Consapevolezza

Genitori in divenire: un percorso d’amore tra buonsenso e consapevolezza

Ad essere genitori nessuno ce lo insegna!
Possiamo leggere tonnellate di libri, ma in pratica… non esiste una scuola per diventare genitori, non esiste un diploma, non ci sono leggi universali chiare e semplici che ci possano aiutare, non c’è la possibilità né di fare un tirocinio, né di fare una prova.
Quando cominci, ci sei dentro fino al collo, irreversibilmente e senza via di “fuga”. E’ un percorso interiore ed esteriore iniziato dal quale non puoi uscire.
La verità è che non esistono regole universali alle quali attenersi, non esistono in  nessun campo  del vivere, figuriamoci in questo. Non ci sono metodologie che diano garanzia di buoni risultati, non esiste un cammino spirituale preconfezionato. Lo strumento migliore e più efficace è l’anziano BUONSENSO!

Giovanna Garbuio

Che  peraltro è notoriamente una caratteristica del tutto soggettiva,  quindi deriva individualmente da una quantità di fattori che su ogni soggetto hanno influito in maniera diversa: a partire dalla propria storia individuale e familiare, al proprio carattere e temperamento, all’educazione ricevuta,  dal proprio percorso di miglioramento personale, alle proprie più disparate esperienze, all’ambiente sociale, culturale in cui si è vissuto, le convinzioni, l’equilibrio interiore ed esteriore, le certezze, le incertezze, la propria consapevolezza, il proprio livello di evoluzione, il proprio livello di accettazione, l’Amore per sé e per gli altri che siamo stati capaci di sviluppare, i dubbi, i blocchi ecc… e ognuno di questi elementi ha contribuito in diversa misura a forgiare le nostre attuali competenze genitoriali, oltre che, ovviamente, a renderci la persona che ora siamo, felice o infelice, soddisfatta o frustrata, ma comunque noi!

Perciò ogni genitore, come ogni uomo (e come ovviamente ogni figlio) è diverso; differenti sono i suoi atteggiamenti, le sue convinzioni, le sue abitudini, le sue modalità di dialogare, di interagire con il prossimo ecc… Allo stesso modo paradossalmente, lo stesso sistema e lo stesso approccio di uno stesso genitore, possono avere notoriamente degli effetti diametralmente opposti su due figli diversi (unici e perfetti anche loro nel loro ruolo di esseri umani).
Il genitore perfetto non esiste, o meglio siamo tutti perfetti, ma nella nostra perfezione riusciamo a combinare tonnellate di “guai”, ma tranquilli… facciamo tutti anche valanghe di “cose buone e giuste”!
Tuttavia certamente ci sono genitori più attenti e coinvolti  dalle esigenze dei propri figli e genitori che lo sono meno, genitori i cui errori fanno più danni e genitori i cui errori sono poco pericolosi.

Una cosa è sicura, i genitori per i figli incarnano il modello di riferimento che ne abbiano la consapevolezza o meno, che noi lo vogliamo o no. Questa è una realtà dalla quale sarebbe utile non prescindere, perché i nostri figli sono portati naturalmente ad imitare i nostri comportamenti, quindi tenerne conto potrà tornare molto utile.

Accade spessissimo che figli ribelli che hanno contestato anche duramente il comportamento e le modalità del vivere (e tanto più di educazione) dei propri genitori, usino poi con i figli esattamente gli stessi atteggiamenti e le medesime dinamiche che tanto avevano condannato nei nonni…

Certo nella società di oggi ci sono sempre più genitori (al di là dei facili luoghi comuni sulla degenerazione dilagante  della modernità – che per inciso non condivido – o ai perduti bei tempi andati) che lavorando come muli  e spesso senza aiuti esterni, riescono comunque con gioia e soddisfazione a  realizzare ottimi rapporti con i propri figli,  senza seguire manuali o metodi infallibili, ma basandosi unicamente sulle proprie forze, sulle proprie priorità, sui propri percorsi interiori e sulla loro enorme capacità di Amore, stando insieme ai propri figli tutto il tempo possibile (che non è magari per forza tanto), essendo sempre presenti e ricettivi quando serve e considerando i propri figli quali le persone uniche che sono, al di là di etichette e ruoli sociali, avendo compreso che non è adeguandoci ai metodi che vanno per la maggiore che aiuteremo i nostri figli ad essere felici o che saremo dei buoni genitori, ma semplicemente Amandoli.
I nostri figli hanno bisogno di noi punto.

Estratto da “Mamma in divenire – il senso non comune del buon senso” di Giovanna Garbuio in pubblicazione con EditoriDigitali.com di Josaya srl.

Le Leggi Universali della Spiritualità

Moltissimi di noi, che come noi si definiscono ricercatori spirituali, sono alla ricerca della loro via di crescita interiore, e per fare questo si focalizzano sulla ricerca della dottrina “giusta”, piuttosto che del “corretto” insegnamento, piuttosto che del “vero” maestro, non accorgendoci che ancora una volta scambiamo il fine con i mezzi.

