Cerchio della Vita

Perchè i seminari hanno un costo ?

Si è scatenata una triste “polemica”  all’annuncio dell’imminenza di un grandissimo evento, come la venuta in Italia di Carlos Barrios, il divulgatore della cultura Maya nel mondo, stimato antropologo e sacerdote Maya lui stesso. Il motivo del contendere è l’alto costo del seminario che Carlos terrà a Trieste il 3 e 4 febbraio prossimi. Noi Josaya abbiamo cercato di restare fuori dalla discussione per lasciare i nostri lettori completamente liberi di esprimersi da un lato e dall’altro per non focalizzare l’attenzione su ciò che percepiamo come dissonante. Tuttavia la questione non accennava a smorzarsi. Ecco di seguito l’illuminato intervento di Rudy Carone dei Gendai Reiki Italia, organizzatori dell’evento. Con la pacatezza che lo contraddistingue in ogni sua manifestazione (lui è uno stra grande anche per questo) è riuscito ad esporre dei concetti veramente condivisibili a 360 gradi.

Buongiorno a tutti!
Io sono uno degli organizzatori dell’evento di Carlos Barrios a Trieste. Mi trovo spesso a confrontarmi con questo tipo di tematiche, e vorrei condividere la mia visione. Per quello che riguarda il prezzo, umanamente parlando, sono d’accordo sul fatto, che, soprattutto visto il periodo, non è economico.

Nelle nostre attività, compreso il Cerchio della Vita, (evento che portiamo avanti a Trieste) noi cerchiamo sempre di venire incontro ai bisogni di tutti, e non lasciamo mai che i soldi possano essere un problema per chi vuole veramente partecipare o conoscere, questa è sempre stata una nostra prerogativa e chi ci conosce lo sà. Infatti ad esempio la conferenza del venerdì cerchiamo di tenerla ad un prezzo modicissimo (10 euro) per renderla usufruibile a tutti, nonostante ad esempio la sala ci costi 600 euro. I prezzi del seminario gli ha indicati Barrios stesso e su questo poco possiamo fare.

Detto questo, bisogna tenere in conto molti fattori, ad esempio che ci sono i costi dell’aereo per 2 persone, l’albergo in cui lui alloggerà, con i rispettivi pasti, e il traduttore, e sono spese alte, che non è detto possano essere completamente coperte dai seminari( non si può prevederlo prima).

Oltretutto questa persona per due settimane deve lasciare tutte le sue attività per venire qui. Tutto sommato il costo ha il suo perchè. Averlo qui è un occasione, altrimenti l’opzione è andare in Nicaragua….e i costi sarebbero decisamente altri.

Trovo una grande fortuna avere la possibilità di incontrare certe persone qui, e spesso ciò che diamo a loro è la possibilità di dedicarsi all’insegnare a tempo pieno ciò che sanno.

Carlos Barrios ad esempio vive in una casa in periferia tutt’altro che ricca, anzi senza l’ausilio di comfort di cui invece beneficiamo abbondantemente.

Io penso che l’importanza del suo messaggio, verrà evidenziata nella conferenza, a cui possono accedere tutti, e i contenuti della stessa, troveremo sicuramente il modo di passarli a più persone possibili, anche grazie ai nostri amici di Josaya.

Per le tecniche delle due giornate, credo che ognuno debba capire per sè quanto è realmente interessato.

Non credo sia una questione di soldi o meno. Sono d’accordo con Barbara sulla sua visione del mondo futuro, ma vorrei evidenziare un aspetto che viene spesso dimenticato: L’impegno.

Io tutti i miei percorsi li ho sempre pagati, a prezzi molto alti, molto più alti di questi, e senza mai recriminare, perchè non giudicavo mai in base ai soldi, ma all’impegno che partecipare a quel seminario o percorso, mi ci sarebbe voluto.
Per alcune delle cose che ho fatto, ho dovuto lavorare un anno intero, mettendo via tutto ciò che riuscivo, sacrificando tempo libero, ferie, ecc.. e per me questo era il valore che davo a ciò che facevo.

Qualcuno dice che i grandi maestri non chiedevano niente per i loro insegnamenti.

Al contrario chiedevano tutto! Gesù, chiese ai suoi apostoli di lasciare tutto e seguirlo, Buddha anche, e così pure i maestri zen e di ogni altra estrattura filosofica e spirituale. Chi di noi oggi risponderebbe “SI!”?. La domanda è cosa sei disposto ad osare per ottenere la conoscenza che vuoi?.

Un tempo per ottenere ciò che oggi possiamo imparare in un seminario bisognava dare il proprio tempo e il proprio servizio al proprio maestro. Oggi che il tempo è poco e la società vive di altri ritmi, noi diamo qualcosa in cambio, che equivale al nostro servizio e al nostro tempo. la nostra energia, di cui il denaro è una forma, non la migliore certo, ma la più pratica.

Il denaro forse è sostituibile anche nella mia visione, ma non l’impegno. Tante persone vogliono ottenere risultati con il minimo sforzo, dimenticando che non è nella tecnica, ma nel viaggio intrapreso per conoscerla e nelle sue avventure e avversità, si trova ciò che si cerca.
Einstein diceva che nessun problema può essere risolto al livello di coscienza che lo ha creato.
Se non facciamo niente di diverso da ciò che facciamo di solito non otterremo mai risultati diversi da quelli che otteniamo quotidianamente.

Se non mettiamo dentro qualcosa di noi, se non siamo disposti a dare niente di più di quello che ci è comodo dare, dopo che abbiamo fatto tutto ciò che “è importante” allora difficilmente una via o una tecnica, qualsiasi essa sia, ci darà un reale beneficio.
Questo è l’unico metro di misura che per me è importante.
Spero di non aver creato fastidi con queste mie parole, nel caso mi scuso perchè non era nelle mie intenzioni, voglio solo condividere un altro punto di vista.
Un caro saluto a tutti voi che partecipate a questo forum e alle attività di Josaya,con tanta dedizione, perchè è grazie a questo movimenti che il mondo può cambiare il suo sogno attuale, e la coscienza collettiva può fare un salto.
con amore
Rudy

A Mabel Katz, in occasione del suo primo seminario in Italia l’ottobre scorso, ponemmo una domanda assolutamente in tema con l’argomento che stiamo trattando. E anche lei in quella sede ci diede una risposta che ci piacque parecchio!

