Hoseki Vannini

La RINASCITA una conquista quotidiana

In qualunque istante possiamo decidere di dare una svolta alla nostra avventura esistenziale.
Ogni mattino, tutte le mattine,  gli Esseri umani nascono un’altra volta.
Dopo il sonno notturno, aprire gli occhi dinanzi al nuovo giorno è a tutti gli effetti una rinascita, è una nuova sfida che ci apprestiamo a compiere. È un momento in cui tutto ciò che riguarda la nostra esistenza può essere rimesso in discussione, può essere radicalmente cambiato.
Quella vita, con cui siamo andati a letto la sera prima, a grandi linee non ci riguarda più, è una vicenda già compiuta finché non decidiamo di mutarne le conseguenze!
Si tratta, dunque, di scrivere un capitolo nuovo del nostro cammino esistenziale, un fatto tutto da inventare nel corso del giorno che sta accogliendo il nostro corpo, svegliato, a volte, da un bel raggio di sole o da un gruppo di nuvole passeggere o da una pioggia insistente o delicata e fine.
Possiamo, pertanto, fare tesoro di queste incipienti  ventiquattro ore, che ci stanno aspettando, per essere finalmente e consapevolmente  in grado di viverle al meglio.

Ma dove trovare lo stimolo per affrontare questo compito, ingrato o entusiasmante, a seconda del punto di vista da cui ci poniamo?!! Non c’è bisogno di ricorrere a chissà quale marchingegno spirituale o emozionale o concreto, per fare della nostra nuova opportunità di vita un capolavoro o un disastro.
Chi ci ha dato il dono di risvegliarci ogni giorno  ha stabilito un criterio infallibile per permetterci di trovare la forza di alzarci dal letto e riprendere un percorso che, spesso, riteniamo poco appetibile. E questo dono ha un solo nome:  si chiama desiderio!

Nessuno, a meno che non sia affetto da una grave patologia, la depressione, non riconosce in sé, in ogni istante, ma soprattutto al mattino, un desiderio di qualcosa o di qualcuno; e  questo semplice e “geniale” meccanismo emotivo ci consente di  darci da fare per realizzarlo.
E questo bisogno, o desiderio che dir si voglia, è lì, pronto a catapultarci in una circostanza della quotidianità tutta da scoprire. È lì per darci la spinta a creare eventi capaci di propiziare l’entrata nella nostra esistenza di quanto sentiamo  di volere per sentirci bene con Noi stessi .
A nessuno è dato sapere perché sorge in noi un desiderio anziché un altro, ma ci è dato sapere con precisione soltanto perché  esso sorge. Sorge, infatti, un desiderio in noi per stimolare la nostra crescita umana e spirituale e per contribuire, con le azioni che faranno sì che il desiderio venga alla luce, all’espansione del Creato!

Quando ci mettiamo all’opera per fare di un desiderio un evento da toccare con mano, noi inneschiamo una serie di accadimenti che incideranno sulla nostra e sulla altrui esperienza di vita  ed anche sullo stato dell’ambiente fisico che ci circonda.
Una bella responsabilità personale nasce, in ultima ipotesi, dalla nostra capacità di desiderare ed è quindi giusto fare in modo di utilizzare correttamente questa facoltà.

La prima cosa da fare è smetterla di tormentarci sulla natura dei desideri che sono nel nostro animo, è smetterla di catalogare, secondo dettami, spesso  non determinati da noi, alcuni desideri giusti ed altri sbagliati, l’unico dato oggettivo di cui dobbiamo tenere conto  è che quel desiderio è in noi e ci preme dentro.
Eliminare il giudizio umano sui desideri è la prima operazione da compiere e questo non vuol dire divenire, di colpo, esseri amorali o peggio immorali, ma semplici osservatori obiettivi  di quella pulsione emozionale.
Sappiamo, per certo, che l’unica cosa da evitare è la contrazione o la limitazione della libertà altrui, ma, tolto questo, non ci sono regole che stabiliscano a priori la bontà o meno di un desiderio.