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La consapevolezza delle Leggi Universali è la strada dell’individuale spiritualità che poi è conseguentemente l’evoluzione spirituale collettiva.

In verità qualsiasi ricercatore spirituale è alla ricerca della propria Pace e della propria beatitudine; poca differenza farà se una volta raggiunta la meta la strada percorsa è stata questa o quella dottrina, se ci siamo giunti con l’aiuto di questo o di quel Maestro.

Ormai siamo ben consapevoli che l’unica verità la possiamo contemplare solo dentro noi stessi.

“La vita è un progetto positivo che ognuno ha scritto per sé stesso, ed è a lieto fine per tutti.”

Ci suggerisce Krista Corso dalle pagine del suo “Se cambio io, cambi tu!” in uscita con Macro Edizioni.

Lo scopo quindi è quello di trovare il modo di modificare quel tanto le cose, da rendere la nostra vita, quella fonte inesauribile di beatitudine che dovrebbe essere. Tant’è vero che il più delle volte, il ricercatore spirituale diventa tale (non sempre, ma spessissimo) in seguito a situazioni divenute insostenibili fonti di dolore e sofferenza.
“Non può essere tutto qui!” “Deve esserci una spiegazione diversa” sono di solito le molle che fanno scattare il meccanismo della ricerca interiore.
Si parte con l’esigenza di capire razionalmente (per lo meno per quanto riguarda noi occidentali) dove ci sta conducendo il nostro modo di vivere.

Tuttavia finché resteremo attaccati a questa esigenza mentale, che ci porterà invariabilmente ad aver bisogno di guide, di maestri, di vie pre-tracciate (libri, testi e scritti di qualsiasi genere, ma comunque di altri), vedremo che un po’ alla volta il nostro entusiasmo andrà scemando, un po’ alla volta ci accorgeremo di come ogni dottrina e ogni “maestro”, anche involontariamente, tirino acqua al loro mulino, finché non comprenderemo che la verità non esiste, ma esiste una vera verità per ogni individuo che la cerca.

A questo punto quando lasceremo andare la razionalità e ci affideremo alle ragioni del cuore, ci accorgeremo di non aver bisogno di niente e di nessuno per individuare il nostro cammino spirituale, e sarà allora che cominceremo a percorrerlo ad entusiastici passi lunghi e ben distesi!

Quando finalmente smetteremo di cercare Dio e ci focalizzeremo invece sulla realizzazione della nostra reale e concreta beatitudine, allora molto probabilmente, troveremo anche Dio. Semplicemente perché avremo smesso di cercarlo con l’esigenza di definirlo, ma ci limiteremo a sentirlo e percepirlo in noi.

Non troveremo Dio se non saremo in pace con il nostro vicino e non saremo in pace con il nostro vicino se non saremo sereni nella nostra quotidianità pratica (relazioni, lavoro, denaro, divertimento, sesso, amicizia, tutto questo è ciò che costituisce la nostra quotidianità) e non saremo sereni con la nostra vita di tutti i giorni se non saremo in pace con noi stessi.
E guarda in po’… quando siamo davvero in pace con noi stessi, quando saremo davvero allineati con noi stessi, ci accorgeremo che Dio è lì, ed è sempre stato lì per noi.

“L’illuminazione non è afferrare il senso di chissà quali misteri, ma è giungere alla pura comprensione che la vita è generosa abbondanza da ricevere continuamente.”

Ci dice molto semplicemente Krista Corso nel suo entusiasmante libro.

Non esiste una verità unica, un’unica via dello Spirito, ma ne esistono almeno 7 miliardi, una per ogni uomo sulla terra, allo stesso tempo però i 7 miliardi di verità sono unificati da una direzione comune evidente e incredibilmente semplice!

Tante dottrine una sola verità: l’Amore

Con la coscienza che siamo un’unità chiamata umanità, dove possiamo andare tutti assieme, mettendo in coerenza i nostri cuori e le nostre menti, in un intento comune di armonia e pace?

Questa domanda non è certo nuova, né forse originale, ma di certo provare a dare una risposta è ancora, e sempre di più, un imperativo per tutti noi.
Di ciò che ci differenzia gli uni dagli altri, ne siamo perfettamente a conoscenza, siamo perennemente in contatto con una realtà di divisione, tra popoli, stati, razze, ceti sociali, religioni, filosofie, educazione ecc….
Eppure, se ci prendiamo il giusto tempo e il giusto atteggiamento per farlo, potremmo molto facilmente constatare che sono di gran lunga molti di più i punti che abbiamo in comune che non quelli che all’apparenza ci separano.
L’umanità è una, ma soffre di personalità multipla, è una, ma pensa di essere tante, il nostro problema collettivo, è un problema di identità, di chi pensiamo di essere.
Potremmo davvero per un attimo chiudere gli occhi e riflettere su questo punto:

Ciò che definisco me stesso, è una forma dove tante vite si combinano tra loro, nascono e muoiono, ciò che definisco me stesso, è letteralmente una forma, attraversata dalla vita.
Esattamente come l’umanità, un’unità attraversata da tutte le nostre vite. Noi siamo cellule di questa unità, e come accade nel corpo umano, quando le cellule dimenticano di essere connesse le une alle altre, quando perdono la comunicazione armoniosa tra esse e con l’unità, si viene a creare ciò che chiamiamo tumore o malattia.
La comunicazione è guarigione. Quando le parti comunicano in modo proficuo tra di esse, abbiamo come risposta una relazione armoniosa, sia che parliamo di cellule, che di persone, coppie, amici o nazioni.
Non dobbiamo fonderci in un’unica idea, un unico credo, un unico sistema o tradizione, ma condividere ciò che ci unisce, entrare in comunicazione con noi stessi, con gli altri e con la vita. Ognuno nella sua splendida diversità, con la coscienza di far parte di questa unità chiamata umanità.