Giò: Una domanda molto materiale. Cosa diresti alle persone che si lamentano del costo eccessivo dei seminari?

Mabel Katz: La prima cosa da focalizzare è che se tu devi essere qui, sarai qui! Il denaro arriverà, ma devi saper lasciare andare. Devi permettere all’Universo di procurarti il denaro che ti serve per essere dove devi essere. Ma senza continuare a lamentarti, a criticare… quello non ti porta i soldi che ti servono! Adesso vi dirò cos’ho imparato dal mio maestro Ihaleakala Hew Len. La prima volta che organizzai un suo seminario a Los Angeles, gli dissi: “Ci sono un sacco di persone che vorrebbero venire, ma che non possono pagare”. Egli mi rispose: “Puoi fare quello che vuoi, ma ricorda che quando tu aiuti qualcuno ad attraversare il fiume, non solo privi quella persona della possibilità di imparare ad attraversare il fiume da solo, ma tu ti carichi del peso della sua esperienza mancata, sulle tue spalle, e non è giusto assumersi il peso degli altri.” Io non so cosa sia giusto per me, come faccio a sapere cosa sia giusto per gli altri!

Delle volte, delle persone costringono altre persone a venire ai seminari, magari pagano loro la quota di iscrizione, ma non serve a niente! Perché se le persone non sono pronte a ricevere determinate informazioni, sembra che ricevano delle notizie, degli insegnamenti da me, ma non è così! Le informazioni arrivano direttamente dal divino e non tutti ricevono le stesse informazioni. Tu ottieni in base a quello che dai e a quello che sei pronto a ricevere e a comprendere. Quindi è importante rispettare questa regola. Se ci dispiace per le altre persone, non stiamo facendo loro del bene, non li stiamo aiutando! Ho-oponopono è dire “mi dispiace” per quello che c’è in me per cui le altre persone non possono venire, questo aiuta! Perché stai affidando quelle persone al Divino. Se quelle persone devono venire qui Dio le aiuterà, non io!

Ho delle storie bellissime da tutto il mondo, di persone che non potevano venire perché economicamente non se lo potevano permettere, e sono accadute loro delle cose bellissime che hanno procurato loro i soldi necessari! Quindi se tu devi essere qui sarai qui, ma devi saper lasciar andare! Devi dare il permesso all’Universo. Ma vedere le persone come delle vittime come dei poveri compatibili, non le aiuta. Se io sono ok, tutto il resto sarà ok! Le persone che stanno venendo, sono le persone giuste che devono venire! Noi siamo il problema, non siamo quelli che devono essere ripuliti. Ecco perché saremo qui domani! Qualunque cosa metteremo a posto dentro di noi, verrà messo a posto anche fuori!

Io Amo Ho-oponopono e funziona per chiunque, ma non è per tutti! Ci sono persone che sono troppo assuefatte ad agire e comportarsi come se fossero delle vittime delle circostanze o a lamentarsi, è la loro scelta; sono libere! Chi sono io per dire loro cosa devono fare? Io semplicemente lascio andare e le giuste persone arriveranno! Non è importante il numero delle persone presenti, la cosa importante è che siano le persone giuste! Se c’è una sola persona che non vorrebbe essere là, ma c’è… è un guaio! Tutto andrà male! Noi puliamo per questo!

 

 

 

 

 

Tante dottrine una sola verità: l’Amore

Con la coscienza che siamo un’unità chiamata umanità, dove possiamo andare tutti assieme, mettendo in coerenza i nostri cuori e le nostre menti, in un intento comune di armonia e pace?

Questa domanda non è certo nuova, né forse originale, ma di certo provare a dare una risposta è ancora, e sempre di più, un imperativo per tutti noi.
Di ciò che ci differenzia gli uni dagli altri, ne siamo perfettamente a conoscenza, siamo perennemente in contatto con una realtà di divisione, tra popoli, stati, razze, ceti sociali, religioni, filosofie, educazione ecc….
Eppure, se ci prendiamo il giusto tempo e il giusto atteggiamento per farlo, potremmo molto facilmente constatare che sono di gran lunga molti di più i punti che abbiamo in comune che non quelli che all’apparenza ci separano.
L’umanità è una, ma soffre di personalità multipla, è una, ma pensa di essere tante, il nostro problema collettivo, è un problema di identità, di chi pensiamo di essere.
Potremmo davvero per un attimo chiudere gli occhi e riflettere su questo punto:

Ciò che definisco me stesso, è una forma dove tante vite si combinano tra loro, nascono e muoiono, ciò che definisco me stesso, è letteralmente una forma, attraversata dalla vita.
Esattamente come l’umanità, un’unità attraversata da tutte le nostre vite. Noi siamo cellule di questa unità, e come accade nel corpo umano, quando le cellule dimenticano di essere connesse le une alle altre, quando perdono la comunicazione armoniosa tra esse e con l’unità, si viene a creare ciò che chiamiamo tumore o malattia.
La comunicazione è guarigione. Quando le parti comunicano in modo proficuo tra di esse, abbiamo come risposta una relazione armoniosa, sia che parliamo di cellule, che di persone, coppie, amici o nazioni.
Non dobbiamo fonderci in un’unica idea, un unico credo, un unico sistema o tradizione, ma condividere ciò che ci unisce, entrare in comunicazione con noi stessi, con gli altri e con la vita. Ognuno nella sua splendida diversità, con la coscienza di far parte di questa unità chiamata umanità.