Noi, appunto, non conosciamo l’origine o il fine ultimo del nostro desiderio, ma siamo ben consci della sua esistenza.
Impariamo, dunque, a considerare ed onorare i nostri desideri, impariamo ad avvertire l’importanza del nostro compito di esecutori dei nostri desideri e facciamo in modo di dare a questo strumento  la dignità che gli è propria .
In fin dei conti, la nostra rinascita fisica e spirituale dipende esclusivamente da un uso consapevole e fruttuoso dei nostri desideri, il vero ed unico stimolo al compimento della vita.
Ma questa è ancora un’altra storia

Hoseki  Vannini

Anima Gemella – Hoseki Vannini

Non solo ciò che scrive Hoseki Vanini è interessante, intrigante e accattivante, ma anche è davvero commovente.

Poche volte ci è capitato leggendo un libro (mai per un saggio) di emozionarci così. Quel groppo in gola che ci porta vicini alle lacrime… ma pervasi da una gioia soffusa, discreta e allo stesso tempo dolcemente avvolgente.

Queste sono le sensazioni che ha evocato la lettura di “Anima Gemella: illusione o realtà?”.
L’argomento trattato è piuttosto spinoso, dibattuto e di non facile gestione. Tuttavia, ciò che si percepisce sempre durante la lettura del testo, è la leggerezza. Attenzione, stiamo parlando di leggerezza, non di superficialità. Perché in verità il libro è tutt’altro che superficiale. L’argomento è trattato e sviscerato in maniera davvero approfondita, ma tuttavia leggera e soffice.

La caratteristica della maggior parte dei saggi è spesso la “pesantezza” dello scritto, si riesce a leggerne poche pagine per volta. Non è questo il caso: Hoseki riesce ad essere costantemente lieve e leggera, entra nel nostro cuore in punta di piedi, ma ci rimane.
Tratta l’argomento con una discrezione incredibile, pur dimostrando una professionale capacità di scavare nel profondo dell’anima dei suoi lettori.
La cosa davvero grandiosa di questo libro e che manca a tanti (troppi) libri che hanno avuto anche un grande successo editoriale sull’onda della “moda” della Legge dell’Attrazione, è che individua il vero processo efficace per utilizzare a proprio vantaggio la LOA, con la “scusa” di parlare d’ Amore!

Molti libri descrivono interessanti tecniche di visualizzazione, di preghiera efficace, di associare il sentimento del già avvenuto e tutta una lunga serie di strumenti sicuramente utili, corretti ed efficaci, ma l’occasione che molti testi hanno perduto e che “Anima Gemella” invece coglie in pieno, è che la vera forza sta nell’allineamento spirituale e che il più utile strumento per raggiungerlo, quello che ingloba e supera tutti gli altri, è l’Amore!

La Vannini individua pienamente il processo e ne dà una profonda descrizione, nonché delinea facilmente e armonicamente tutta una serie di passi atti a facilitarlo.
Un vero e proprio trattato per “l’educazione sentimentale di noi Uomini del 2000” (per dirla con le sue parole) a tutto tondo.
Forse una sola lettura di questo “Manuale per il ritrovamento della dolce metà” non sarà sufficiente a coglierne le enormi ricchezze e potenzialità che è in grado di trasmettere al lettore attento, ma a chi si sentisse affine ad esso (e siamo certi che una volta giunti in fondo anche i più perplessi si saranno “convertiti”) riuscirà a fare di questo libro, forse rileggendolo più volte e magari con la matita in mano, il migliore e più produttivo utilizzo per la propria crescita spirituale e per la propria realizzazione sentimentale.

Seguendo i consigli di Hoseki, che ben sa per esperienza vissuta, di cosa parla, fluidamente, come lei suggerisce, non si potrà fallire.
Certo l’anima gemella apparirà nella vita di chi ancora non l’ha trovata, ma crediamo che anche se questo era l’obiettivo di partenza di chi si è avvicinato a questo testo, il lettore inevitabilmente raggiungerà uno scopo ancora più importante e profondo, che abbraccia una prospettiva molto più ampia dell’unione con l’altra metà del cerchio.

La riunione delle due metà della mela, sarà solo una leggera, fluida, inevitabile conseguenza di una crescita molto più vasta e profonda.

Disponibile 11 aprile 2011

Anima gemella: illusione o realtà?