Carlos Barrios, forse il divulgatore con più autorità sulla cultura e sulla tradizione maya, rispetto alle profezie degli stessi riguardanti  il momento storico che stiamo vivendo, in una sua intervista ci dice questo:

“Viviamo in un mondo di polarità, giorno e notte, uomo e donna, positivo e negativo. Luce ed oscurità hanno bisogno l’una dell’altra, rappresentano un equilibrio. In questo periodo specifico il lato oscuro è assai forte, ed i suoi rappresentanti mantengono saldamente la propria visione, priorità e gerarchia. Dal lato della luce tutti pensano di essere i più importanti, che le loro visuali o quelle dei loro gruppi siano la chiave, c’è competizione, divisione, dispersione e assenza di un unico obiettivo.
Sviluppatevi secondo la vostra tradizione e date ascolto al cuore, ma ricordate di rispettare le diversità e di perseguire l’unità.”

Queste parole sono perfette per riassumere dei concetti che ci sono molto cari.
Possiamo cominciare a rispondere a nuove domande, più interessanti di quelle che ci siamo posti fino ad adesso, possiamo veramente guardarci e muoverci per quello che siamo, un consorzio di vite accomunate da un medesimo destino, una medesima forma, che se cosciente di questo, può realizzare e pensare ciò che è stato impensabile e inimmaginabile finora.

La coscienza è una, indicata da tante dita, questo è uno degli insegnamenti comuni a tante culture, da quella aborigena,  a quella nativo americana, di quella hawaiana e di quella andina. Il problema di tanti praticanti delle svariate vie e percorsi personali, è quello di pensare che le dita siano la coscienza. E  associandoci al concetto di Carlos Barrios, che il proprio dito sia quello più importante.
Se per un attimo alziamo lo sguardo dalle nostre dita e intrecciamo le mani connettendoci assieme, allora potremo rispondere davvero alla domanda iniziale o perlomeno provare a farlo.

Il cerchio della vita ha molte voci, che cantano la stessa canzone, interpretandola e arricchendola con i propri  differenti colori.

Se tutte le persone che fanno reiki, yoga, pranic healing, reconnection, shiatsu, sciamanesimo hawaiano, percorsi nativo americani, andini ecc… ma anche quelle che non seguono nessuna di queste pratiche o vie, ma semplicemente ricercano la bellezza nella propria vita, trovassero un focus comune, camminando le proprie parole come direbbero i nativi americani, allora forse vedremmo un maggior equilibrio tra la luce e l’oscurità come dicono i maya, o forse potremmo incominciare a cambiare il sogno di questo pianeta, secondo la visione tolteca.

Con la coscienza che siamo un’unità chiamata umanità, dove possiamo andare tutti assieme mettendo in coerenza i nostri cuori e le nostre menti, in un intento comune di armonia e pace.

Rodolfo Carone e Francesca Tuzzi
Gendai Reiki Italia

Per informazioni e iscrizione al seminario di Carlos Barrios clicca QUI

Le Chiavi del Cambiamento

Luigi Miano, uno degli amici con cui abbiamo scritto l’ebook “Essere Felice” (se ancora non l’hai scaricato puoi farlo gratuitamente QUI) ci ha inviato questo articolo per condividere la sua cronaca preziosa ad un importante evento a cui ha partecipato nei giorni scorsi. Dobbiamo renderci conto che il “cambiamento” è qui, adesso, subito! E riguarda ciascuno di noi.

Buona lettura e grazie dei vostri commenti.

Josaya

 

“Ho avuto la straordinaria possibilità di trascorrere quest’ultimo fine settimana (n.d.r. Le Chiavi Del Cambiamento con G. Braden, J. Redfield, N. D. Walsch, Gary Quinn tenutosi 29 30 Settembre,1 e 2 Ottobre a Roma) in compagnia di grandissimi Maestri della spiritualità: Gregg Braden, James Redfiel, Neal Walsh, Gary Quinn. Grandi Maestri che hanno confermato le mie aspettative, andando anche oltre.

Il filo conduttore del seminario di quattro giorni era il cambiamento, il titolo del seminario “Le chiavi del Cambiamento”. Il cambiamento è una parola, un concetto che terrorizza moltissimi esseri umani. Moltissimi esseri umani lo temono ma lo desiderano inconsciamente. Eppure tutto intorno a noi, così come lo conoscevamo, sta cambiando. Una società, una struttura finanziaria – economica, una struttura sociale che sta profondamente cambiando attraverso una profondissima crisi.