Carlos Barrios, forse il divulgatore con più autorità sulla cultura e sulla tradizione maya, rispetto alle profezie degli stessi riguardanti  il momento storico che stiamo vivendo, in una sua intervista ci dice questo:

“Viviamo in un mondo di polarità, giorno e notte, uomo e donna, positivo e negativo. Luce ed oscurità hanno bisogno l’una dell’altra, rappresentano un equilibrio. In questo periodo specifico il lato oscuro è assai forte, ed i suoi rappresentanti mantengono saldamente la propria visione, priorità e gerarchia. Dal lato della luce tutti pensano di essere i più importanti, che le loro visuali o quelle dei loro gruppi siano la chiave, c’è competizione, divisione, dispersione e assenza di un unico obiettivo.
Sviluppatevi secondo la vostra tradizione e date ascolto al cuore, ma ricordate di rispettare le diversità e di perseguire l’unità.”

Queste parole sono perfette per riassumere dei concetti che ci sono molto cari.
Possiamo cominciare a rispondere a nuove domande, più interessanti di quelle che ci siamo posti fino ad adesso, possiamo veramente guardarci e muoverci per quello che siamo, un consorzio di vite accomunate da un medesimo destino, una medesima forma, che se cosciente di questo, può realizzare e pensare ciò che è stato impensabile e inimmaginabile finora.

La coscienza è una, indicata da tante dita, questo è uno degli insegnamenti comuni a tante culture, da quella aborigena,  a quella nativo americana, di quella hawaiana e di quella andina. Il problema di tanti praticanti delle svariate vie e percorsi personali, è quello di pensare che le dita siano la coscienza. E  associandoci al concetto di Carlos Barrios, che il proprio dito sia quello più importante.
Se per un attimo alziamo lo sguardo dalle nostre dita e intrecciamo le mani connettendoci assieme, allora potremo rispondere davvero alla domanda iniziale o perlomeno provare a farlo.

Il cerchio della vita ha molte voci, che cantano la stessa canzone, interpretandola e arricchendola con i propri  differenti colori.

Se tutte le persone che fanno reiki, yoga, pranic healing, reconnection, shiatsu, sciamanesimo hawaiano, percorsi nativo americani, andini ecc… ma anche quelle che non seguono nessuna di queste pratiche o vie, ma semplicemente ricercano la bellezza nella propria vita, trovassero un focus comune, camminando le proprie parole come direbbero i nativi americani, allora forse vedremmo un maggior equilibrio tra la luce e l’oscurità come dicono i maya, o forse potremmo incominciare a cambiare il sogno di questo pianeta, secondo la visione tolteca.

Con la coscienza che siamo un’unità chiamata umanità, dove possiamo andare tutti assieme mettendo in coerenza i nostri cuori e le nostre menti, in un intento comune di armonia e pace.

Rodolfo Carone e Francesca Tuzzi
Gendai Reiki Italia

Per informazioni e iscrizione al seminario di Carlos Barrios clicca QUI

Carlos Barrios l’ultimo sacerdote Maya in Italia – Seminario sul 2012

Noi a Trieste con Carlos Barrios ci saremo, vieni anche tu?

ATTENZIONE:

Siamo appena stati avvisati che
CARLOS BARRIOS
è convalescente in seguito ad una brutta polmonite!

IL SEMINARIO E’ STATO ANNULLATO

Gendai Reiki Italia

 

Carlos Barrios in un’intervista faceva delle dichiarazioni decisamente allineate con tutti i presupposti che stanno alla base del cerchio della vita. Barrios sostiene che secondo la sua tradizione quest’epoca è un’era molto particolare, un momento di grande trasformazione, in cui c’è un bilanciamento tra le forze che si muovono in una direzione, che non vogliamo definire negative, e le persone e le forze che si muovono verso la luce, che però sono coinvolte in un grande inganno: quello di sentirsi separate le une dalle altre.

Ed è questa la sfida che noi dobbiamo affrontare in questo preciso momento storico. Ci sono sempre più persone che si occupano di grandiose discipline, che seguono dei percorsi evolutivi, che si occupano di crescita personale, bellissime tecniche, che però rimangono tecniche. Sono dita che indicano la direzione! Certo tutte indicano la direzione corretta, ma non sono la direzione. Tutte le tecniche funzionano!

E’ umano che il nostro ego ci faccia pensarte che la propria tecnica sia migliore delle altre, invece le tecniche passano, cambiano, si trasformano, ci trasformano. Ari Lusenti, ci ha detto che qualche tempo fa ha sentito un maestro esprimersi in questo modo: “Nel processo di guarigione la tecnica che si usa conta per il 10% il restante 90% lo fa l’Amore!” Per questo quando qualcuno conosce una tecnica valida, e soprattutto semplice, non vale la pena che ne impari un’altra, è bene che pratichi, che utilizzi e divulghi quella che conosce a fondo, non c’è bisogno di cambiare tecnica… tutte le tecniche indicano la stessa  direzione.

Quelle che fanno davvero la differenza sono sempre le persone. Non è la bacchetta che fa la magia, è il Mago. E questo il grande inganno in cui incorriamo in questa tecnica. Siamo divisi! Spessissimo siamo sostenuti dagli stessi valori, ci dirigiamo verso la stessa meta, seguiamo la stessa direzione, ma restiamo divisi. La mia tecnica è più efficace della tua. E non ti sto neanche ad ascoltare, perché io sono meglio, io sono più evoluto, più avanti. E’ questo l’inganno! In realtà tutte le tecniche sono ricchezze, nella diversità sta la nostra maggiore ricchezza. E’ bellissimo che ci siano così tante dita. Ma non devono essere dita in competizione, fanno tutte parte della stessa mano, dello stesso corpo, della stessa unità.

E Carlos Barrios sostiene proprio questo:

“E’ tempo che le persone che hanno valori comuni si uniscano coerentemente, mettendo insieme i propri cuori. Non è importante da che parte del mondo arriviamo, è importante dove possiamo andare tutti quanti assieme”.

Questo è il messaggio che Barrios diffonde.