… anche la via del “nuovo Pensare” porta a Roma, alla Cultura Classica, alle  radici che si fondano sulla Sapienza dei nostri Avi … “io mi amo, io ti amo…io amo e ti amo….”

Da sempre abbiamo sentito parlare, per gioco o con convinzione, dell’esistenza dell’Anima gemella…  Sì, ma a Chi è saltata in mente questa idea?! A ben guardare, questo concetto è sempre esistito nel comune pensare, in qualunque ambiente sociale e culturale: dalla notte dei tempi, si è favoleggiato di questo “pezzo mancante” del nostro essere che ci avrebbe completato assicurandoci finalmente una vita sentimentale felice. Anche oggi, nel mondo della tecnologia più estrema, si continua a dare credito a questa presenza, sicché é naturale volerne sapere di più e, soprattutto, tentare di trovare un modo per far sì che questa benedetta Anima gemella possa uscire dall’ombra e concretizzarsi in un volto.

La Cultura classica ha affidato a Poeti e Filosofi la categorizzazione di questa eterea figura e dalla loro ricerca, dal loro riflettere sono scaturite Opere letterarie e filosofiche di rara bellezza che, appunto, discutevano di un solo, unico, vero Amore capace di farsi amare e di amarci per sempre, oltre che in grado di darci il senso di una nostra finalmente raggiunta completezza spirituale. Non solo versi bellissimi, emozioni senza uguali, idee di grande spessore filosofico ci hanno regalato questi Uomini del passato, ma la speranza concreta che è possibile vivere un Amore perfetto.

Anche io ho subito il fascino di questa idea innata e mi è sembrato opportuno andare a cercarne la tracce nel nostro passato superando l’esperienza individuale ed esplorando la sua origine culturale. Noi siamo il frutto non soltanto dell’educazione ricevuta da bambini, ma pure del retaggio culturale della società cui apparteniamo. Inoltre, in quanto Uomini occidentali, siamo abituati a confutare personalmente quello di cui veniamo a conoscenza: il “sentito dire”, in un Uomo dell’occidente, allevato ad usare la ragione, viene  sempre scalzato dal desiderio di sperimentare e verificare per convincersi di una teoria. È stato questo, dunque, il mio punto di partenza, per inoltrarmi sul terreno scivoloso dell’Amor perfetto e fornire risposte dal punto di vista di un Uomo che ha fra i suoi Antenati proprio questi illustri Intellettuali.

La mia riflessione su questo tema, dunque, si discosta, solo nell’approccio, dai canoni di interpretazione di questo concetto. Pur avvalendomi delle tecniche di indagine, mediate dalle moderne teorie filosofiche e scientifiche che si riflettono nella cosiddetta “legge di attrazione”, ho potuto appurare che nulla di nuovo è stato inventato e che questa idea dell’Anima gemella è nata con noi.

Se avrete la pazienza di seguirmi nel mio percorso di indagine, ne scoprirete delle belle e comprenderete che, forse, è finalmente arrivato il momento di mettere in pratica il pensiero dei nostri Avi ed essere finalmente in grado di dare delle piacevoli sembianze alla nostra “mezza mela”!

Hoseki Vannini

ps: a brevissimo la data di uscita dell’ebook Anima Gemella.

Imparare o reimparare l’Amore? Comincio da me!

Imparare o reimparare l’Amore – quando l’Amore tarda ad entrare nella nostra vita o ne è fuori da troppo tempo –

AMORE: ISTRUZIONI PER L’USO! QUESTO È QUANTO MI PIACEREBBE SCRIVERE PER VOI… UN PICCOLO E SEMPLICE MANUALE PER FARVI AVERE LA VITA AMOROSA CHE SOGNATE. POSSIBILE CHE ESISTA UN METODO BUONO PER TUTTI ? POSSIBILE CHE NON SIA TANTO DIFFICILE VIVERE UNA RELAZIONE, FISSA O OCCASIONALE, SERENA E DIVERTENTE? È POSSIBILE!  È POSSIBILE SE MI SEGUIRETE IN QUESTA MIA PASSEGGIATA NEL CAMPO DEI SENTIMENTI. PRONTI? SI VA AD INCOMINCIARE …