Eppure questo sistema che va in mille pezzi è comunque frutto di atti di coscienza collettiva. E potrebbe essere proprio la coscienza collettiva a traghettarci verso quella società “ideale”, definita da alcuni il vero Paradiso in terra. Ma mettiamoci l’anima in pace, il sistema non sarà mai come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi. Braden ha sottolineato come non sia inevitabile passare attraverso delle catastrofi, basterebbe dirigere le coscienze dei leader della terra verso un livello più evoluto. Redfield invece era decisamente più orientato verso la catastrofe e la ricostruzione.

Ma qualsiasi sia il futuro che possiamo aspettarci non dobbiamo farci prendere dal panico, dalla paura. Perché è proprio quest’ultima a non permetterci di essere in “connessione” con le migliori energie cosmiche e permettere la realizzazione delle peggiori catastrofi. Non c’è da temere, perché chi teme non è nella Verità interiore ed è fuori da un cammino spirituale costituita da atti di amore.
Come dice Neal Walsh: dobbiamo cambiare noi prima che sia il cambiamento a cambiarci. Un paradosso per suggere a chi non lo abbia mai fatto di mettersi in cammino spiritualmente verso nuovi livelli di coscienza. E questo è possibile, è assolutamente possibile.

Come?

Realizzando il Progetto della nostra anima.
Ogni singolo episodio della tua vita si è dimostrato significativo nel suggerirti o tentare di suggerirti il Progetto della tua anima, incarnata in un corpo al fine di evolversi. Che tu ci creda o no le cose stanno così! Allora ti chiedo di fare mente locale a questi singoli, significativi episodi, anche i peggiori perché li c’è il seme del cambiamento e della tua Missione su questa terra.
So che è dura pensare di dover cambiare la propria vita ma questo sta già avvenendo. Sono certo che ci sia stato negli ultimi due anni almeno un episodio di cambiamento nella tua esistenza. Cambiamento materiale, esteriore che può averti lasciato apparentemente sempre uguale a te stesso. Ma sei comunque cambiato, subendo il cambiamento.

Il messaggio dei Maestri ed il mio (molto più umilmente) è di dirigere questo crisi, di dirigere questo cambiamento verso le direzioni più congeniali alla tua esistenza. E di non aspettare che ciò avvenga in maniera passiva, perché altrimenti ti troverà impreparato/a ed allora ti travolgerà.

Abbiamo dentro di noi le risorse per scoprire i progetti e portarli avanti verso il compimento. Abbiamo le risorse per poter risollevarci come genere. Ma questo dovrà iniziare individualmente. Poi ci si unirà in gruppi che daranno maggior vigore alle proprie Verità. E proprio sulla spinta di James Redfield ho deciso di costituire un Gruppo di evoluzione, in cui discutere, interagire, crescere. Non so ancora come, dove ma so che questo avverrà. Aspetto istruzioni dall’Universo.
Voglio lasciarti con un messaggio di grande speranza: siamo all’alba di una grande epoca, uno dei momenti più importanti dell’intera storia dell’umanità. Sfruttiamo questo momento rimanendo nell’Amore e nell’ascolto delle nostre anime”.

Con il cuore

Luigi Miano

 

 

 

 

 

 

 

Il saluto hawaiano e la ciotola di Luce

Secondo la tradizione hawaiana, le parole contengono mana, energia vitale, creativa, ed è molto importante il modo in cui vengono usate. Non a caso esiste un detto importante che recita così: “aia ke ola i ka waha, aia ka make i ka waha”, che letteralmente si traduce in: “la vita è nelle parole, la morte è nelle parole”.

Concetti simili li troviamo anche nella cultura giapponese, che crede che le parole contengano uno spirito, e se recitate con coscienza come un mantra ad esempio, abbiano potere e possono influenzare la realtà. Questa arte si chiama kotodama, e scomponendo i 2 kanji, gli ideogrammi, che compongono questo termine, troveremo proprio un ideogramma che vuol dire Spirito e l’altro parola, lo Spirito della parola.

Gli Hawaiani salutano tipicamente con la parola Aloha, che ha molteplici significati, tra cui condivisione del proprio respiro o della piena presenza con l’essenza della vita. Quando si pensa o si dice la parola Aloha, secondo tradizione, si crea un contesto di armonia e amore, inteso come la gioiosa coscienza dell’unità.

Oltre alle parole secondo il pensiero indigeno, anche le ossa contengono mana, e molto importante è l’osso frontale, che contiene la vera essenza del nostro essere. Quando si condivide un saluto tradizionale hawaiano con qualcuno, si pone delicatamente la propria fronte contro la sua, e questo gesto apre la nostra vera essenza senza maschere gli uni agli altri. Unendo le nostre fronti, prendiamo un bel respiro assieme, condividendo così l’essenza della vita e la coscienza della connessione con la sorgente unica che ci lega.