Carlos Barrios di origine spagnola è nato a El Altiplano, in Guatemala. E’ uno storico antropologo e alacre ricercatore, autore del libro intitolato, in spagnolo “Kam Wuj: El Libro Del Destino”, edito in italiano da Verdechiaro Edizioni “Il libro del Destino”.

Barrios vive a Huehuetenango,  nella tribù di Mam del popolo Maya. Con altri Maya e altri depositari di tradizione, i Mam vengono considerati i custodi del tempo.
Carlos Barrios dall’età di 19 anni studia con gli “anziani della tradizione”, superando il percorso per diventare un Ajq’ij cioè un sacerdote cerimoniere e guida spirituale del Clan dell’Aquila.. E ci racconta che i Custodi Maya del Tempo vedono il 21 Dicembre 2012 come una rinascita. Il mondo non finirà, ma sarà trasformato.

Video da cui è stato ricavato il testo con Paolo Fabian, Ari Lusenti e Rudy Carone, al Cerchio della Vita 2011

Gendai Reiki: Carlos Barrios per la prima volta in Italia dopo la pubblicazione del suo libro, sarà a Trieste per due eventi imperdibili. Non esitare, non potrai più dire di non sapere…

Venerdi 20 gennaio 2012, ore 20.00: CONFERENZA  2012: fine di un ciclo lungo e inizio? di che cosa?

Sabato 21 e domenica 22 gennaio 2012, ore 9.30-18.30 (con pausa pranzo non incluso): SEMINARIO

WAKIB UKUX: straordinaria tecnica Maya che ti permette di sviluppare la percezione e di aumentare l’intuizione, attivando la ghiandola pineale, il cosiddetto terzo occhio. Impari come disfarti della rigidità della personalità e a connetterti al fuoco interiore di Madre Terra, il potere dell’energia femminile.

e

TZOLKIN – il calendario Maya: Conosciuto come astrologia maya, lo Tzolkin è il calendario sacro, uno dei venti calendari del mondo Maya, la base della spiritualità di quel popolo. Le informazioni che ci sono arrivate fino ad ora sullo Tzolkin non sono corrette, l’interpretazione di Barrios è l’unica riconosciuta dagli Anziani Maya del Guatemala e del Messico.

E’ uno strumento straordinario che ti permette di viaggiare dentro te stesso per scoprire i tuoi talenti, le tue capacità, i tuoi punti di forza e quelli deboli, gli aspetti da migliorare e trovare lo scopo della tua esistenza. I Maya erano un popolo felice perchè ognuno viveva in armonia con la sua energia.

Questa tecnica permette di apprendere a relazionarsi in maniera armoniosa con gli altri.

Lo Tzolkin si compone di venti glifi o segni o giorni, e ogni persona appartiene ad uno di essi, a seconda del giorno di nascita. Conosci quindi l’energia di ogni giorno e l’influenza che può avere su di te.

La conferenza si terrà presso:

NH HOTEL TRIESTE Corso Cavour 7, Trieste

Il seminario si terrà presso:

GENDAI REIKI ITALIA Via Beccaria 7, Trieste

Investimento:

-conferenza: 10 euro (5 euro  per i partecipanti al Cerchio della Vita ottobre 2011, previa prenotazione via email!)

-seminario: 300 euro acconto prenotazione (non rimborsabile) 30 euro, clicca QUI. Il rimanente 270 euro lo pagherai direttamente a Trieste prima dell’evento.

Per info e prenotazioni: info@gendaireiki.it  3493604929 Francesca Tuzzi

 

ATTENZIONE:

Siamo appena stati avvisati che
CARLOS BARRIOS
è convalescente in seguito ad una brutta polmonite!

IL SEMINARIO E’ STATO ANNULLATO

Gendai Reiki Italia

Dal Cerchio della Vita di Trieste con Amore

Eccoci alla nostra postazione per comunicare in diretta con voi con  Alvise Fedrigo responsabile Macro Eventi

Un piccolo resoconto più che altro emotivo sul “succo” di ciò che abbiamo vissuto a Trieste, dove tutto è andato ben oltre le nostre più rosee aspettative (che cerchiamo sempre di non avere ;)! Quattro giorni pieni di input e densi di amore, di significato, di emozioni, di abbracci, di conoscenze, di progetti anche importanti, di commozione, esperimenti, conoscenze fisiche, mentali, sensoriali. Un piacere immenso è stato conoscere tantissimi lettori che sono venuti appositamente a trovarci per condividere insieme queste 4 giornate che aspettavamo con gioia da oltre un anno. Un’energia tangibile scaturiva da ogni dove caricandoci di entusiasmo come è accaduto a tutte le persone che sono transitate in questo evento straordinario. Un vero e proprio Cerchio dove, come dice lo slogan, molte voci hanno cantato un’unica canzone chiamata Amore.

Un ringraziamento ai nostri amici Gendai Reiki, “fratellini” di cuore, che ci hanno accolto, coinvolto e fatti sentire davvero a casa, momento per momento. I Gendai, autori di vari post per i nostri blog, sono un’entusiasta tribù di ragazzi dai sorrisi scintillanti, e sono gli illuminati ideatori e creatori del Cerchio della Vita, una manifestazione unica nel suo genere. Una squadra compatta che dell’Amore ha fatto uno stile di vita quotidiano, frizzante e naturale, una divertente brigata che non sarebbe possibile non adorare. Essere con loro è sempre facile, divertente e molto, molto propositivo su tutti i livelli.

E’ stata anche l’occasione per inaugurarci in un grande evento come relatori. La voce del gruppo è di Jo (Giovanna Garbuio, straordinaria comunicatrice) che ha condiviso un approfondimento sul tema Memorie condivise, i problemi come opportunità, (capitolo 10 della Pace comincia da Te) magistralmente accompagnata dalle slides di Sandro. Tutti insieme abbiamo poi condotto tutti i partecipanti in una meditazione Ho-oponopono con le preghiere che abbiamo scritto appositamente per il libro di carta “La Pace comincia da Te“. Questo testo è disponibile da fine settembre in tutte le librerie d’Italia, e con nostra soddisfatta sorpresa staziona ai primi posti delle classifiche di settore. E’ stato molto coinvolgente anche per noi meditare in diretta con così tanto pubblico concentrato e commosso, riuscendo ad entrare tutti insieme in un Cerchio emotivo e sincero.