Quanto ho sinteticamente, (ed in maniera un po’ reboante) anticipato  è ciò che stavolta mi piacerebbe argomentare con voi,  a seguito ed in risposta ai commenti espressi al mio precedente articolo, in virtù del fatto che io sono realmente convinta che sia possibile e necessario ottenere una gratificante vita di relazione. E, come per ogni faccenda umana, è bene osservare delle regole di comportamento che non sempre ci sono note, sicché è facile sbagliare quando si è ignoranti. Questo “viaggio” comune alla scoperta delle regole giuste per imparare o re-imparare l’amore lo facciamo insieme  e senza tema di mostrare le nostre deficienze e debolezze in questo delicato settore dell’esistenza.

Quando, in vista del periodo estivo, ho introdotto la mia idea di dedicare i giorni di vacanza o le ore sottratte al sonno dalla calura estiva ad una nuova visione del nostro rapporto con l’amore, non pensavo che l’argomento fosse, anche fra coloro che percorrono o tentano di percorrere un sentiero di conoscenza, tanto popolare ed irrisolto. Segno che siamo, al solito, bravissimi ad occuparci degli altri con amore, ad offrire la nostra disponibilità per cambiare il mondo degli altri,  mentre non sappiamo amare correttamente né  noi stessi, né gli altri e non riusciamo a cambiare nessuna delle regole che guidano i nostri comportamenti affettivi e relazionali. Chissà, poi,  per quale oscura ragione gli esseri umani vengono educati ad amare i loro simili e ad “ignorare” sé stessi…

Quale regola di sopravvivenza ha imposto il proprio sacrificio a vantaggio di altri anziché di noi stessi? Le regole dettate dalla Natura sono improntate ad un sano egoismo, la propria sopravvivenza viene prima di qualunque altro comportamento negli ambienti a noi contigui, siano essi vegetali o animali, mentre nel nostro mondo “super civile” e tecnologico i nostri bambini vengono subito abituati a prendersi cura dei fratellini o degli amichetti,  degli animali o di qualunque altro essere diverso da loro prima di insegnargli che sono loro e, soltanto loro, i primi  esseri meritevoli di gentilezza ed amore! E che è a essi stessi che devono rivolgere le loro attenzioni migliori, le loro premure perché sono la “cosa” più straordinaria che “hanno”.  Il possesso  e la considerazione cosciente di sé è la prima nozione che ogni bimbo dovrebbe apprendere per imparare a rispettarsi e ad amarsi. Invece, ci insegnano a possedere beni, persone, ma non noi stessi!

Crescendo sotto la spinta di questo concetto, diventiamo capaci di gesti di grande abnegazione nei confronti degli estranei e di gesti altrettanto crudeli nei nostri confronti. Essendo convinti che il nostro comportamento debba adeguarsi ad un dignitoso contegno, che il soddisfacimento dei nostri desideri sia sottoposto alle esigenze degli altri e nulla in noi debba urtare la coscienza o sensibilità di chi ci è accanto, finiamo per  restringere la nostra sfera d’azione e per  relegarci ad un ruolo di comprimari nel gioco della vita.

Se tutto questo vale in ogni ambito dell’esistenza, diviene esigenza pressante quando ci si inoltra nel terreno minato dei sentimenti. Appena diventiamo capaci di interagire con i nostri simili, ci viene raccomandato di esprimere con somma cautela le nostre emozioni, i nostri sentimenti e di conformare il nostro comportamento ad un atteggiamento il più possibile riservato. Chi si lascia prendere dalle sue emozioni e cerca di realizzare il proprio sogno d’amore è tenuto a freno perché in tal modo rischia di incorrere nelle cosiddette “figuracce”.

Far trapelare i propri desideri, cercare di concretizzarli è ritenuto poco dignitoso, le faccende di cuore devono sottostare a un codice non scritto in cui è vietato esprimersi sinceramente. Insomma, impariamo da subito a mascherare i nostri sentimenti, ad usare un linguaggio volutamente confuso, ad adottare strategie di comportamento che ci preservino, se il nostro sentimento non è corrisposto o non in linea con i dettami sociali. I risultati di questa educazione sentimentale sono, ahimè, noti.

