L’Unione dell’Amore fa la Forza
Più che raccontare la splendida giornata, l’Happy Reiki Day, trascorsa questo sabato 4 a Trieste con i Gendai Reiki ci piace soffermarci sulle sensazioni che questi ragazzi, ogni volta, ci fanno provare. La loro forza è l’Unione, è una collaborazione di cuori e di anime, è un potente focalizzare che Insieme si possono fare cose importanti e che Tutto è fattibile. Il loro essere “insieme” è un evidente mix di fiducia, amore, passione, perseveranza, senso dell’umorismo, desiderio.
Una messa in pratica che dal sogno passa progetto e diviene realtà. La loro apertura e la loro generosità riescono a essere convincenti perchè comunicano col cuore, con freschezza, con la libertà di ammettere che lo stare bene non è fatto di fatica, dogmi e rituali, non è un percorso fatto di sforzi e indomita volontà. Lo stare bene è semplicemente…Stare Bene ed è sempre una scelta personale, per onorare la splendida opportunità della Vita o malgrado quello che ci può essere, momentaneamente, attorno.
Ci possono essere alternative all’Amore per realizzare il Benessere proprio e di quelli che ci stanno accanto?
Quello che è più coinvolgente è la sincera trasparenza del loro credo che è un’espressione di Amore e Positività. Certamente non è sempre facile, soprattutto quando si è in molti, come ha ammesso Francesca (Tuzzi) negli articoli per il blog, ma è un percorso che le anime belle che creano l’incontrarsi e da lì scelgono, insieme, di portare a compimento importanti realizzazioni.

I Gendai credono nel Gruppo e credono che l’Unione faccia la Forza. Il loro è un grande esempio di Amore a tutto raggio. Questo Amore, quando lo trasmettiamo e lo accettiamo, senza paura e senza chiusura, è il punto di partenza per arrivare ovunque ognuno di noi desidera e quando lo si fa “insieme” col cuore in mano, le opportunità si moltiplicano perchè la vibrazione è più incisiva e potente. Se riusciamo ad allargare la nostra visuale e il nostro cuore questa vibrazione influenzerà la realtà attorno a noi rafforzando la nostra intenzione e i nostri progetti si allargheranno in zone sconfinate.
Insieme all’Amore un ingrediente essenziale nei gruppi è parlare, chiarire, condividere, prendersi cura l’uno dell’altro, trovare il tempo, la voglia, la motivazione. Come in ogni situazione che parte dall’uno in su.
Un pò come nel matrimonio, quando facciamo gruppo abbiamo l’opportunità di moltiplicare l’energia. Se siamo capaci di usare trasparenza e delicata attenzione, chiarendo coerentemente gli aspetti che non ci piacciono o non ci convincono o che ci sembra di dover accettare “per forza”. Avere il coraggio di superare il disagio di dire (e ricevere) dei “no!” (per non trovarsi smarriti nel chiedersi “perchè non ha funzionato ?”) troveremo in noi, e negli altri, un campo senza confini dove far fiorire il nostro giardino in tutte le stagioni dell’anno.
E dai fiori, se coltiviamo Bene, avremo generosi e Buoni frutti.

Happy Reiki Day a Trieste con i Gendai Reiki
In questo interessante articolo Francesca Tuzzi ci condurra con la sua dolcezza e il suo entusiasmo (come altre volte ha fatto, rileggi i suoi articoli cliccando sul suo nome) in un giocoso esercizio di consapevolezza.
E ci racconterà di una Happy giornata a cui noi Josaya parteciperemo con gioia. Gli eventi del gruppo Gendai sono un’occasione unica per immergersi nell’Amore e condividere in piena libertà di pensiero l’emozionante strada individuale e collettiva sulla via della Consapevolezza, del Benessere e della Pace interiore.
Saremo felicissimi di conoscere e condividere questo tempo speciale con gli amici lettori che ci raggiungeranno a Trieste nella giornata del 4 dicembre.
In fondo all’articolo tutti i dettagli.
Buona lettura e a presto all’Happy Reiki Day!
Josaya
HAPPY REIKI DAY Ovvero L’ALLEGRA CONDIVISIONE DELLA NOSTRA ENERGIA VITALE
Vi ho già parlato di me.
Vi ho già parlato della Gendai Reiki Italia.
Quindi vi ho già detto tutto.
Quindi non servirebbe aggiungere altro.
Ma io sono una chiacchierona e per me le parole sono un flusso continuo…non riesco a trattenerle :)
Vi prometto che non ripeterò sempre le stesse cose, ma cercherò di esporvi una considerazione che sta ballonzolando nella mia mente da alcuni giorni.
Se mi prenderete per mano, vi condurrò lungo il filo logico dei miei pensieri, come se afferrandone il bandolo e tirandolo leggermente, riuscissimo insieme a districare l’ingarbugliata matassa.
Partiamo da “considerazione”.
Lo sapevate che la parola “considerare” deriva da cum siderea, cioè vicino alle stelle?
Significa che ogni volta che riusciamo ad arrestare un pensiero e ci fermiamo a riflettere (altro verbo che in qualche modo ha a che fare con la luce, le stelle e l’universo, curioso no?), siamo in grado di fissarlo come se dovessimo fissare con attenzione e colmi di meraviglia la volta celeste. Qualcun altro (me compresa) direbbe che questo è un buon modo per avvicinarsi a Dio.
Non si tratta di mettere in moto la mente, tutt’altro: si tratta di spegnere l’interruttore mentale e permettere alla propria presenza nel qui e ora di sentirsi in unità con il Tutto.