 

 

Il saluto hawaiano e la ciotola di Luce

Secondo la tradizione hawaiana, le parole contengono mana, energia vitale, creativa, ed è molto importante il modo in cui vengono usate. Non a caso esiste un detto importante che recita così: “aia ke ola i ka waha, aia ka make i ka waha”, che letteralmente si traduce in: “la vita è nelle parole, la morte è nelle parole”.

Concetti simili li troviamo anche nella cultura giapponese, che crede che le parole contengano uno spirito, e se recitate con coscienza come un mantra ad esempio, abbiano potere e possono influenzare la realtà. Questa arte si chiama kotodama, e scomponendo i 2 kanji, gli ideogrammi, che compongono questo termine, troveremo proprio un ideogramma che vuol dire Spirito e l’altro parola, lo Spirito della parola.

Gli Hawaiani salutano tipicamente con la parola Aloha, che ha molteplici significati, tra cui condivisione del proprio respiro o della piena presenza con l’essenza della vita. Quando si pensa o si dice la parola Aloha, secondo tradizione, si crea un contesto di armonia e amore, inteso come la gioiosa coscienza dell’unità.

Oltre alle parole secondo il pensiero indigeno, anche le ossa contengono mana, e molto importante è l’osso frontale, che contiene la vera essenza del nostro essere. Quando si condivide un saluto tradizionale hawaiano con qualcuno, si pone delicatamente la propria fronte contro la sua, e questo gesto apre la nostra vera essenza senza maschere gli uni agli altri. Unendo le nostre fronti, prendiamo un bel respiro assieme, condividendo così l’essenza della vita e la coscienza della connessione con la sorgente unica che ci lega.

Questo tipo di saluto permette di fermare la mente, e di essere totalmente presenti con se stessi, con la persona che stai salutando, e con la vita che stai condividendo.

Il saluto Aloha è spesso seguito dalla frase “Pehea la ka?”, oppure “Pehea Piko kou?”. “Pehea la ka? “ si traduce letteralmente in “Come sta il tuo Sole?”, ma questa frase ha anche un significato simbolico. Si riferisce a quella che alle Hawaii è definita la propria ciotola di luce, ed è una richiesta premurosa e attenta che concentra l’attenzione sulla condizione della luce dentro di noi.

Per capire bene questo concetto, bisogna conoscere la storia che tradizionalmente viene raccontata ai bambini hawaiani, per insegnare loro l’importanza di una vita “pono”, corretta, giusta, armoniosa.

Questa semplice parabola, racconta che ogni bambino alla nascita è una meravigliosa ciotola di luce perfetta. Se lui nel corso della sua vita farà scelte che tenderanno alla luce, con pensieri, parole e azioni, potrà avere la forza per fare molte cose, nuotare con lo squalo, volare con il falco, comprendere e conoscere tutto.

Se invece cederà alla rabbia, alla paura, al risentimento, all’invidia, lascerà cadere nella sua ciotola una pietra. La Luce e la pietra non possono condividere lo stesso spazio, per cui un po’ di luce si spegnerà.

Se continuerà a mettere pietre nella ciotola, la luce alla fine uscirà, e diventerà lui stesso una pietra, e la pietra non cresce, e non si muove. Ma se in qualsiasi momento si stuferà di essere una pietra, tutto quello che dovrà fare è “huli”, girare, capovolgere la ciotola, pulirsi dalle pietre, e la sua luce tornerà, brillando ancora nel mondo, e potrà così crescere di nuovo.

Quindi chiedere “Pehea la ka?”, vuol dire, come sta la tua ciotola di Luce? La stai facendo brillare, o ci sono delle pietre che ne offuscano il suo brillare?

Ancora una volta non si possono non osservare le similitudini con la cultura giapponese, dove esiste il concetto dei kami, esseri di luce, le essenze divine dell’universo, che sottendono a tutte le manifestazioni della vita, i pionieri, coloro che siamo destinati ad essere.

L’uomo si dice è il bambino dei kami, ne contiene in sé l’essenza e l’informazione, e suo compito è vivere una vita alla ricerca dell’armonia e della bellezza per percorrere il suo “michi”, la sua strada verso la luce. Anche nella cultura giapponese viene insegnato che l’essenza dell’uomo è pura e limpida come uno specchio, si può solo dimenticarsene, e allora si depositerà della polvere, della sporcizia che ne coprirà la superficie, (kegare, sporcizia appunto), che può essere pulita, attraverso riti, preghiere, atte a riportare la giusta coscienza, e far risplendere nuovamente lo specchio.

Infine “Pehea piko kou?” si traduce in “come stà il tuo ombelico?”. Anche qui abbiamo un profondo significato simbolico, il Piko qui è inteso come ombelico, ma può voler dire anche sommità del capo, o genitali.

Nell’intenderlo come Ombelico, si vuole evidenziare il legame che l’ombelico ha come centro di energia spirituale che ci unisce ai nostri genitori, fratelli e parenti in vita sulla terra in questo momento.

Quindi nel chiedere “pehea piko kou?”, chiediamo “come stà la tua famiglia?”.

Curiose anche qui le connessione con il pensiero taoista, che individuano nella zona dell’ombelico (due o te dita sotto), il Seika Tanden, ovvero il centro energetico dell’individuo, il punto di raccolta del Qi, dell’energia. Esistono anche altri due Tanden, superiore e inferiore, e guarda un po’ non discostano di molto dalle descrizioni delle posizioni delle zone chiamate Piko dagli hawaiani.

Il linguaggio è molto importante nella lingua hawaiana così come in altre tradizioni, perché contiene al suo interno la saggezza e la connessione amorevole con il creato, le parole contengono uno spirito, e il potere di portarci verso la luce.