Quante sono le storie d’amore, escluse quelle consumate all’asilo, sotto gli occhi divertiti dei nostri genitori, che non si sono svolte fra mille contraddizioni e sempre condizionate dal ben pensare degli adulti? Quante sono finite con un “vissero felici e contenti”? Poche, eh? E, secondo voi, questo accade perché è l’amore ad essere sbagliato o il nostro atteggiamento nel viverlo? Siamo, credo, tutti d’accordo che siamo noi a sbagliare più di una cosa nel gestire la nostra vita sentimentale.

Ed, allora, proviamo a capovolgere le regole conosciute. Cominciamo con lo stilare una lista dei nostri fallimenti amorosi e ci accorgeremo che, in ogni caso, le storie andate a male altro non sono se non una fotocopia sbiadita l’una dell’altra. I nostri amori si assomigliano tutti, anche … fisicamente! Ci ritroviamo ad amare sempre le stesse persone e a vivere le stesse circostanze sentimentali. Possono mutare ben pochi particolari, ma i nostri partners, se differiranno per il colore degli occhi o lo status sociale, saranno identici nel modo di maltrattarci, e identica sarà la sequela dei loro comportamenti incomprensibili. Semplice incapacità nostra o curioso scherzo del destino? Né l’uno, né l’altro. Semplicemente la nostra incapacità dì amarci continuerà ad attrarre nella nostra vita persone che confermano le nostre convinzioni più radicate su di noi .
Quelle convinzioni che, poggiando le loro solide basi su un concetto incompleto della nostra personalità (frutto di esperienze e considerazioni non nostre, ma mutuate dall’ambiente circostante) ci spingono fra le braccia di chi le conferma. Ci hanno abituato a non “sentire” o “esprimere” quelli che sono i nostri punti di forza, a “nascondere”, sotto l’egida della modestia i nostri aspetti migliori, a mostrarci al “meno” di ciò che siamo per non essere considerati superbi. Facile, dunque, assumere come credenza che siamo degli inetti e che in noi nulla vale la pena di essere messo in luce se non è la perfezione assoluta, che, ci dicono, non è di questo mondo.

Se ci sentiamo poco attraenti fisicamente ed intellettualmente, in seguito a queste comuni dicerie, ci ritroveremo ad amare persone che “sembrano avere” i  requisiti che a noi mancano, ma che, in realtà, sono decisamente peggiori  di noi;  eppure noi ci ostiniamo ad interpretare il loro “essere diversi” come migliore,  in virtù  di quel che invece noi pensiamo di non essere.

Un bel pasticcio che può durare all’infinito se non cominciamo a “guardare” con occhi nuovi dentro e fuori di noi. Ed eccoci a quelle poche regole che possono “tirarci” fuori da questo stallo amoroso e trasformare i nostri errori sentimentali in vittorie. Fintanto che ci sentiremo un brutto anatroccolo, state pur certi che mai conosceremo l’amore vero; fintanto che non ci convinciamo che meritiamo il più bello ed appagante degli amori, difficilmente il nostro Amore ci corrisponderà pienamente o non ci tradirà. Ora, non Vi chiedo di prendere per un braccio il vostro attuale Amore e di buttarlo fuori dalla vostra vita, Vi chiedo di riflettere se la vostra storia non funziona perché ormai sopravvive a sé stessa o se è influenzata dalle vostre false credenze sull’amore e su Voi stessi.

Fate questa analisi con spietata sincerità e poi procedete così. Se pensate a Lui/Lei, e mentre lo fate, ogni fibra del vostro essere risponde emotivamente alle vostre sensazioni, inviando “brividi” di approvazione e le “farfalle” svolazzano inquiete nel Vostro stomaco, Lui/Lei è o.k., e siete Voi che complicate le cose. In questo caso, si tratta di riformulare le Vostre idee su Voi stessi e dare uno scossone ai Vostri desideri. Iniziate, immediatamente, a pensarvi belli, affascinanti, desiderabili … ci state provando?