Questo tipo di saluto permette di fermare la mente, e di essere totalmente presenti con se stessi, con la persona che stai salutando, e con la vita che stai condividendo.

Il saluto Aloha è spesso seguito dalla frase “Pehea la ka?”, oppure “Pehea Piko kou?”. “Pehea la ka? “ si traduce letteralmente in “Come sta il tuo Sole?”, ma questa frase ha anche un significato simbolico. Si riferisce a quella che alle Hawaii è definita la propria ciotola di luce, ed è una richiesta premurosa e attenta che concentra l’attenzione sulla condizione della luce dentro di noi.

Per capire bene questo concetto, bisogna conoscere la storia che tradizionalmente viene raccontata ai bambini hawaiani, per insegnare loro l’importanza di una vita “pono”, corretta, giusta, armoniosa.

Questa semplice parabola, racconta che ogni bambino alla nascita è una meravigliosa ciotola di luce perfetta. Se lui nel corso della sua vita farà scelte che tenderanno alla luce, con pensieri, parole e azioni, potrà avere la forza per fare molte cose, nuotare con lo squalo, volare con il falco, comprendere e conoscere tutto.

Se invece cederà alla rabbia, alla paura, al risentimento, all’invidia, lascerà cadere nella sua ciotola una pietra. La Luce e la pietra non possono condividere lo stesso spazio, per cui un po’ di luce si spegnerà.

Se continuerà a mettere pietre nella ciotola, la luce alla fine uscirà, e diventerà lui stesso una pietra, e la pietra non cresce, e non si muove. Ma se in qualsiasi momento si stuferà di essere una pietra, tutto quello che dovrà fare è “huli”, girare, capovolgere la ciotola, pulirsi dalle pietre, e la sua luce tornerà, brillando ancora nel mondo, e potrà così crescere di nuovo.

Quindi chiedere “Pehea la ka?”, vuol dire, come sta la tua ciotola di Luce? La stai facendo brillare, o ci sono delle pietre che ne offuscano il suo brillare?

Ancora una volta non si possono non osservare le similitudini con la cultura giapponese, dove esiste il concetto dei kami, esseri di luce, le essenze divine dell’universo, che sottendono a tutte le manifestazioni della vita, i pionieri, coloro che siamo destinati ad essere.

L’uomo si dice è il bambino dei kami, ne contiene in sé l’essenza e l’informazione, e suo compito è vivere una vita alla ricerca dell’armonia e della bellezza per percorrere il suo “michi”, la sua strada verso la luce. Anche nella cultura giapponese viene insegnato che l’essenza dell’uomo è pura e limpida come uno specchio, si può solo dimenticarsene, e allora si depositerà della polvere, della sporcizia che ne coprirà la superficie, (kegare, sporcizia appunto), che può essere pulita, attraverso riti, preghiere, atte a riportare la giusta coscienza, e far risplendere nuovamente lo specchio.

Infine “Pehea piko kou?” si traduce in “come stà il tuo ombelico?”. Anche qui abbiamo un profondo significato simbolico, il Piko qui è inteso come ombelico, ma può voler dire anche sommità del capo, o genitali.

Nell’intenderlo come Ombelico, si vuole evidenziare il legame che l’ombelico ha come centro di energia spirituale che ci unisce ai nostri genitori, fratelli e parenti in vita sulla terra in questo momento.

Quindi nel chiedere “pehea piko kou?”, chiediamo “come stà la tua famiglia?”.

Curiose anche qui le connessione con il pensiero taoista, che individuano nella zona dell’ombelico (due o te dita sotto), il Seika Tanden, ovvero il centro energetico dell’individuo, il punto di raccolta del Qi, dell’energia. Esistono anche altri due Tanden, superiore e inferiore, e guarda un po’ non discostano di molto dalle descrizioni delle posizioni delle zone chiamate Piko dagli hawaiani.

Il linguaggio è molto importante nella lingua hawaiana così come in altre tradizioni, perché contiene al suo interno la saggezza e la connessione amorevole con il creato, le parole contengono uno spirito, e il potere di portarci verso la luce.

Concludiamo con questa domanda allora, “pehea la ka?”, e vi auguro così di aiutarvi e aiutarmi, a ricordarci se ce ne sarà bisogno, di pulirci dalle pietre, e far risplendere la nostra Luce.

Rodolfo Carone, Francesca Tuzzi.

Gendai Reiki Italia

 

Non avere aspettative… ovvero aspettati sempre e solo il meglio!

Ci piace condividere un episodio accaduto la settimana scorsa che ci ha fornito ulteriori conferme sul meccanismo aspettative e al magico contrario ovvero lasciare fluire l’Universo verso il meglio che perennemente ci attende a braccia aperte.

