Dal Cerchio della Vita di Trieste con Amore

Eccoci alla nostra postazione per comunicare in diretta con voi con Alvise Fedrigo responsabile Macro Eventi
Un piccolo resoconto più che altro emotivo sul “succo” di ciò che abbiamo vissuto a Trieste, dove tutto è andato ben oltre le nostre più rosee aspettative (che cerchiamo sempre di non avere ;)! Quattro giorni pieni di input e densi di amore, di significato, di emozioni, di abbracci, di conoscenze, di progetti anche importanti, di commozione, esperimenti, conoscenze fisiche, mentali, sensoriali. Un piacere immenso è stato conoscere tantissimi lettori che sono venuti appositamente a trovarci per condividere insieme queste 4 giornate che aspettavamo con gioia da oltre un anno. Un’energia tangibile scaturiva da ogni dove caricandoci di entusiasmo come è accaduto a tutte le persone che sono transitate in questo evento straordinario. Un vero e proprio Cerchio dove, come dice lo slogan, molte voci hanno cantato un’unica canzone chiamata Amore.
Un ringraziamento ai nostri amici Gendai Reiki, “fratellini” di cuore, che ci hanno accolto, coinvolto e fatti sentire davvero a casa, momento per momento. I Gendai, autori di vari post per i nostri blog, sono un’entusiasta tribù di ragazzi dai sorrisi scintillanti, e sono gli illuminati ideatori e creatori del Cerchio della Vita, una manifestazione unica nel suo genere. Una squadra compatta che dell’Amore ha fatto uno stile di vita quotidiano, frizzante e naturale, una divertente brigata che non sarebbe possibile non adorare. Essere con loro è sempre facile, divertente e molto, molto propositivo su tutti i livelli.
E’ stata anche l’occasione per inaugurarci in un grande evento come relatori. La voce del gruppo è di Jo (Giovanna Garbuio, straordinaria comunicatrice) che ha condiviso un approfondimento sul tema Memorie condivise, i problemi come opportunità, (capitolo 10 della Pace comincia da Te) magistralmente accompagnata dalle slides di Sandro. Tutti insieme abbiamo poi condotto tutti i partecipanti in una meditazione Ho-oponopono con le preghiere che abbiamo scritto appositamente per il libro di carta “La Pace comincia da Te“. Questo testo è disponibile da fine settembre in tutte le librerie d’Italia, e con nostra soddisfatta sorpresa staziona ai primi posti delle classifiche di settore. E’ stato molto coinvolgente anche per noi meditare in diretta con così tanto pubblico concentrato e commosso, riuscendo ad entrare tutti insieme in un Cerchio emotivo e sincero.
Il saluto hawaiano e la ciotola di Luce
Secondo la tradizione hawaiana, le parole contengono mana, energia vitale, creativa, ed è molto importante il modo in cui vengono usate. Non a caso esiste un detto importante che recita così: “aia ke ola i ka waha, aia ka make i ka waha”, che letteralmente si traduce in: “la vita è nelle parole, la morte è nelle parole”.
Concetti simili li troviamo anche nella cultura giapponese, che crede che le parole contengano uno spirito, e se recitate con coscienza come un mantra ad esempio, abbiano potere e possono influenzare la realtà. Questa arte si chiama kotodama, e scomponendo i 2 kanji, gli ideogrammi, che compongono questo termine, troveremo proprio un ideogramma che vuol dire Spirito e l’altro parola, lo Spirito della parola.
Gli Hawaiani salutano tipicamente con la parola Aloha, che ha molteplici significati, tra cui condivisione del proprio respiro o della piena presenza con l’essenza della vita. Quando si pensa o si dice la parola Aloha, secondo tradizione, si crea un contesto di armonia e amore, inteso come la gioiosa coscienza dell’unità.
Oltre alle parole secondo il pensiero indigeno, anche le ossa contengono mana, e molto importante è l’osso frontale, che contiene la vera essenza del nostro essere. Quando si condivide un saluto tradizionale hawaiano con qualcuno, si pone delicatamente la propria fronte contro la sua, e questo gesto apre la nostra vera essenza senza maschere gli uni agli altri. Unendo le nostre fronti, prendiamo un bel respiro assieme, condividendo così l’essenza della vita e la coscienza della connessione con la sorgente unica che ci lega.
Questo tipo di saluto permette di fermare la mente, e di essere totalmente presenti con se stessi, con la persona che stai salutando, e con la vita che stai condividendo.