È difficile, vero? Provate ancora! Tante volte ci proverete che, alla fine, convincerete il Vostro inconscio che siete una meraviglia del Creato. Ripetete fino a sfinirVi che siete belli e simpatici, che siete irresistibili ed intanto, nei momenti di pausa, pensate a quanto Vi ama il vostro Lui/Lei per queste Vostre caratteristiche. Pensatelo come un Essere di luce, un Angelo che vive solo per illuminare la Vostra esistenza e sentiteVi grati di ciò.


Vi assicuro che in capo ad un mesetto Lui/Lei Vi adorerà come mai prima e se è sparito dalla Vostra vita, come per incanto, riapparirà! Usate la Vostra immaginazione ogni sera prima di prendere sonno e “vedetevi” belli e felici stretti a Lui/Lei. Non è poi così difficile, vero? Se, invece, siete soli e volete innamorarvi, procedete così. Per prima cosa, considerate che la Vostra condizione di single è una benedizione in quanto Vi consente di costruirvi una bella storia a misura delle vostre nuove convinzioni e che sarete Voi, consapevolmente e felicemente, a scegliere chi attrarre nella Vostra vita. Allora, in virtù della Vostra libertà di stato, iniziate a godervi la vita.  “Datevi” uno sguardo e finalmente “riconoscete” quanto siete carini e accattivanti, quindi amate la Vostra timidezza e trasformatela in gioia di vivere… Programmate le Vostre giornate ringraziando il Cielo perché dovete tenere conto solo delle Vostre esigenze e dei Vostri desideri. Uscite, andate a passeggio, coccolatevi, godetevi la compagnia degli amici e fatevene di nuovi. Stampatevi un bel sorriso in faccia e trasmettete la Vostra allegria in qualunque circostanza Vi troviate: al bar, al supermercato, dal medico, in ufficio, per strada…

Non negate una parola gentile a nessuno e scherzate: in men che non si dica su di Voi si “stenderà” una patina splendente di energia vitale e tutti la avvertiranno. Nel frattempo, fantasticate, sera e mattina, soprattutto la notte prima di dormire sulle caratteristiche fisiche e psicologiche del Vostro ideale amoroso, immaginate il suo status, la sua altezza, il colore dei capelli, i vestiti che ama acquistare…  Accarezzate, sentendone la consistenza, la vera nuziale che “fa” bella mostra di sé al Vostro anulare. Vivete le Vostre giornate in letizia, siate grati di ogni cosa che avete o che conquistate, siate grati per il giorno che inizia e per la notte che si avvicina. Segnate su un calendario il giorno in cui comincerete a mettere in opera questi suggerimenti e poi scrivetemi cosa Vi accade. Io so che presto mi comunicherete che non siete più single.

Una preghiera: ho già fatto da testimone a molte nozze di Amici che hanno seguito queste semplici regole e le mie finanze cominciano a risentirne, mi basterà sapervi felici in coppia e che mi spediate una cartolina dalla località in cui avete deciso di trascorrere la  Vostra luna di miele!

Hoseki  Vannini

Quando “imparare” l’Amore significa conoscere e conoscersi


E’ tempo di vacanze e da sempre vacanza equivale a dire Amore… Avere più tempo per sé stessi,  cambiare ambiente,  rilassarsi …tutto ciò vuol dire aprirsi a sé stessi ed agli altri ! E questo può significare anche innamorarsi o re-innamorarsi. Comunque sia, la bella stagione, vacanza o meno, ci dispone, intimamente, istintivamente e quasi senza un volontario assenso, a cercare di movimentare o cambiare la nostra vita sentimentale. Mi sembra giusto, pertanto, analizzare, con un po’ di attenzione,  l’importanza di questo atteggiamento che ci accomuna tutti,  nessuno escluso, checché si  possa  opporre o confutare  per smentire questa che è una verità innegabile.

Difatti, la nostra esperienza, salvo le consuete eccezioni, fa coincidere proprio con la primavera e l’estate i periodi in cui ci sentiamo più disposti a riconsiderare il nostro bisogno d’amore, a farci sentire più pronti e disponibili a seguire le nostre più inconfessate emozioni. Credo che tutto ciò -  e, per una volta,  voglio dare credito alla voce della scienza istituzionale che individua il sorgere di queste sensazioni con la rinascita della natura a seguito del letargo invernale – sia riconducibile ai cicli di nascita e morte predisposti dalla biologia del Cosmo per controllare le fasi legate alla riproduzione. Giusta o sbagliata che sia questa ipotesi, resta il fatto che, in certi momenti siamo più inclini ad accorgerci che la nostra solitudine ci pesa o che una storia d’amore sia arrivata al capolinea. E come se non bastasse, fatto un veloce riepilogo delle nostre vicende sentimentali, ci rendiamo conto, in quei momenti piuttosto che in altri, che il desiderio d’amore è assolutamente…urgente!!