Giovedì sera abbiamo (Sa e Ya) partecipato, in un prestigioso hotel riminese, ad una serata motivazionale invitati da Marcello Mancini. Mancini è l’ideatore e il fondatore di Performance Strategies un’azienda che realizza eventi e percorsi di eccellenza formativa con i migliori trainers e speakers provenienti da tutto il mondo. Sandro e Marcello si conoscevano virtualmente tramite Facebook già da qualche anno ed è stata un’opportunità e una gioia poterci incontrare dal vivo e abbracciarci calorosamente. Già questo potrebbe essere il fulcro del racconto poiché Marcello è una persona che emana sincero entusiasmo, etica e professionalità e un allineamento davvero evidente anche a livello spirituale. La cosa che ci rammarica in questo momento è il fatto di non poter partecipare, causa impegni già presi, all’evento di cui la serata si faceva informativa, l’ I. O. Inside Out il 16 e il 17 Luglio 2011 a San Marino. Due i relatori d’eccezione Giorgio Nardone (illuminato terapeuta della “Strategica breve” e di una serie impressionante di tecniche innovative di auto miglioramento) e Gabriel Guerrero, creatore del modello di cambiamento “Trasformazione Profonda™ di cui ha scritto anche il libro, (altro suo testo da leggere è “Disegnando il tuo Destino”). Davvero un’opportunità senza pari avendo a disposizione per due giorni interi due must della crescita personale. E dulcis in fundo la partecipazione straordinaria di Barbara Alberti scrittrice, giornalista e sceneggiatrice, una figura che chi ancora non conosce, non può rimandarne l’incontro. La location dell’evento è eccellente: tutto è allineato al meglio!

Il motto dell’evento è “Non sarai più felice quando avrai più successo, avrai più successo quando sarai felice” e questo sicuramente lo si può applicare a qualsiasi esistenza e a qualsiasi situazione che stiamo vivendo. Senza scuse e senza le solite, demotivanti, elucubrazioni inutili.
“Agisci come se” è la strada inequivocabile che trasporta CHIUNQUE dai frustranti castelli in aria alla realtà concreta, godibile ogni giorno con spirito e materia in armonia.

Sinceramente, con la tiepida scusante che è un periodo di enorme lavoro, non avevamo letto il programma della conferenza, di cosa e di chi ci avrebbe portato quest’incontro: la molla era conoscere Marcello di cui Sandro da anni parla con grande stima e ammirazione.
La serata… e che serata!, condotta da Max Damioli con entusiastica, irriverente e generosa energia ci ha fatto una serie di regali che mai avremmo potuto supporre. Max si è donato al pubblico (oltre un centinaio di persone) per oltre due ore con verve trascinante, divertimento, motivazione e informazione a tutto raggio, in un cerchio senza fine fatto di dentro e fuori, oggettivo e soggettivo, essere e fare. Due facce della stessa medaglia che solo imparando a conoscere e ad accettare possiamo far propendere conseguentemente la scelta verso quella a noi favorevole. Il famoso Uno di cui tanto si parla e tanto si cerca ma spesso lo si fa dirigendosi “in e con” un io frammentato, perennemente in crisi tra l’essere e l’agire.

Il tema è stato “La Felicità” (e questo già era uno dei “segni” di cui a metà giugno ve ne daremo spiegazione con uno splendido regalo che, con altri colleghi, stiamo preparando per tutti i lettori). Damioli ha efficacemente portato attenzione e suggerimenti a domande come “Cos’è che ti rende felice ORA?” “Qual’è il tuo sogno, il tuo Sogno primario e come puoi fare per accedervi?” “Chi sei veramente?”

La persona felice è entusiasta, allineata (cioè vive coerentemente con i propri valori), basta a se stessa, è consapevole, “gli va bene”, vive e gode del e nel momento presente. Il concetto è “Amarsi come si è per diventare come si vuole“. Spesso sulla famosa ruota della vita corriamo come fanno i criceti ripetendo azione e reazione senza vederne i vantaggi: “lui si sbronza, lei lo sgrida, lui si ri sbronza perché lei lo ha sgridato, lei lo ri sgrida perché lui si sbronza” un paradosso infinito. Divertente come battuta fatta da Max, ma tragicamente vero in molte esistenze senza obiettivi e decisioni di cambiamenti nel qui e ora. “Cambia!” o meglio lasciati andare al cambiamento, fluendo consapevolmente, più si mantiene l’elasticità e l’adattamento più si sarà liberi, vivi e felici.

Irripetibile il divertentissimo show continuo che Max Damioli ci ha dedicato per rendere leggeri i suggerimenti e le strategie che bloccano la maggior parte degli individui, spesso inconsapevolmente, a pochi millimetri dalla piena felicità. O non riconoscendola nel caso ci siano già immersi.
Come dice Lao Tze “Non c’è una via alla felicità perché la felicità è la via”. Poi Max ha concluso l’intervento con quella che a suo dire, noi lo “sappiamo”!!!, è stata la chiave di volta del suo qui e ora: lo sciamanesimo Huna.

Per non far diventare questo post un libro date un’occhiata (e stupitevi!) a chi è Max Damioli e a cosa ha fatto nella sua vita, cosa ha studiato, approfondito e insegnato (e continua con entusiasmo ad insegnare).
Per farla brevissima a livello spirituale è passato dal cristianesimo (lavorando su di se per disinstallare memorie e limiti che il nostro sistema religioso versa in qualsiasi occidentale – e ciò vale anche per chi si crede ateo) al buddismo tibetano (per oltre 4 anni) al taoismo (7 anni) ma, come ci ha raccontato, gli è bastato un giorno con un kahuna (Serge Kahili King) per cambiargli completamente la visione dell’esistenza. Ha quindi descritto con maestria i 7 concetti della filosofia dello sciamanesimo Huna facendoci esplodere di entusiasmo!

