci impegniamo ad avere un controllo il più possibile costante sulla qualità dei nostri pensieri ed evitiamo proprio di manifestare “problemi” ed “avversità”.
Non esiste nessun “Dio” che possa farlo al posto nostro!

