Difficile? SI.
Impossibile? Assolutamente NO.
Mettiamola così: finché continueremo ad osservare tutto come se fosse qualcosa di estremamente lontano da noi e dal nostro quotidiano, non riusciremo mai a scorgerne la fattibilità.
Vi fidate di me?
Continuate a tenermi per mano ed accompagnatemi in questo bel giochetto…
Pronti?
Chiudete gli occhi.
Fate un bel respiro.
Osservate la miriade di pensieri che si susseguono nella vostra mente.
Afferratene uno…magari quello che da subito vi da una sensazione piacevole.
Fatto?
Ok.
Ora guardatelo come se doveste ammirare un’opera d’arte, o ascoltatelo come fareste con la vostra musica preferita, o assaporatelo come qualcosa di prelibato…gustatelo, apprezzatene la meraviglia, metteteci il cuore e con esso percepitene le sensazioni.
Come vi sentite?
Scommetto che gli angoli della vostra bocca si sono alzati a formare un sorriso.
Cosa provate?
Amore? Empatia? Sintonia?
Beh, non sono forse queste tutte sensazioni di Unità?
La cosa meravigliosa è che possiamo farlo con tutto ciò che siamo in grado di immaginare/pensare/creare.
Lo so, lo so: nulla di nuovo! Esistono in commercio un sacco di libri che parlano di questo.
E allora perché, nonostante tutti questi bei segreti più o meno svelati, quando guardiamo un tg o leggiamo un quotidiano, riscontriamo che il mondo non è poi quel grande esempio di amore e di Unità?
Perché a tanta bella teoria, non segue mai la pratica, ahimè !
Ma voi avete appena provato come ci si sente!
Il vostro corpo ha vissuto un’esperienza e, da qualche parte, quest’esperienza si trasformerà in una memoria. Non potete far finta di non averla vissuta, mi spiace.
Quanto ci avete messo per sentirvi in questo modo? E se ci portaste nuovamente attenzione, in quanto tempo riuscireste nuovamente a sorridere?
Visto?

E’ un discorso di attenzione.
Come dice Rudy Carone (persona meravigliosa, di grande cuore e vastissima conoscenza) “dov’è la tua attenzione, lì c’è il tuo amore”
frase che si presta anche ad essere letta al contrario (basti pensare a quando ci stiamo innamorando di qualcuno o di qualcosa!) “dov’è il tuo amore, lì c’è la tua attenzione”.
Il discorso dell’attenzione viene affrontato soprattutto nel 3° principio dello Shamanismo Huna:
“l’energia va dove si dirige l’attenzione”
Il problema è che nel nostro quotidiano siamo quasi sempre disattenti; siamo sempre indaffarati a fare o ad essere da qualche altra parte rispetto all’accadere della nostra Vita.
Vi sembra furbo? Io direi di no, e voi?
Perché pensiamo ci sia sempre qualcosa di più importante o di più doveroso da svolgere? E se vivere la Vita fosse il nostro dovere più grande?
Uuuuh quante domande e soprattutto quante risposte in ognuno di noi! Ma torniamo alla nostra matassa, che oramai si sta districando. Siamo arrivati allo Shamanismo Huna e ad un altro dei suoi principi:
“amare è essere felici con”
Lo sapete che questa frase è la traduzione di “ALOHA”?…si si, proprio quella parolina che avete sentito innumerevoli volte e che viene usata come saluto alle Hawaii. Un’altra traduzione di ALOHA è: “l’allegra condivisione della propria energia vitale”
Questa simpatica frase è la stessa che trovate nel titolo di questo report. Ed ecco che ci stiamo avvicinando pian pianino all’altro capo del filo…
Cosa c’entra con la parte iniziale del titolo, cioè l’ HAPPY REIKI DAY?
Noi della Gendai Reiki Italia abbiamo organizzato questa giornata (che si terrà sabato 4 dicembre a Trieste e di cui troverete maggiori informazioni in fondo a questo articolo) perché le domande che ho condiviso con voi, insieme ai principi Huna e ad altri bei valori, sono diventate la nostra possibilità di crescita.
Durante questa giornata, ci impegniamo a portare attenzione e amore alle nostre Vite e a quelle delle persone presenti, condividendo non solo il Reiki (che ci accomuna, ovviamente!), ma anche altre belle espressioni di tradizioni diverse o che hanno diverse origini, perché riteniamo che ci siano tante belle voci con cui cantare la stessa canzone e tanti simpatici strumenti per suonarla e per sentirsi in un certo modo.
Desideriamo farlo serenamente, muovendoci, rilassandoci, mangiando e giocando assieme.
Ci sarà spazio per tutti, per ridere, conoscersi e ri-conoscersi, imparare, cantare, esprimersi, ognuno nel modo che ritiene più opportuno e che sarà senz’altro il più vero.
Ci guarderemo l’un l’altro come fossimo tanti piccoli frammenti di uno specchio che ci rimanda piccoli riflessi di noi stessi (oggi le parole e le connessioni sembrano tornare a più riprese!).
Ciò che conta è stare bene, essere felici e per farlo basta…sentirsi felici! Proprio come abbiamo fatto noi poco fa, non è vero?
Questo è possibile!
Io, insieme a tanti altri, l’ho sperimentato, l’ho vissuto e non posso far finta che non sia così.
Ho memoria di questo e vi ringrazio, perché mi avete seguito lungo tutto il percorso.