Concludiamo con questa domanda allora, “pehea la ka?”, e vi auguro così di aiutarvi e aiutarmi, a ricordarci se ce ne sarà bisogno, di pulirci dalle pietre, e far risplendere la nostra Luce.

Rodolfo Carone, Francesca Tuzzi.

Gendai Reiki Italia

 

I nostri Amici Gendai Reiki raccontati da Francesca Tuzzi

Avete visto lo spettacolo di Marco Paolini intitolato “La macchina del capo”?
Se non l’avete visto, vi consiglio di acquistare subito i biglietti; se invece siete stati tra i fortunati ad aver assistito a quest’arguta performance del grande artista, capirete quanto vi sto per dire, ricordandovi delle grasse risate suscitate dalla rievocazione dell’infanzia e dell’adolescenza di tutti noi, in cui ognuno si è riconosciuto in uno o più dei personaggi da lui interpretati.

Se ci pensiamo bene, sia all’asilo che alle elementari prima e alle medie poi, senza parlare delle superiori e di altri contesti di gruppo, c’era sempre almeno un tipo con gli occhiali, uno con i dentoni, quello timidone, quello un po’ strambo, lo spilungone, il boss, ecc.
Ecco, io non saprei darmi una definizione precisa, ma sicuramente fin da piccola ero quella che preferiva starsene per conto suo, salvo rari momenti in cui, presa da un raptus di inspiegabile entusiasmo ed altruismo, decideva di inserirsi nei vari gruppetti per vedere cosa sarebbe accaduto.
Per questo motivo mi scappa da ridere e non riesco a trattenermi!
Da quando la meravigliosa Ya di Josaya, Silvia, l’angelo biondo, mi ha chiesto di scrivere QUESTO report, rido sotto i baffi e scuoto la testa.

Proprio io, l’Eremita, ho l’arduo compito di raccontare del Cerchio di cui faccio parte.
Io, che ho sempre ritenuto che se sono figlia unica, un motivo ci dev’essere: non ho ancora capito se sia la causa o l’effetto, ma sicuramente ciò ha influenzato il mio carattere e le mie relazioni.

Siccome un motivo c’è sempre, allora anche la richiesta di Silvia, non può essere un caso.
E mentre sono qui sul divano del mio salotto, con il pc sulle gambe, mi rendo conto che forse sono proprio la persona più adatta a raccontare di NOI, perché il NOI per me è stata ed è una scelta.
NOI si riferisce a 13 fantastiche persone che il 21 dicembre 2008 hanno deciso di darsi un nome: Gendai Reiki Italia.
In realtà alcuni di noi già si conoscevano da qualche anno grazie ad un corso di shiatsu, altri si sono aggiunti dopo un corso reiki, altri per amicizia…ma è come se tutti avessimo seguito un unico filo conduttore che alla fine ci ha portato proprio qui dove siamo.

Fin dall’inizio siamo stati bene assieme: ognuno con le sue spiccate caratteristiche, ognuno con la sua personale esperienza, tutti con la stessa sensazione di potersi esprimere liberamente, senza essere giudicati. Desideravamo trovare una scusa per incontrarci e fu così che iniziammo a porci degli obiettivi da raggiungere insieme: il Master Reiki nel sistema Komyo, con l’arrivo del rev. Hyakuten Inamoto a Trieste fu il primo di questi obiettivi, seguito di lì ad un anno da un viaggio in Giappone alla scoperta dei luoghi del Reiki, ma soprattutto organizzato con lo scopo di conoscere il fondatore del sistema Gendai, Hiroshi Doi Sensei.

Tutti ci dissero che sarebbe stato impossibile riuscire a muoverci in 13: 13 teste, 13 idee, 13 caratteri diversi…eppure quella fu l’esperienza che maggiormente ci unì e che determinò la successiva meta da raggiungere: la fondazione dell’Associazione Gendai Reiki Italia, la dichiarazione ufficiale di un sodalizio che tuttora ci sta dando grosse soddisfazioni.
Nei nostri incontri tenuti nella “casa di sole e d’azzurro” di Michi e Mauri (chiamata così per le pareti azzurro cielo e le solari note di colore ovunque presenti) ce ne stavamo seduti in cerchio a scambiarci opinioni, raccontarci le nostre quotidianità, svelare i nostri sogni e condividere ciò che è sempre stato il nostro leitmotiv, il Reiki.
Durante una di queste liete occasioni ci regalammo una riproduzione della Tavola Rotonda,
(che in seguito divenne uno dei nostri simboli preferiti) con tanto di Cavalieri: quella volta eravamo in 11, ma destino volle che nel giro di poco tempo si unisse a noi il 12° cavaliere, insieme a Mago Merlino.


Il significato della Tavola Rotonda, di Camelot e del Cerchio cominciarono così ad essere la filosofia più rappresentativa di ciò che volevamo realizzare: tutti con lo stesso valore, tutti sorretti da tutti e tutti volti nella medesima direzione! (vi invito a visitare il nostro sito www.gendaireiki.it alla pagina Chi Siamo – La Nostra Visione, per capire ciò che noi intendiamo per “Cerchio”).
Fu così che ci impegnammo a far diventare realtà un nostro grande sogno: unire vari esponenti di culture, filosofie e tradizioni diverse e consentire loro di interagire parlando di Vita, a loro modo, ma portando attenzione ai punti in comune piuttosto che alle differenze.
Fu così che nacque l’evento “Il Cerchio della Vita – molte voci, una canzone”.
Fu così che dedicammo un anno della nostra vita ad uscire dai nostri schemi per avvicinarci a ciò che molti credevano impossibile.
E fu così che TUTTO divenne possibile! ( guardate un po’ il sito www.circle-of-life.org )


A noi piace tanto un proverbio africano che ormai è diventato il nostro motto e recita così:
“Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai in tanti”.
A me personalmente piace andare veloce, ed effettivamente è così che mi muovo la maggior parte delle volte!
Però ho imparato una cosa: senza i miei Fratellini (come ci chiamiamo tra di noi) difficilmente riuscirei ad andare tanto lontano. Voglio dire che sentirmi sorretta, capita, spronata e perché no, anche contestata, mi aiutano SEMPRE a ricordarmi chi sono e che faccio parte di qualcosa di molto più ampio rispetto alla mia “singola” vita. Il Cerchio mi fornisce la giusta ottica con cui guardare le cose, prenderne il giusto distacco e ricordarmi che NOI siamo più importanti dei nostri problemi e che la cosa che ci accomuna TUTTI è la Vita, che non chiede altro che di essere vissuta.