Mentre tutti sfollavano ci siamo accodati al gruppo di persone che volevano ringraziarlo e salutarlo. Avevamo in mano il nostro biglietto da visita e una penna con l’Occhio di Kanaloa, il simbolo sciamanico Huna per condividere e presentarci. Abbiamo così scoperto che già lo scorso anno aveva acquistato il pacchetto de “La Pace comincia da te” di cui ci ha ringraziato entusiasta e da cui ha tratto informazioni e conferme al suo già da tempo tracciato percorso sciamanico. Accanto a noi due ragazzi giovanissimi, praticanti di Ho-oponopono, ascoltavano assetati di informazioni. E’ stato molto divertente (e trasgressivamente coincidente) quando uno dei due, Emanuele un calciatore semi professionista, ci ha detto “guardate un pò” e tirandosi giu l’elastico dello slip ci ha fatto vedere un tatuaggio eloquente :)

Inutile dire che con Max Damioli abbiamo già iniziato a parlare di collaborazione che preludiamo entusiasticamente prospera in ogni ambito delle reciproche esistenze professionali e non.

Morale del discorso e del titolo del post: qualsiasi situazione può portare divertimento (necessario!!!), esperienze, informazioni e fioriture inaspettate. Quello che il cuore considera “buono” ha sempre del buono, immediato o futuro. Non facciamoci domande, assecondiamo l’essere, il fare arriverà come logica conseguenza. Essere aperti e fluire nell’esistenza è sempre foriero di opportunità, l’importante è assecondarle e non avere pronostici prefissati né preconcetti.

Vivi, ama, divertiti, fluisci, aspettati il meglio e goditelo, sempre!

Per info sui corsi di Performance Strategies clicca QUI troverete anche nelle risorse gratuite un ebook di Max Damioli “Progetta la tua Felicità: le 7 convinzioni segrete dell’amore per te stesso”.

Per le info del corso I.O. Inside Out, condotto da Max Damioli clicca QUI

Benediciamo e creiamo per risanare il Pianeta

Cari Amici
ci sembra un momento in cui possiamo davvero impegnarci a dimostrare quanto sia vero quello in cui crediamo e soprattutto quello che la nostra parte divina SA. Un momento, per l’insieme di situazioni che si stanno proponendo: dal Giappone ai fatti recenti del Nord Africa, alle antiche profezie, dalla consapevolezza collettiva in espansione (per alcuni in modo frammentario e incerto) al desiderio di cura e d’Amore che il pianeta chiede. Dobbiamo stabilizzare al meglio uno stato che “comunque” ci è necessario per vivere con il senso profondo e gioioso che un’esistenza piena e centrata richiede.

Facciamo prima un discorso “pesante” così ci togliamo inutili giri di pensieri ossessivi. Se dovesse davvero verificarsi la profezia del 2012 con la fine di tutto sarebbe uno stato così radicale e totale che non varrebbe neppure la pena di averne paura. Quando dovesse accadere per tutti che senso avrebbe temerlo? Cosa potremmo “salvare” se non la nostra anima? O per chi non ha fede neppure quella… ?
Questo ovviamente non è quello in cui crediamo ma vedendola nell’ottica dei disfattisti non ne avremmo neppure timore poiché la morte comunque è soltanto un cambio di energia, un cambio di dimensione, e lo descriviamo in modo ancora più definito e accurato nel nostro prossimo testo che uscirà a breve “La morte della morte”.

Ora siamo comunque qui su questo pianeta, vivi e con l’intenzione di partecipare attivamente alla vita più gioiosi che mai.

Se queste “tragedie” possono effettivamente servire a scatenare l’amore e la compassione umani siamo perfettamente d’accordo nello sfruttare questa loro caratteristica per il bene dell’umanità e del mondo, ma concentrarci su queste cose con paura e timore finiamo per seminare ulteriore panico nell’attesa tremebonda di nuove devastanti scosse o dello scoppio imminente delle centrali nucleari (che più e in più ci aspettiamo più probabile sarà che si verifichino) … allora no! Preferiamo starne fuori.

Non vogliamo stare a ripetere i concetti triti e ritriti, ci basti ricordare uno dei pilastri Huna “MAKIA – L’ENERGIA VA DOVE SI DIRIGE L’ATTENZIONE” e noi preferiamo indirizzare l’attenzione verso l’amore e la pace concentrandoci in primo luogo sulla pace interiore di noi stessi. Questo è il grande lavoro che dobbiamo fare e possiamo fare… perchè noi… ognuno di noi ha un infinito potere ma solo su sè stesso. Facciamolo esplodere ed espandere lì, dove possiamo, concentriamolo lì!