Mi avete tenuta per mano, avete sorretto il filo del discorso ascoltandomi con pazienza e tanti punti di domanda, credo ;)
Questa era la mia considerazione, ed ora che la rileggo attraverso i vostri occhi mi sembra davvero di essere più vicina alle stelle!
Grazie!
A presto…
1^ edizione dell’ HAPPY REIKI DAY
SABATO 4 DICEMBRE 2010
c/o la Gendai Reiki Italia – Via Beccaria, 7 – Trieste
PROGRAMMA:
- dalle 9.30 alle 13 …. MASSAGGIO MORFOGENETICO
tecniche di massaggio su piedi, mani e nuca, attuato con l’intento di lavorare sugli schemi acquisiti dal concepimento (e prima di esso) alla nascita
- dalle 13 alle 14.30 … PRANZO TUTTI ASSIEME
- dalle 14.30 alle 18.30 … MOVIMENTO AUTENTICO E CONSAPEVOLE
… TAVOLA ROTONDA
… MUSICA E …
… TANTE ALTRE SORPRESE !
COSTI dell’intera giornata:
- €5 per tutti i soci attivi della Gendai Reiki Italia (in possesso della tessera associativa 2010)
- €30 per tutti gli altri
Con l’occasione si potrà provvedere al rinnovo della tessera
associativa per l’anno 2011 (€25 a persona).
Per motivi organizzativi, chiediamo la cortesia di far pervenire
l’ adesione all’ HAPPY REIKI DAY entro
SABATO 20 NOVEMBRE 2010,
chiamandoci al 3493604929 (Francesca)
o scrivendo a info@gendaireiki.it !
GRAZIE !!!
Consapevolezza nel movimento
Questo mese ho deciso di accompagnarvi in un simpatico esercizio di consapevolezza nel movimento.
Cosa significa consapevolezza nel movimento? Significa portare attenzione a ciò che facciamo quando ci muoviamo. “Tutto qui?” direte voi. “E vi pare poco?” rispondo io!
Siamo sempre così totalmente immersi nel chiacchiericcio della nostra mente, presi nel turbine dei nostri pensieri ed infognati nei nostri problemi, che non è poi così scontato essere presenti a noi stessi, QUI ed ORA.
Quella che vi propongo è una routine che sono solita utilizzare come inizio delle mie lezioni di BODY&MIND: le mie allieve arrivano sempre tutte trafelate dopo una giornata intensa e questi 5 minuti consentono loro di staccare completamente la testa, riportandosi nel loro corpo. Dichiarano inoltre un notevole miglioramento a livello di flessibilità del sistema muscolo-scheletrico ed articolare, nonché una maggior confidenza in sé.
Il giusto atteggiamento è quello dell’ascolto, puro e semplice, senza giudizio: si potranno così percepire varie sensazioni e, con la sola attenzione, renderle armoniose e piacevoli.
Non è indispensabile avere grandi spazi a disposizione (nella mia pazzia, talvolta mi muovo in questo modo anche nella mia cucina, 2X3m), ma è necessario scegliere di dedicare uno spazio a noi stessi, in termini di tempo ed attenzione, intendo!
Quindi, posto che tutti abbiamo un fazzoletto di terra nel quale poterci muovere (il corridoio di casa, il giardino, tra il divano ed il tavolo in salotto, ecc…), troviamo una musica piacevole da poter tenere in sottofondo (qualsiasi genere va bene, basta che ci piaccia e ci faccia stare bene!) ed iniziamo a camminare, in modo naturale, senza sforzo, al ritmo giusto per noi, ritmo che possiamo modificare non appena il nostro corpo si sente a suo agio e richiede qualcosa di diverso da poter sperimentare.
Dapprima portiamo l’attenzione al respiro e poi passiamo in rassegna le varie parti del corpo (dai piedi, alle gambe, e via via risalendo fino alla testa) ed i vari movimenti, grazie ad esse, possibili.
Fidiamoci di ciò che il corpo fa, di come si muove, anche se ciò significa assumere posture buffe o sgraziate (almeno secondo il nostro metro di misura)…vi assicuro che, in assenza di controllo da parte della mente, il corpo inizia una danza a dir poco elegante e fluida, esplorando movimenti che mai avremmo pensato di poter compiere.
Ricordiamoci che nel nostro corpo si muove l’energia vitale, la quale ha bisogno di movimento per potersi esprimere armoniosamente e portarci benessere, mantenendoci in un buon equilibrio psico-fisico. E’ per questo che, durante questi 5 minuti, è nostro compito non arrestare il movimento, anche se ci sentiamo stanchi o affaticati…diamoci la possibilità di andare oltre quelli che reputiamo nostri limiti, ma che invece potrebbero rivelarsi nuovi punti di partenza.
Eseguiamo quindi l’esercizio con la fiducia che tutto ciò che faremo, volgerà a nostro favore: impareremo ad ascoltarci di più, a conoscerci di più e, soprattutto, ad amarci un po’ di più!
Ed infine…lasciamoci andareeeeeeeee!!!
Buon movimento a tutti!
18 e domenica 19 settembre 2010 – Corso di Reiki sistema Gendai 1° livello
I nostri Amici Gendai Reiki raccontati da Francesca Tuzzi

Avete visto lo spettacolo di Marco Paolini intitolato “La macchina del capo”?