Il saluto Aloha è spesso seguito dalla frase “Pehea la ka?”, oppure “Pehea Piko kou?”. “Pehea la ka? “ si traduce letteralmente in “Come sta il tuo Sole?”, ma questa frase ha anche un significato simbolico. Si riferisce a quella che alle Hawaii è definita la propria ciotola di luce, ed è una richiesta premurosa e attenta che concentra l’attenzione sulla condizione della luce dentro di noi.
Per capire bene questo concetto, bisogna conoscere la storia che tradizionalmente viene raccontata ai bambini hawaiani, per insegnare loro l’importanza di una vita “pono”, corretta, giusta, armoniosa.
Questa semplice parabola, racconta che ogni bambino alla nascita è una meravigliosa ciotola di luce perfetta. Se lui nel corso della sua vita farà scelte che tenderanno alla luce, con pensieri, parole e azioni, potrà avere la forza per fare molte cose, nuotare con lo squalo, volare con il falco, comprendere e conoscere tutto.
Se invece cederà alla rabbia, alla paura, al risentimento, all’invidia, lascerà cadere nella sua ciotola una pietra. La Luce e la pietra non possono condividere lo stesso spazio, per cui un po’ di luce si spegnerà.
Se continuerà a mettere pietre nella ciotola, la luce alla fine uscirà, e diventerà lui stesso una pietra, e la pietra non cresce, e non si muove. Ma se in qualsiasi momento si stuferà di essere una pietra, tutto quello che dovrà fare è “huli”, girare, capovolgere la ciotola, pulirsi dalle pietre, e la sua luce tornerà, brillando ancora nel mondo, e potrà così crescere di nuovo.
Quindi chiedere “Pehea la ka?”, vuol dire, come sta la tua ciotola di Luce? La stai facendo brillare, o ci sono delle pietre che ne offuscano il suo brillare?
Ancora una volta non si possono non osservare le similitudini con la cultura giapponese, dove esiste il concetto dei kami, esseri di luce, le essenze divine dell’universo, che sottendono a tutte le manifestazioni della vita, i pionieri, coloro che siamo destinati ad essere.
L’uomo si dice è il bambino dei kami, ne contiene in sé l’essenza e l’informazione, e suo compito è vivere una vita alla ricerca dell’armonia e della bellezza per percorrere il suo “michi”, la sua strada verso la luce. Anche nella cultura giapponese viene insegnato che l’essenza dell’uomo è pura e limpida come uno specchio, si può solo dimenticarsene, e allora si depositerà della polvere, della sporcizia che ne coprirà la superficie, (kegare, sporcizia appunto), che può essere pulita, attraverso riti, preghiere, atte a riportare la giusta coscienza, e far risplendere nuovamente lo specchio.
Infine “Pehea piko kou?” si traduce in “come stà il tuo ombelico?”. Anche qui abbiamo un profondo significato simbolico, il Piko qui è inteso come ombelico, ma può voler dire anche sommità del capo, o genitali.
Nell’intenderlo come Ombelico, si vuole evidenziare il legame che l’ombelico ha come centro di energia spirituale che ci unisce ai nostri genitori, fratelli e parenti in vita sulla terra in questo momento.
Quindi nel chiedere “pehea piko kou?”, chiediamo “come stà la tua famiglia?”.
Curiose anche qui le connessione con il pensiero taoista, che individuano nella zona dell’ombelico (due o te dita sotto), il Seika Tanden, ovvero il centro energetico dell’individuo, il punto di raccolta del Qi, dell’energia. Esistono anche altri due Tanden, superiore e inferiore, e guarda un po’ non discostano di molto dalle descrizioni delle posizioni delle zone chiamate Piko dagli hawaiani.
Il linguaggio è molto importante nella lingua hawaiana così come in altre tradizioni, perché contiene al suo interno la saggezza e la connessione amorevole con il creato, le parole contengono uno spirito, e il potere di portarci verso la luce.
Concludiamo con questa domanda allora, “pehea la ka?”, e vi auguro così di aiutarvi e aiutarmi, a ricordarci se ce ne sarà bisogno, di pulirci dalle pietre, e far risplendere la nostra Luce.
Rodolfo Carone, Francesca Tuzzi.
Gendai Reiki intervista il dottor Masaru Emoto
Un’interessante intervista di Rudy Carone al dottor Masaru Emoto ci porta a comprendere in modo profondo la connessione tra Acqua, Amore e Gratitudine. Rudy è il coordinatore del Gruppo Gendai Reiki, organizzatori di un evento eccezionale nel quale anche noi saremo relatori con un intervento sulla nostra esperienza su e oltre Ho-oponopono.
TRIESTE, 20 – 23 Ottobre 2011 Cerchio della Vita
Una nuova consapevolezza, un nuovo mondo.