Abbiamo appreso che il nostro piccolo gruppetto rappresenta in realtà una piccola società e che le dinamiche che si presentano nel nostro gruppo, sono le stesse che si verificano nella società attuale. Per questo motivo cerchiamo di affrontare quanto ci capita con l’intento di risolvere in maniera tenera e gentile qualsiasi tematica ci si presenti: pensiamo che se lo facciamo nel nostro piccolo, anche nel grande che sta là fuori ci può essere un cambiamento.

Non che sia facile. Talvolta abbiamo la presunzione di aver “capito” e quindi di essere esenti da certi problemi; il più delle volte, invece (ahimè) è come se facessimo degli enormi passi indietro e ci perdessimo in sciocchezze. La forza del gruppo però sta proprio nel fatto di ricordarci qual è il nostro intento comune e che non possiamo pretendere di cambiare il mondo intorno a noi, se non cambiamo NOI per primi! Ecco allora che ci rimettiamo in discussione, ci ritroviamo e ritroviamo ciò che ci accomuna, scegliendo insieme la nuova direzione da prendere tutti assieme, ma come un’unica entità. Lo facciamo ognuno a nostro modo, ognuno mettendo in gioco se stesso, le sue memorie ed i suoi schemi.

Come vi dicevo, IO sono quella solitaria, quella che lavora bene da sola e non in gruppo, che preferisce andare veloce ed organizzare quanto più possibile per non incorrere negli imprevisti che, come la legge di attrazione vuole, il più delle volte sembrano proprio venirmi a cercare, accipicchia! Quella che però, alla fine, non può fare a meno dei suoi Fratellini, perché con loro è come ritornare a casa.

L’altro lupo solitario è MAURI: si definisce il maggiordomo della GRI ed effettivamente è colui che si diletta a risolvere un po’ tutte le faccende (grafiche, informatiche, ecc.) in modo pragmatico ed efficace.

Poi c’è MORENA, schietta e concreta, che si occupa di far quadrare i conti e non si perde mai in chiacchiere, passando subito ai fatti, agendo di cuore e senza pensarci su due volte.

ANTO è la nostra àncora, quella che è sempre presente, che ci radica a terra, il nostro punto fermo.

MICHI invece è l’entusiasmo fatto a persona, sempre fluida nei suoi movimenti e solare nel vedere la Vita con ottimismo…non fatela arrabbiare però: è un fuocherello piuttosto scoppiettante ;D.

Leggera come l’aria e dolce come una brezza primaverile la nostra ROBY: colei che quando è presente crea equilibrio in tutti noi.

GABRY, la mondana del gruppo, quella che fa un po’ da tramite con il mondo là fuori, quando noi siamo troppo immersi nel nostro centro.Se avete bisogno di informazioni di qualsiasi tipo, rivolgetevi a GIOVY, altrimenti detto WIKI (da Wikipedia, l’enciclopedia multimediale).

L’eclettica del Cerchio si chiama FABIA, la persona che quando decide di prendere in mano la situazione chi la ferma più? E per farlo usa tutta la creatività che ha a disposizione…
Il nostro piccolo miracolo si chiama STEFY ed è la manifestazione vivente di come i pensieri, la volontà e l’amore possano cambiare la realtà.

E che dire di FABIO, dei suoi affettuosissimi abbracci, delle sue affermazioni che ti toccano nel profondo e dei suoi sguardi che sembrano andare oltre la superficie, alla ricerca di chi sei veramente? (ma forse sono un po’ di parte visto che è la persona alla quale ho donato il mio cuore!)

Il nostro Presidente, PAOLO, Re Artù, il Re Leone…insomma la più alta carica spetta proprio a lui. Uomo di gran cuore e sorrisi sempre pronti per tutti noi; grande dispensatore di buone parole.

Ed infine RUDY, che per primo ha creduto in NOI, che ha sognato tutto ciò e con fiducia cieca l’ha portato a realizzazione. Colui il quale ci prende per le orecchie con dolcezza per riportarci in carreggiata quando ci perdiamo. Quello lungimirante e sempre retto; l’esempio sincero di correttezza, disciplina e Amore incondizionato. Rudy è stato mio Maestro, è mio Fratello ed Amico, una persona che ammiro perché agisce con coerenza seguendo quanto sostiene, capace di scegliere sempre con il cuore per il bene comune, a scapito dell’ego e di quanto socialmente accettato.

Se avete piacere di sentirlo parlare, se volete assaporare la serenità di stare in un Cerchio, se volete conoscere il nostro Cerchio, vi invito sabato 18 e domenica 19 settembre 2010 al corso di Reiki sistema Gendai 1° livello che si terrà nella nostra nuova sede di Via Beccaria 7 a Trieste (per info ed iscrizioni scrivete a info@gendaireiki.it o chiamatemi al 3493604929).

I nostri Fratellini adottivi, Sandro e Silvia hanno scritto una bellissima testimonianza (per la quale non finirò mai di ringraziarli) circa la loro presenza all’ultimo corso da noi tenuto nel giugno di quest’anno: potranno confermarvi che i nostri corsi sono caratterizzati dal via-vai di NOI 13 che, con apparizioni a sorpresa, presenziamo per sostenere chi conduce i seminari ma soprattutto per la felicità di condividere qualcosa di bello, unico e speciale, con quante più persone possibile affinché il Cerchio si espanda e si possano creare tante altre realtà simili alla nostra che, ci auguriamo, portino un cambiamento tangibile e all’insegna dell’Armonia nella coscienza dell’Umanità.