Se non l’avete visto, vi consiglio di acquistare subito i biglietti; se invece siete stati tra i fortunati ad aver assistito a quest’arguta performance del grande artista, capirete quanto vi sto per dire, ricordandovi delle grasse risate suscitate dalla rievocazione dell’infanzia e dell’adolescenza di tutti noi, in cui ognuno si è riconosciuto in uno o più dei personaggi da lui interpretati.
Se ci pensiamo bene, sia all’asilo che alle elementari prima e alle medie poi, senza parlare delle superiori e di altri contesti di gruppo, c’era sempre almeno un tipo con gli occhiali, uno con i dentoni, quello timidone, quello un po’ strambo, lo spilungone, il boss, ecc.
Ecco, io non saprei darmi una definizione precisa, ma sicuramente fin da piccola ero quella che preferiva starsene per conto suo, salvo rari momenti in cui, presa da un raptus di inspiegabile entusiasmo ed altruismo, decideva di inserirsi nei vari gruppetti per vedere cosa sarebbe accaduto.
Per questo motivo mi scappa da ridere e non riesco a trattenermi!
Da quando la meravigliosa Ya di Josaya, Silvia, l’angelo biondo, mi ha chiesto di scrivere QUESTO report, rido sotto i baffi e scuoto la testa.
Proprio io, l’Eremita, ho l’arduo compito di raccontare del Cerchio di cui faccio parte.
Io, che ho sempre ritenuto che se sono figlia unica, un motivo ci dev’essere: non ho ancora capito se sia la causa o l’effetto, ma sicuramente ciò ha influenzato il mio carattere e le mie relazioni.
Siccome un motivo c’è sempre, allora anche la richiesta di Silvia, non può essere un caso.
E mentre sono qui sul divano del mio salotto, con il pc sulle gambe, mi rendo conto che forse sono proprio la persona più adatta a raccontare di NOI, perché il NOI per me è stata ed è una scelta.
NOI si riferisce a 13 fantastiche persone che il 21 dicembre 2008 hanno deciso di darsi un nome: Gendai Reiki Italia.
In realtà alcuni di noi già si conoscevano da qualche anno grazie ad un corso di shiatsu, altri si sono aggiunti dopo un corso reiki, altri per amicizia…ma è come se tutti avessimo seguito un unico filo conduttore che alla fine ci ha portato proprio qui dove siamo.
Fin dall’inizio siamo stati bene assieme: ognuno con le sue spiccate caratteristiche, ognuno con la sua personale esperienza, tutti con la stessa sensazione di potersi esprimere liberamente, senza essere giudicati. Desideravamo trovare una scusa per incontrarci e fu così che iniziammo a porci degli obiettivi da raggiungere insieme: il Master Reiki nel sistema Komyo, con l’arrivo del rev. Hyakuten Inamoto a Trieste fu il primo di questi obiettivi, seguito di lì ad un anno da un viaggio in Giappone alla scoperta dei luoghi del Reiki, ma soprattutto organizzato con lo scopo di conoscere il fondatore del sistema Gendai, Hiroshi Doi Sensei.

Tutti ci dissero che sarebbe stato impossibile riuscire a muoverci in 13: 13 teste, 13 idee, 13 caratteri diversi…eppure quella fu l’esperienza che maggiormente ci unì e che determinò la successiva meta da raggiungere: la fondazione dell’Associazione Gendai Reiki Italia, la dichiarazione ufficiale di un sodalizio che tuttora ci sta dando grosse soddisfazioni.
Nei nostri incontri tenuti nella “casa di sole e d’azzurro” di Michi e Mauri (chiamata così per le pareti azzurro cielo e le solari note di colore ovunque presenti) ce ne stavamo seduti in cerchio a scambiarci opinioni, raccontarci le nostre quotidianità, svelare i nostri sogni e condividere ciò che è sempre stato il nostro leitmotiv, il Reiki.
Durante una di queste liete occasioni ci regalammo una riproduzione della Tavola Rotonda,
(che in seguito divenne uno dei nostri simboli preferiti) con tanto di Cavalieri: quella volta eravamo in 11, ma destino volle che nel giro di poco tempo si unisse a noi il 12° cavaliere, insieme a Mago Merlino.

Il significato della Tavola Rotonda, di Camelot e del Cerchio cominciarono così ad essere la filosofia più rappresentativa di ciò che volevamo realizzare: tutti con lo stesso valore, tutti sorretti da tutti e tutti volti nella medesima direzione! (vi invito a visitare il nostro sito www.gendaireiki.it alla pagina Chi Siamo – La Nostra Visione, per capire ciò che noi intendiamo per “Cerchio”).
Fu così che ci impegnammo a far diventare realtà un nostro grande sogno: unire vari esponenti di culture, filosofie e tradizioni diverse e consentire loro di interagire parlando di Vita, a loro modo, ma portando attenzione ai punti in comune piuttosto che alle differenze.
Fu così che nacque l’evento “Il Cerchio della Vita – molte voci, una canzone”.
Fu così che dedicammo un anno della nostra vita ad uscire dai nostri schemi per avvicinarci a ciò che molti credevano impossibile.
E fu così che TUTTO divenne possibile! ( guardate un po’ il sito www.circle-of-life.org )

A noi piace tanto un proverbio africano che ormai è diventato il nostro motto e recita così:
“Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai in tanti”.
A me personalmente piace andare veloce, ed effettivamente è così che mi muovo la maggior parte delle volte!