Anziché recriminare sulla cattiva sorte o lasciarci prendere dallo scoramento, è opportuno  riflettere su questo stato d’animo per fare di questa situazione il trampolino di lancio per comprendere meglio i meccanismi dei nostri sentimenti e fare dell’avvento della bella stagione una vera e propria circostanza per eliminare paure e preconcetti e consegnarci ad una visione dell’amore più gratificante, meno angusta e proiettata ad un recupero delle nostre capacità di sentimento. Ma, soprattutto, è bene indirizzare le nostre energie verso una nostra effettiva rinascita in questo vasto e imprescindibile campo.

Ogni qual volta un gruppetto di persone, di varia umanità, si riunisce e si ritrova a parlare di sé “in confidenza”, la discussione, quasi automaticamente, scivola sull’importanza delle relazioni in ambito esistenziale. Qualsiasi sia il contesto sociale che accoglie le istanze degli esseri umani, perennemente in cerca di equilibrio, è inevitabile porre l’accento su questo tema… Se si prova a chiedere loro quale sia l’aspetto  della loro vita che li coinvolga di più emozionalmente, tutti vi diranno che è una relazione amorosa o amicale davvero appagante. L’insicurezza di fondo, la timidezza che alberga in ciascuno di noi è suscettibile di miglioramento non in virtù di una posizione economica vantaggiosa o di una brillante carriera, ma, paradossalmente, in ragione di un’approvazione affettiva, di un amore o di un’amicizia che ci sollevi da una condizione di ancestrale solitudine che, in fin dei conti, ci penalizza e ostacola la nostra piena e consapevole realizzazione.

Di conseguenza, in questa sede, in questo circolo d’amore, dove mi piacerebbe insieme a voi creare, è inevitabile proporre uno spazio specifico che si dedichi alla risoluzione di questo comune malessere e apra una “finestra” di ascolto e di discussione che aiuti, chiunque lo desideri,  a costruire una personale soluzione a questo, che, in certi casi, è un vero e proprio dramma esistenziale. La condivisione affettuosa e priva di giudizio è già di per sé un sollievo, raccontare senza tema di essere fraintesi o scherniti, conforta e dà il coraggio di indagare con sicurezza i nostri problemi relazionali. Alleggeriti da quel senso di frustrante considerazione di sé, che si innesta quando si affronta questo argomento “ufficialmente” e ci impedisce di essere completamente sinceri, sarà semplice capire, rimediare e ricostruire consapevolmente un’ immagine di sé e della propria vita affettiva.

E, questo, però , alla luce di una crescita interiore che non prescinda da una rinnovata spiritualità e da una ricerca della vera essenza del percorso amoroso, com’è nell’approccio sistematico del pensiero che condivido con voi in questa sede che vuole significare AMORE, RISPETTO, SOLUZIONI ADEGUATE E CONOSCENZA… Anche questo è il mio pensiero, anche questo è diventare “ALTRO” da noi senza tradire noi e imparando “dal punto in cui siamo e dove bene non stiamo” a impadronirci della felicità che ci spetta per diritto divino!! Saranno i vostri problemi, le vostre angosce nel settore dei rapporti  affettivi di qualsivoglia natura, il tema delle nostre conversazioni in questo “luogo virtuale”, dove siamo tutti un’unica Entità amorosa, tutti, nella buona e nella cattiva sorte siamo UNO. E, grazie ai suggerimenti delle  nuove tecniche spirituali e psicologiche, trarremo lo spunto per avanzare nel cammino di miglioramento personale e spirituale, “impareremo” l’AMORE e scaturiranno, per chi davvero lo cerchi, occasioni per far fiorire Amori appaganti e realizzare una vita degna di essere vissuta!

Hoseki Vannini


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