Vi aspettiamo!
Francesca

Trieste 12 13 Giugno 2010 corso Gendai Reiki I° livello


2008 il Gruppo in Giappone (Ashiya)  dove hanno completato la certificazione dei loro livelli

con Hiroshi Doi Sensei (in giacca bianca),

qui insieme al Rev. Hyakuten Inamoto  fondatore della scuola di pensiero e pratica Komyo Reiki.

—————————————————————

Il Gruppo Gendai Reiki una piccola tribù di 13 ragazzi entusiasti e coraggiosi che ci ha rapito il cuore con le loro iniziative portate avanti con amore e sentimento. Una serie di grandi progetti principe dei quali è stato il Cerchio della Vita di cui è in corso l’organizzazione  del secondo evento previsto tra settembre e novembre 2011.

E sicuramente sarà un’edizione travolgente visto le energie potenti che la compongono.

Il Cerchio di quest’anno a cui noi Josaya abbiamo partecipato (Sa e Ya) ci ha dato tantissime emozioni e riempito di Gioia e di totale certezza che Pace e Amore sono quello che ogni essere umano cerca per sé stesso e per l’Universo intero.

Parteciperemo (Sa e Ya) al corso Reiki I° livello del 12 e 13 giugno impazienti di rivedere i nostri amici Gendai e la nostra “More” Francesca Tuzzi (di cui è possibile scaricare l’ebook gratuito INTUIZIONI I-Dance qui a lato) e poter condividere ed espandere ulteriore amore approfondendo con loro la tecnica Reikiho che consente di incanalare e indirizzare l’energia universale in modo importante per trarne il massimo beneficio personale e per il Tutto.

Le iscrizioni sono accettate fino al 4 giugno e saranno tenute in considerazione solo le conferme pervenute a mezzo email info(chiocciola)gendaireiki.it o telefono 3493604929.

Se vi piace la cosa sarebbe un’ottima occasione per conoscerci e condividere del tempo prezioso e denso di fruttuose emozioni.

Sa e Ya al Seminario Shamanic Dreaming con Serge K. King

insieme al Gruppo Gendai Reiki quasi al completo

-—————————————————————

Qui a seguire dal sito Gendai Reiki alcune informazioni sul metordo da loro insegnato dalle parole del loro insegnante il fondatore Hiroshi Doi Sensei :

“Il motto del Gendai Reikiho

Il motto del metodo Gendai è:

Ayashiku-nai, okashiku-nai, muzukashiku-nai.

E cioè:

1 Ayashiku-nai, nulla di sospetto

2 Okashiku-nai, nulla di insolito

3 Muzukashiku-nai, nulla di difficile

Il metodo Gendai non ha nulla a che fare col mistero, coll’irrazionale e non vuole rendere complicata la pratica del Reiki.
Il master Reiki ideale dovrebbe…

* Esaminare e stabilire se gli insegnamenti di Usui Sensei siano d’aiuto per la salvezza ed il miglioramento della persona: se ha ritenuto tali insegnamenti validi, allora dovrebbe metterli in pratica quotidianamente per trarne il massimo beneficio.
* Spiegare con le sue parole la verità contenuta negli insegnamenti di Usui e che lui stesso ha compreso pienamente. La comprensione può avvenire solo in seguito all’esperienza personale fatta dal master che dovrebbe trasmettere la tecnica nel modo più semplice possibile.
* Non insistere cocciutamente su determinate posizioni o rifiutare altre idee. Impostare l’insegnamento per il conseguimento del massimo risultato sottolineando l’importanza della purezza dell’energia del Reiki. In altre parole, non dovrebbe permettere all’energia della propria coscienza di essere in dissonanza con l’energia del Reiki.

Tutti i master Reiki e i gruppi Reiki dovrebbero percorrere assieme la via mostrata da Usui Sensei, condividendo allo stesso tempo i benefici nella vita quotidiana. Il Gendai Reiki è solo uno dei tanti modi per farlo. Non ha nessuna importanza quanto meravigliosa sia l’energia di un master, se egli stesso non è in grado di trovare la Pace in ogni giorno della sua vita: se non progredisce spiritualmente allora non sta realmente sperimentando i benefici del Reiki.

Usui Sensei diceva:

Il Reiki è Ki e Luce e permea tutto l’Universo.

L’energia del Reiki è una vibrazione che conduce tutti verso l’Armonia. Se siamo in grado di sentire la vibrazione oppure no, dipende dal nostro sistema di ricezione, ammesso che esso esista all’interno di noi stessi. Le tecniche del Gendai Reikiho vengono definite tecniche di auto-purificazione e miglioramento personale. Praticandole coscienziosamente, formeremo un sistema di ricezione che col tempo ci farà entrare in risonanza con la frequenza del Reiki. Il solo apprendimento delle tecniche o il loro corretto impiego non è lo scopo finale del Gendai Reikiho: l’importante è instaurare il sistema di ricezione ed essere in risonanza con il Reiki”.

Una parte dei Gendai al Cerchio della Vita 2010 con Michela Vitali, straordinaria presentatrice dell’evento,

il dottor Masaru Emoto e Hiroshi Doi Sensei tra Rudy Carone l’Ideatore dell’evento mondiale e Francesca Tuzzi.


Iscriviti alla Newsletter

REGALI PER TE!

Novità

Josaya VIDEO PPV

E’ online!

Archivio

Tags

La Pace comincia da Te

Ho-Oponopono - La Pace Comincia da Te - Libro
Metti le cose al posto giusto
Da non perdere
Prezzo € 14,37 (-15%)
Se hai già letto il testo e vuoi scrivere la tua recensione puoi farlo su Macrolibrarsi.it
Mini ebook per risolvere
ogni problema con l'AMORE
www.amorebook.com

Josaya.com Versione Mobile

Seguici su Libero Mobile
ho-oponopono.info
Spirituality Blogs - BlogCatalog Blog Directory