Però ho imparato una cosa: senza i miei Fratellini (come ci chiamiamo tra di noi) difficilmente riuscirei ad andare tanto lontano. Voglio dire che sentirmi sorretta, capita, spronata e perché no, anche contestata, mi aiutano SEMPRE a ricordarmi chi sono e che faccio parte di qualcosa di molto più ampio rispetto alla mia “singola” vita. Il Cerchio mi fornisce la giusta ottica con cui guardare le cose, prenderne il giusto distacco e ricordarmi che NOI siamo più importanti dei nostri problemi e che la cosa che ci accomuna TUTTI è la Vita, che non chiede altro che di essere vissuta.
Abbiamo appreso che il nostro piccolo gruppetto rappresenta in realtà una piccola società e che le dinamiche che si presentano nel nostro gruppo, sono le stesse che si verificano nella società attuale. Per questo motivo cerchiamo di affrontare quanto ci capita con l’intento di risolvere in maniera tenera e gentile qualsiasi tematica ci si presenti: pensiamo che se lo facciamo nel nostro piccolo, anche nel grande che sta là fuori ci può essere un cambiamento.
Non che sia facile. Talvolta abbiamo la presunzione di aver “capito” e quindi di essere esenti da certi problemi; il più delle volte, invece (ahimè) è come se facessimo degli enormi passi indietro e ci perdessimo in sciocchezze. La forza del gruppo però sta proprio nel fatto di ricordarci qual è il nostro intento comune e che non possiamo pretendere di cambiare il mondo intorno a noi, se non cambiamo NOI per primi! Ecco allora che ci rimettiamo in discussione, ci ritroviamo e ritroviamo ciò che ci accomuna, scegliendo insieme la nuova direzione da prendere tutti assieme, ma come un’unica entità. Lo facciamo ognuno a nostro modo, ognuno mettendo in gioco se stesso, le sue memorie ed i suoi schemi.

Come vi dicevo, IO sono quella solitaria, quella che lavora bene da sola e non in gruppo, che preferisce andare veloce ed organizzare quanto più possibile per non incorrere negli imprevisti che, come la legge di attrazione vuole, il più delle volte sembrano proprio venirmi a cercare, accipicchia! Quella che però, alla fine, non può fare a meno dei suoi Fratellini, perché con loro è come ritornare a casa.
L’altro lupo solitario è MAURI: si definisce il maggiordomo della GRI ed effettivamente è colui che si diletta a risolvere un po’ tutte le faccende (grafiche, informatiche, ecc.) in modo pragmatico ed efficace.
Poi c’è MORENA, schietta e concreta, che si occupa di far quadrare i conti e non si perde mai in chiacchiere, passando subito ai fatti, agendo di cuore e senza pensarci su due volte.
ANTO è la nostra àncora, quella che è sempre presente, che ci radica a terra, il nostro punto fermo.
MICHI invece è l’entusiasmo fatto a persona, sempre fluida nei suoi movimenti e solare nel vedere la Vita con ottimismo…non fatela arrabbiare però: è un fuocherello piuttosto scoppiettante ;D.
Leggera come l’aria e dolce come una brezza primaverile la nostra ROBY: colei che quando è presente crea equilibrio in tutti noi.
GABRY, la mondana del gruppo, quella che fa un po’ da tramite con il mondo là fuori, quando noi siamo troppo immersi nel nostro centro.Se avete bisogno di informazioni di qualsiasi tipo, rivolgetevi a GIOVY, altrimenti detto WIKI (da Wikipedia, l’enciclopedia multimediale).
L’eclettica del Cerchio si chiama FABIA, la persona che quando decide di prendere in mano la situazione chi la ferma più? E per farlo usa tutta la creatività che ha a disposizione…
Il nostro piccolo miracolo si chiama STEFY ed è la manifestazione vivente di come i pensieri, la volontà e l’amore possano cambiare la realtà.
E che dire di FABIO, dei suoi affettuosissimi abbracci, delle sue affermazioni che ti toccano nel profondo e dei suoi sguardi che sembrano andare oltre la superficie, alla ricerca di chi sei veramente? (ma forse sono un po’ di parte visto che è la persona alla quale ho donato il mio cuore!)
Il nostro Presidente, PAOLO, Re Artù, il Re Leone…insomma la più alta carica spetta proprio a lui. Uomo di gran cuore e sorrisi sempre pronti per tutti noi; grande dispensatore di buone parole.
Ed infine RUDY, che per primo ha creduto in NOI, che ha sognato tutto ciò e con fiducia cieca l’ha portato a realizzazione. Colui il quale ci prende per le orecchie con dolcezza per riportarci in carreggiata quando ci perdiamo. Quello lungimirante e sempre retto; l’esempio sincero di correttezza, disciplina e Amore incondizionato. Rudy è stato mio Maestro, è mio Fratello ed Amico, una persona che ammiro perché agisce con coerenza seguendo quanto sostiene, capace di scegliere sempre con il cuore per il bene comune, a scapito dell’ego e di quanto socialmente accettato.
Se avete piacere di sentirlo parlare, se volete assaporare la serenità di stare in un Cerchio, se volete conoscere il nostro Cerchio, vi invito sabato 18 e domenica 19 settembre 2010 al corso di Reiki sistema Gendai 1° livello che si terrà nella nostra nuova sede di Via Beccaria 7 a Trieste (per info ed iscrizioni scrivete a info@gendaireiki.it o chiamatemi al 3493604929).