Già l’anno scorso partecipammo, ne abbiamo scritto in più post, e fu un’esperienza davvero unica, e siamo davvero grati della nuova edizione a Rudy e ai suoi splendidi compagni Gendai, che sono un travolgente cerchio di amore e passione.

RUDY:
1) Dottor Emoto, il suo fantastico lavoro con i cristalli d’acqua ha conquistato estimatori in tutto il mondo, grazie alla sua capacità di meravigliare e toccare nel profondo chi guarda le bellissime foto che lei presenta nei suoi libri e nelle sue conferenze.
Sappiamo che lei porta avanti diversi progetti che hanno come scopo l’elevare la coscienza delle persone, portando uno spirito di armonia e pace nel mondo. Uno di questi riguarda, nello specifico, anche i bambini.
Ci può parlare di questi suoi progetti? Come reagiscono i bambini quando vedono il suo lavoro? Quali obiettivi ha rispetto a loro?DR EMOTO:
Nel maggio 2005 si tenne un meeting intitolato “Verso un’armonia tra spiritualità e scienza”, nel quartier generale dell’ ONU. Lì presentai l’ “Emoto Peace Project”. Questo progetto mira a distribuire gratuitamente un “messaggio dall’acqua ai bambini”, ai bambini di tutto il mondo. Son passati ben 6 anni da allora, ed ora abbiamo molti collaboratori in 23 Paesi diversi. Non è necessario dare spiegazioni difficili ai bambini dal cuore puro: solo guardando le bellissime immagini dei cristalli sono in grado di capire istantaneamente le leggi naturali della natura umana, ed io penso che, quando diventeranno adulti, questa esperienza li aiuterà a ricercare la pace nel mondo.RUDY:
2) Uno dei suoi concetti più illuminati, che spiega in diversi suoi libri, ci dice che l’acqua è la messaggera del divino (o della Vita) e che i cristalli che si formano quando l’acqua viene avvicinata alle parole Amore e Gratitudine, sono i più belli e completi.
Nei nostri insegnamenti del Reiki viene spiegato che esistono tre aspetti che lo caratterizzano: l’Amore, inteso come senso di Unità e connessione, che è l’essenza stessa dell’Universo; l’Armonia, che è l’intenzione; la Guarigione, intesa come ritorno all’Armonia, che è la conseguenza.
Nelle Hawaii si dice che l’acqua è il respiro più alto di Dio, ed è fondamentale lo Spirito di Aloha che, tra i suoi significati, ha queste due letture: “l’allegra condivisione della propria energia vitale” e “amore, inteso come l’essere felici, l’essere in comunione con qualcosa o qualcuno”.
Ci sono davvero tante connessioni tra queste ed altre tradizioni ed il suo pensiero!
Ci può dire perché, secondo lei, queste due parole siano il messaggio più importante del divino?DR EMOTO:
In questo mondo tridimensionale siamo composti di energia fisica chiamata “Yin e Yang”. Penso che “Amore” sia “Yang” e “Gratitudine” sia “Yin”. Sicuramente questa idea è venuta a Dio o al Divino; Dio, o il Divino, ha creato l’acqua come uno strumento per trasmettere il suo disegno basilare. Ecco perché quando mostri le parole “Amore e Gratitudine” all’acqua, si creano i cristalli più belli. Credo fermamente che in “H2O”, la formula che rappresenta l’acqua, l’”H” significhi “Gratitudine” e la “O” significhi “Amore”. In altre parole, l’energia che sta alla base dell’Universo è composta da un “Amore” e due “Gratitudini”. Non possiamo vivere senz’acqua. Pertanto moriamo quando come esseri umani ci dimentichiamo di credere nell’Amore e nella Gratitudine. E lo stesso vale per la Terra.RUDY:
3) Al Cerchio della Vita, che si svolgerà a Trieste dal 20 al 23 ottobre 2011, si darà importanza a portare un messaggio ed una coscienza comune tra le persone.
Una delle domande che faranno da sottotitolo a questo evento è la seguente:
“Mettendo assieme le nostre coscienze in modo armonioso e coerente, dove possiamo andare tutti assieme?”
Lei, Dr Emoto, che tipo di risposta immagina? Dove possiamo andare tutti insieme avendo coscienza di essere un’Unità e portando in coerenza il nostro cervello con il nostro cuore, muovendo un’intenzione collettiva?