Finchè continuiamo a concentrarci sul lì fuori è un continuo spreco di energia. Certo l’unione fa la forza lo dice Gesù stesso “Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” ma è anche vero che “la Pace comincia da Te” e per guarire non c’è bisogno di nessun altro che di me stesso. Per guarire si intende guarire io ma guarire anche l’umanità intera della cui percezione io sono responsabile al 100%.

Allo stesso modo accusare di improbabili responsabilità l’ Elite di Potere, le Società Segrete, il Cospirazionismo, l’ HAARP, gli U.F.O, lo Scudo spaziale, il Controllo mentale, la pazzia umana… spiacenti non ci interessa!

“Agisci come se fossi Amore” …è molto più semplice di quel che può sembrare! SIAMO UNO è NOI SIAMO DIO.  Bene allora cominciamo ad agire da Dio e a smettere di concentrarci sui problemi anzichè sulle soluzioni! Cominciamo a farlo… indipendentemente da chi ci segue e da chi ci crede.

Noi sappiamo che è così e facciamo la nostra parte che è decisamente più che sufficiente!
Il potere dell’Intenzione è immenso… affidiamoci ad esso! “Non si può” non fa parte del nostro linguaggio.
Insieme si può ma anche da soli si può e più tanti soli siamo più siamo tanti in azione.

La paura congela qualsiasi azione e pensiero, è arida, inutile ed è l’esatto opposto dell’Amore. Quello in cui noi crediamo (e sappiamo) è che siamo portatori di un immenso potere, che abbiamo modo di sperimentare e provare in questo viaggio terreno.
Ognuno di noi ha nel cuore (che ce se ne renda conto oppure no) certezza e consapevolezza di essere parte integrante del tessuto cellulare del Tutto e con questa certezza dobbiamo procedere nell’essere davvero un Tutto Unico. Un immenso organismo che respira un unico respiro, ritmico, fluido, vivo, sano. Come sempre la pace comincia da me. Ognuno di noi è un immenso “me”, che unito ai miliardi di personali consapevolezze davvero fa la differenza e ha il potere di risanare il Tutto.

Siamo ormai collettivamente consapevoli che il bene infinito esiste in ogni cosa, è già in ogni cosa e attende solo un segnale da parte nostra per manifestarsi in modo evidente a noi. La benedizione è questo segnale.
Benedire, in tutte le antiche tradizioni esoteriche significa riconoscere il divino presente in ogni cosa. E questo dovrebbe essere ovvio dato che tutto ciò che è… è divino, ma paradossalmente così ovvio non appare.
La capacità di trasmutazione energetica che possiede questo strumento è incredibile.

Benedire senza giudicare, ma solo riconoscendo la bellezza in ogni cosa, in ogni evento, perché comunque parte perfetta del Tutto. Nessuna giustificazione, semplicemente accettazione di ciò che è, perché se è così significa che va bene così. In questo modo ci liberiamo di tutta l’energia negativa che percepiamo (perché sia chiaro, essa non esiste di per sé, non è un’essenza oggettiva, dipende sempre dalla nostra percezione).
Così facendo non condoniamo o giustifichiamo le azioni o i fatti che non condividiamo o che ci impauriscono, ci limitiamo a riconoscerne comunque la matrice Divina pertanto la loro perfezione all’interno del Tutto.

Non diamo il nostro benestare a che il fatto si ripeta o si ripresenti o che la situazione si verifichi nuovamente con il medesimo bagaglio di dolore e frustrazione ma riconoscendone l’origine Divina ne trasmutiamo l’energia rinunciando semplicemente alla nostra modalità di interazione che si è rivelata poco produttiva.
Se noi restiamo indifferenti a ciò che di “brutto” accade nel mondo o ci facciamo prendere dal panico o ci immergiamo che sia in diretta (nei fatti quotidiani) che tramite i mezzi di informazione (nel caso di situazioni globali) nella condivisione del dolore non saremo utili a nessuno (nemmeno a noi stessi, anzi sperimenteremo dolore, frustrazione e smarrimento, energie che porteranno le nostre vibrazioni e la nostra fiducia in una zona congelata e inutilizzabile) e nemmeno modificheremo la nostra percezione di determinati fatti che sono comunque entrati nella nostra realtà con una ragione ben precisa.

Nell’essere testimoni consapevoli anche delle situazioni più tragiche e nel scegliere di modificarne l’impatto energetico sulla realtà, saremo davvero operatori di luce efficaci, utili a noi stessi e determinanti per la pace e la beatitudine cosmiche.
Se noi riusciamo a liberarci dell’energia negativa che la nostra percezione diffonde benedicendo anche tutto che ci appare enormemente tragico, saremo davvero liberi di costruirci la realtà migliore possibile per noi e per tutti. E per dirla con Gregg Braden “quale essere potentissimo può permettersi di agire in questo modo?”

Questi video sono un’unica meravigliosa meditazione consapevole, permettono di allenare le nostre creazioni in modo piacevole e concreto. Noi la stiamo facendo ogni giorno, uniAMO i nostri intenti di Amore! Passaparola a chiunque conosci, con l’esempio, con la condivisione, con l’Amore qui e ora.

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