I nostri Fratellini adottivi, Sandro e Silvia hanno scritto una bellissima testimonianza (per la quale non finirò mai di ringraziarli) circa la loro presenza all’ultimo corso da noi tenuto nel giugno di quest’anno: potranno confermarvi che i nostri corsi sono caratterizzati dal via-vai di NOI 13 che, con apparizioni a sorpresa, presenziamo per sostenere chi conduce i seminari ma soprattutto per la felicità di condividere qualcosa di bello, unico e speciale, con quante più persone possibile affinché il Cerchio si espanda e si possano creare tante altre realtà simili alla nostra che, ci auguriamo, portino un cambiamento tangibile e all’insegna dell’Armonia nella coscienza dell’Umanità.
Vi aspettiamo!
Francesca
Meditazione Reiki

“Quando mi sento particolarmente fuori dal mio centro o, semplicemente, quando desidero ricordarmi chi sono, mi fermo un attimo e dedico alcuni minuti alla meditazione che a breve ti presenterò.
Essendo il Reiki la canzone che maggiormente mi piace cantare, ricorro il più possibile ai suoi pratici insegnamenti. Questo in particolare è uno dei suoi pilastri e viene insegnato già dal corso di 1° livello, proprio per la sua efficacia immediata. Provalo anche tu, come fosse un simpatico e nuovo gioco da imparare!”
La MEDITAZIONE GASSHO è una tecnica di respirazione che utilizza il Gassho, la posizione in cui le due mani si incontrano all’altezza del petto, come in preghiera.

Nel Reiki questo esercizio viene chiamato Gassho Kokyu-ho (tecnica di respirazione che usa il Gassho) e serve a pulire la mente e mantenere una salda consapevolezza, in tutti i livelli dell’esistenza.
In quest’epoca in cui c’è carenza di tempo e soprattutto di spazio da dedicare a noi stessi, ecco un valido ed utile esercizio che, senza grosse esigenze ed in meno di 5 minuti, ci permette di tornare al centro di noi stessi, riportando calma e armonia nella nostra quotidianità.
Possiamo trovare delle simpatiche indicazioni dagli importanti significati, celate in ogni singolo gesto di questa pratica meditativa:
- L’unire i palmi delle mani, ci consente di attivare entrambi gli emisferi del nostro cervello, di utilizzare contemporaneamente le nostre parti destra e sinistra, ritrovando la nostra Unità attraverso le nostre dualità.
- Il Respiro, alla base di tutte le meditazioni, ci permette di essere presenti QUI e ORA.
- Portare la Luce al Tanden, la sede del nostro subconscio, è un modo utile di indirizzare la nostra attenzione e quindi la nostra energia.
- Infine, lo scoppio con cui rilasciamo la Luce nell’Universo, diventa un atto di liberazione con il quale anche noi ci permettiamo di lasciarci andare.
Qui di seguito riporto il testo del Gassho Kokyu-Ho, così come indicato nella dispensa del corso di 1° livello (Shoden) Reiki, sistema Gendai, scritta da Hiroshi Doi Sensei.
1)Chiudete o socchiudete gli occhi. Respirate lentamente e naturalmente. Sollevate le mani al di sopra della testa, sentite le vibrazioni della Luce Reiki che scendono in tutto il corpo.
2)Sentite le vibrazioni della Luce Reiki e lentamente abbassate le mani. Fermatele all’altezza del petto appena al di sopra del cuore, e fate Gassho. Portate la mente giù, al Tanden (da 3 a 5 centimetri al di sotto dell’ombelico) e tentate di mantenerla tranquilla.
3)Mentre inspirate, visualizzate l’energia Reiki che scorre verso il vostro Tanden dai vostri palmi, e sentite l’energia nel Tanden. Mentre espirate, visualizzate che l’energia esce dal vostro Tanden e sale ai vostri palmi, poi lasciatela andare con uno scoppio.
4)Il vostro intuito e la sensitività delle mani vengono sviluppate facendo questo esercizio.
5)Scuotete bene i polsi.
“Com’è stata quest’esperienza? Piacevole, no? Come vedi non è necessario ritirarsi su un eremo ed inginocchiarsi sui ceci per stare bene e ritrovare l’armonia.
Mi stupisce sempre la praticità dei gesti semplici ed immediati, ma non è forse questo ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno?
Per poterti agevolare l’esecuzione dell’esercizio, evitandoti di distogliere l’attenzione da ciò che stai facendo per leggere ciò che devi fare, ho pensato di creare una versione audio guidata, senza grosse pretese, ma realizzata con tanto affetto proprio per te!
Grazie e buona Crescita.
Francesca
Seminario Gendai Reiki: Agendo come essere Amore
Giovanni, Sandro, Amelia e Dario
E anche questa volta una Trieste assolata accarezzata da un vento caldo ci aspettava. La somiglianza con la mia Genova, (ma perché di mare e di porto) mi fa innamorare ogni volta di più di questa città semplice e regale, di confine in modo evidente, di gente ospitale che l’aria marinara ha forgiato insieme alla bora imperiosa. Siamo arrivati il venerdì (con la gioia di poter stare del tempo col nostro Angelo Mammetti) con la ferma intenzione di avere due giorni di tregua da un intenso periodo di lavoro e ancor più di riabbracciare gli Amici Gendai conosciuti a marzo durante il loro trionfale Cerchio della Vita.
Sabato mattina dall’albergo correndo verso l’associazione abbiamo incontrato al bar Paolo Fabian che ci avrebbe condotto nel seminario (e Gendai President!) e facendo colazione insieme siamo tornati immediatamente alla calda atmosfera del Cerchio.