Infine, La ringraziamo e la aspettiamo a Trieste!DR EMOTO:
La Vita inizia con Amore e termina con Gratitudine. Ed il rapporto è di 1:2. Alla persona che ha vissuto non dimenticandosi della legge dell’Amore e Gratitudine, una Gratitudine resta. Nella prossima dimensione, la Gratitudine rimasta diventa la nuova Vita, convertita in Amore. Vivremo per sempre con questa legge. Tuttavia, come l’acqua cambia in diverse forme, anche noi cambieremo la nostra. Credo che tutti diventeremo “Luce”. In altre parole, la “Luce” è un’ “Acqua”.RUDY CARONE – GENDAI REIKI ITALIA
Approfittiamo per invitarvi a unirvi a noi per poter vivere insieme questi 4 intensi giorni. Un’esperienza ravvicinata con ospiti di fama mondiale che condivideranno con noi le loro esperienze in discipline diverse e i loro insegnamenti liberi da ogni vincolo religioso o culturale. Vere e potenti Voci nel mondo della Pace, dell’Amore e del Rispetto.
Potere anche usufruire di uno sconto speciale dedicato agli amici di Josaya, e acquistare l’ingresso ai 4 giorni con una riduzione di 35€ sul prezzo ufficiale. Info e programma qui.
Ulteriore opportunità!
Il 25 e 26 ottobre 2011
Susan Floyd
terrà il Seminario sulle tecniche sciamaniche Huna
KINO MANA
Rilascia il potere divino del tuo corpo
info e programma qui
L’Unione dell’Amore fa la Forza
Più che raccontare la splendida giornata, l’Happy Reiki Day, trascorsa questo sabato 4 a Trieste con i Gendai Reiki ci piace soffermarci sulle sensazioni che questi ragazzi, ogni volta, ci fanno provare. La loro forza è l’Unione, è una collaborazione di cuori e di anime, è un potente focalizzare che Insieme si possono fare cose importanti e che Tutto è fattibile. Il loro essere “insieme” è un evidente mix di fiducia, amore, passione, perseveranza, senso dell’umorismo, desiderio.
Una messa in pratica che dal sogno passa progetto e diviene realtà. La loro apertura e la loro generosità riescono a essere convincenti perchè comunicano col cuore, con freschezza, con la libertà di ammettere che lo stare bene non è fatto di fatica, dogmi e rituali, non è un percorso fatto di sforzi e indomita volontà. Lo stare bene è semplicemente…Stare Bene ed è sempre una scelta personale, per onorare la splendida opportunità della Vita o malgrado quello che ci può essere, momentaneamente, attorno.
Ci possono essere alternative all’Amore per realizzare il Benessere proprio e di quelli che ci stanno accanto?
Quello che è più coinvolgente è la sincera trasparenza del loro credo che è un’espressione di Amore e Positività. Certamente non è sempre facile, soprattutto quando si è in molti, come ha ammesso Francesca (Tuzzi) negli articoli per il blog, ma è un percorso che le anime belle che creano l’incontrarsi e da lì scelgono, insieme, di portare a compimento importanti realizzazioni.

I Gendai credono nel Gruppo e credono che l’Unione faccia la Forza. Il loro è un grande esempio di Amore a tutto raggio. Questo Amore, quando lo trasmettiamo e lo accettiamo, senza paura e senza chiusura, è il punto di partenza per arrivare ovunque ognuno di noi desidera e quando lo si fa “insieme” col cuore in mano, le opportunità si moltiplicano perchè la vibrazione è più incisiva e potente. Se riusciamo ad allargare la nostra visuale e il nostro cuore questa vibrazione influenzerà la realtà attorno a noi rafforzando la nostra intenzione e i nostri progetti si allargheranno in zone sconfinate.
Insieme all’Amore un ingrediente essenziale nei gruppi è parlare, chiarire, condividere, prendersi cura l’uno dell’altro, trovare il tempo, la voglia, la motivazione. Come in ogni situazione che parte dall’uno in su.
Un pò come nel matrimonio, quando facciamo gruppo abbiamo l’opportunità di moltiplicare l’energia. Se siamo capaci di usare trasparenza e delicata attenzione, chiarendo coerentemente gli aspetti che non ci piacciono o non ci convincono o che ci sembra di dover accettare “per forza”. Avere il coraggio di superare il disagio di dire (e ricevere) dei “no!” (per non trovarsi smarriti nel chiedersi “perchè non ha funzionato ?”) troveremo in noi, e negli altri, un campo senza confini dove far fiorire il nostro giardino in tutte le stagioni dell’anno.
E dai fiori, se coltiviamo Bene, avremo generosi e Buoni frutti.



Giovanna, Barbara, Sandro e Silvia Paola – Cerchio della Vita Trieste 2011






