Francesca (nostra dolcissima Josaya’More) con le braccia cariche di acqua, dolcetti e crackers e un regalo per noi, l’abbiamo incontrata sul portone che ci avrebbe introdotto a questo week end straordinario. Un quadro raffigurante un Cerchio composto di fittissimi fili di seta armoniosamente sostenuti da piccoli chiodi applicati su una placca di lucido legno zen e una dedica commovente sul retro era il suo Ben ritrovati alla nostra amicizia e al nostro primo Seminario Reiki con l’associazione Gendai. Questo primo livello che vuole riportare attenzione e potere all’”Essere Vivi” (e questo non è per niente un fatto scontato…).
Il Cerchio torna sempre più spesso nella nostra vita e sempre più fili preziosi intrecciandosi compongono amorevolmente la trama della nostra Strada.
Morena ci aspettava di sopra per sbrigare la fase burocratica e un grandissimo Rudy era a braccia aperte accogliendo ogni partecipante nella sala profumata di incensi e addolcita nella temperatura da piccoli strategici ventilatori a pala.
Undici partecipanti (numero che noi Josaya amiamo molto perché nei Ching significa La Pace) nuovi compagni di questa avventura, desiderosi quanto noi di inoltrarsi in un’atmosfera di Amore e Gioia sperimentando sempre di più il Potere della Pace interiore.

Compagni (Maurizio, Amelia, Marina, MariaLuisa, Dario, Annalisa, Giulia e la sua mamma, Paolo e MariaGrazia che ci ha raggiunti la domenica) che abbiamo avuto il privilegio di ascoltare, abbracciare, apprezzare come loro hanno fatto con noi.
E Tutti insieme a Tutti abbiamo viaggiato fuori e dentro l’Energia accompagnati amorevolmente da Rudy, Paolo e Francesca con nozioni di storia, tecnica, motivazioni, filosofia, psicologia, fisica quantistica che con umiltà unica e un travolgente senso dell’umorismo ci dimostravano che l’essere sé stessi e l’essere bambini felici è davvero la stessa cosa.
Ci aspettavamo molto…ma siamo andati “oltre” quello che speravamo. E così hanno detto tutti i partecipanti nell’abbraccio finale (l’ultimo, al momento) di una serie di abbracci continui, fisici e mentali durati due giorni interi.
Tanti i momenti di commozione, Tutti i momenti di verità. Con i nostri colleghi di Reiki s’è instaurato un immediato e sempre più stretto contatto su ogni piano. Più volte io e Sandro abbiamo detto: “il miglior Seminario a cui abbiamo partecipato”. Mai, MAI c’è stato un momento in cui ci siamo sentiti non interamente coinvolti, un’ atmosfera magica ma reale, nessun guru, nessun mistero, mai un momento di stanchezza o di “sonnolenza” come spesso capita non fosse altro per la situazione che induce comunque a lavorare sul rilassamento, sulla connessione e sul lasciare andare.
Già dal primo esercizio dove ci è stato chiesto di presentarci senza pronunciare parole, usando solo gli occhi e il cuore con l’ unica indicazione di tornare nella nostra pelle e nel nostro cuore di bambini, comunicando solamente in modo vibrazionale abbiamo capito che questo sarebbe stato davvero una porzione di tempo estremamente speciale e importante su tutti i piani.
Due giorni di gioco. Le spiegazioni, gli esercizi, il decidere il percorso a cui accedere a seconda dell’atmosfera del momento: i nostri insegnanti (onorevoli Sensei, ovvero come ci hanno spiegato strada facendo questo termine che significa maestro ma più precisamente “colui che ha imparato prima”) con realistica dolcezza si alternavano dedicandoci tutto il loro cuore e la loro attenzione.
Due giorni di Amore, di piacere, di gioco, di ritmo sciolto e naturale, senza schemi, intensissimo e leggerissimo.
E a rotazione abbiamo avuto il piacere di rivedere e di avere attivazioni Reiki, aiuto, compagnia e collaborazione da una straordinaria Fabia (con cui ho un debito d’Amore perché mi ha aiutato a risolvere un improvviso problema attivandosi con la velocità della Luce e la risolutezza di un condottiero), Fabio dolcissimo e ironico, Antonella dagli occhi lucenti, Giovanni riservato gentiluomo. Una porzione dei 13 ragazzi uniti da una complice amicizia dove traspare una contagiosa allegria e l’evidenza del loro profondo impegno. Davvero un esempio e un onore stare in loro compagnia.
Vogliamo concludere con una lettera che Rudy ha spedito qualche tempo fa ai suoi 12 soci Gendai. Francesca Tuzzi me l’ ha spedita per farci partecipare alla relazione d’Amore che li avvolge.
Credo che le parole di Rudy possano aiutare tutti noi a vedere “oltre” quello che siamo abituati a fare.
Con Amore Silvia Paola.

Rudy Carone
Pensiero
…………..e quindi quando in teoria ci si dovrebbe incontare?
Credo che l’intento non sia di far incontrare e parlare chi non sia venuto l’ultima volta, ma avere il piacere di stare assieme, che è il fulcro di tutte le nostre attività. E darlo per scontato è un errore.
Non basta fare le cose assieme per essere e sentirsi in unità. Hon sha ze shonen. La giusta coscienza è la radice di ogni cosa. Perché noi stiamo assieme? Perché siamo un gruppo speciale? Perché l’identità del nostro gruppo è migliore di ogni suo singolo componente.
Perché quando viviamo il nostro messaggio, il messaggio della vita, sappiamo che non esiste scelta. Noi siamo un’ unità, siamo interconnessi gli uni agli altri.
Possiamo rendercene conto e agire su questa base, o far finta di no, ma tanto prima o poi il mondo verrà a bussarti alla porta, con il suo carico di conflitti e divisioni. Noi ne abbiamo avuto l’esperienza. Sappiamo cosa vuol dire condividere allegramente il nostro respiro, e sentirci in armonia con la vita attraverso ciò, trovando forse per un attimo il nostro piccolo Anshin Ritsumei.
Non c’è altro, il resto è illusione. Lo scopo del nostro stare assieme, è anche questo. Aiutarci l’un l’altro a restare connessi.
Senza questa visione nessun rapporto ha significato.
Penso che per noi questa sia una bellissima fase di passaggio. C’è molto movimento, ci sono tanti pensieri, tante parole. Siamo come nella fase di transizione tra l’infanzia e l’adolescenza, stiamo crescendo, imparando, ci stiamo responsabilizzando, e non è sempre facile. Ma è bello. La vita è crescita e scoperta.
Stiamo imparando a diventare gruppo. Ma nel farlo, nella crescita, dobbiamo confrontarci con gli schemi e le memorie comuni a tutta l’umanità.
Le stesse memorie che portano problemi a tutte le relazioni umane, amicizia, rapporto di coppia, società ecc…
Le memorie che ci portano a divisioni, rotture, dubbi, critiche, a sentirci offesi, incompresi, al non si può, al ma non ne vale la pena, alle separazioni, agli odii, ai rancori, alle guerre, ai conflitti.
Questi sono gli schemi tipici di questo mondo. Questo è ciò con cui si confrontano le persone che decidono di stare assieme.
Più persone, più schemi, più opportunità di crescere riconoscendoli e pulendoli in noi e fuori di noi.
Nessun problema può essere risolto al livello di coscienza in cui è stato creato, diceva Einstein. Per superare questi schemi, bisogna avere una coscienza diversa da quella ordinaria, ma non nella testa, ma non pensando di esserci già arrivati, di aver già capito.
Bisogna andare oltre noi stessi, i nostri bisogni, le nostre paure, i nostri limiti, abbracciarci, sentirci, viverci come l’unità che siamo.
Perché lo siamo.
Quando le cellule del corpo umano si dimenticano di esserne parte, diventano un tumore. Quando invece ognuna nella sua
splendida unicità è semplicemente se stessa, nel giusto posto a fare ciò che è in armonia e connessione con le altre, diventa il canale della vita. Per questo penso che, alla fine, scelta non ne abbiamo molta. Ma questa è la mia visione.
Quando si ha una direzione comune, la giusta coscienza nello stare assieme, del perché stiamo assieme e della sua importanza, tutto il resto è facile, scorre in modo armonioso e naturale, diventa leggero. Ma senza questo, tutto diventa pesante, difficile, improbabile.
Quando c’è amore alla base di una coppia, pagare il mutuo, le bollette, affrontare difficoltà, si fa a cuor leggero. Ma se manca questo presupposto, abbandonato nel frattempo tra un pensiero e l’altro diventa pesante anche lavare un bicchiere o parlarsi a tavola. Anzi, diventa una prigione. Manca il perché. La coscienza che si ha. L’amore, il reiki, non sono niente altro che uno stato di coscienza che ci riportano all’unità, sono prima di tutto un modo di sentirsi, di vivere l’unità.
Di essere immersi in essa.
Ecco perché tanti fanno reiki e pochi ne hanno il giusto beneficio. Perché fanno reiki continuando a restare nella modalità di coscienza in cui sono quotidianamente.
Pensano e si sentono come fanno quotidianamente, si appoggiano le mani sopra, o su qualcuno o qualcos’altro, pensando ad altro, magari sentendosi pure fastidiosi. O ne sei immerso, o ne sei fuori.
E allora non stanno facendo niente. Doi dice che il reiki è amore. Il reiki è lo stato di coscienza che ti porta l’amore. Senza questo presupposto tutto ha poco valore.
Non pensiamo mai che per il semplice fatto di aver fatto delle cose assieme tutto sia già assodato. Ricordiamoci di prestare attenzione.
Ricordiamoci il nostro senso, la nostra direzione e della nostra magia. Sarà una bella avventura, grandiosa, la nostra strada in comune. Tante cose ci aspettano e la prima tra queste, anche la nostra sede! Ma sono tutte delle dita che indicano e ci permettono di essere ciò che siamo.
Non le finalità. Non la luna. La luna è un cerchio. Noi siamo la luna.

A me interessate voi, noi, la luna. Le dita relativamente, anzi, quasi niente.
Come nell’esempio della coppia, se non c’è la base, l’amore, la coscienza ed il desiderio di stare assieme, condividerci,
abbracciarci, viverci, ascoltarci, tutto alla fine diviene pesante, difficile e porta a divisione. In questo momento vi amo davvero. Siete i miei compagni di viaggio, quelli che il cuore si è scelto e non ne sarò mai abbastanza grato.
Perché attraverso di voi ho imparato cosa vuol dire guardare oltre me stesso, oltre la sfiducia, oltre l’impazienza, oltre il risentimento, oltre l’importanza personale, oltre lo schema di paura e divisione e di “fanculizzazione” prima del prossimo e poi di me stesso. Anzi, più che imparato, sono sulla strada di questa pratica. Una via che percorro ancora zoppicante ma volenteroso, che porta all’unico significato, l’Amore.




















