Dal Cerchio della Vita di Trieste con Amore

Eccoci alla nostra postazione per comunicare in diretta con voi con Alvise Fedrigo responsabile Macro Eventi
Un piccolo resoconto più che altro emotivo sul “succo” di ciò che abbiamo vissuto a Trieste, dove tutto è andato ben oltre le nostre più rosee aspettative (che cerchiamo sempre di non avere ;)! Quattro giorni pieni di input e densi di amore, di significato, di emozioni, di abbracci, di conoscenze, di progetti anche importanti, di commozione, esperimenti, conoscenze fisiche, mentali, sensoriali. Un piacere immenso è stato conoscere tantissimi lettori che sono venuti appositamente a trovarci per condividere insieme queste 4 giornate che aspettavamo con gioia da oltre un anno. Un’energia tangibile scaturiva da ogni dove caricandoci di entusiasmo come è accaduto a tutte le persone che sono transitate in questo evento straordinario. Un vero e proprio Cerchio dove, come dice lo slogan, molte voci hanno cantato un’unica canzone chiamata Amore.
Un ringraziamento ai nostri amici Gendai Reiki, “fratellini” di cuore, che ci hanno accolto, coinvolto e fatti sentire davvero a casa, momento per momento. I Gendai, autori di vari post per i nostri blog, sono un’entusiasta tribù di ragazzi dai sorrisi scintillanti, e sono gli illuminati ideatori e creatori del Cerchio della Vita, una manifestazione unica nel suo genere. Una squadra compatta che dell’Amore ha fatto uno stile di vita quotidiano, frizzante e naturale, una divertente brigata che non sarebbe possibile non adorare. Essere con loro è sempre facile, divertente e molto, molto propositivo su tutti i livelli.
E’ stata anche l’occasione per inaugurarci in un grande evento come relatori. La voce del gruppo è di Jo (Giovanna Garbuio, straordinaria comunicatrice) che ha condiviso un approfondimento sul tema Memorie condivise, i problemi come opportunità, (capitolo 10 della Pace comincia da Te) magistralmente accompagnata dalle slides di Sandro. Tutti insieme abbiamo poi condotto tutti i partecipanti in una meditazione Ho-oponopono con le preghiere che abbiamo scritto appositamente per il libro di carta “La Pace comincia da Te“. Questo testo è disponibile da fine settembre in tutte le librerie d’Italia, e con nostra soddisfatta sorpresa staziona ai primi posti delle classifiche di settore. E’ stato molto coinvolgente anche per noi meditare in diretta con così tanto pubblico concentrato e commosso, riuscendo ad entrare tutti insieme in un Cerchio emotivo e sincero.
Il saluto hawaiano e la ciotola di Luce
Secondo la tradizione hawaiana, le parole contengono mana, energia vitale, creativa, ed è molto importante il modo in cui vengono usate. Non a caso esiste un detto importante che recita così: “aia ke ola i ka waha, aia ka make i ka waha”, che letteralmente si traduce in: “la vita è nelle parole, la morte è nelle parole”.
Concetti simili li troviamo anche nella cultura giapponese, che crede che le parole contengano uno spirito, e se recitate con coscienza come un mantra ad esempio, abbiano potere e possono influenzare la realtà. Questa arte si chiama kotodama, e scomponendo i 2 kanji, gli ideogrammi, che compongono questo termine, troveremo proprio un ideogramma che vuol dire Spirito e l’altro parola, lo Spirito della parola.
Gli Hawaiani salutano tipicamente con la parola Aloha, che ha molteplici significati, tra cui condivisione del proprio respiro o della piena presenza con l’essenza della vita. Quando si pensa o si dice la parola Aloha, secondo tradizione, si crea un contesto di armonia e amore, inteso come la gioiosa coscienza dell’unità.
Oltre alle parole secondo il pensiero indigeno, anche le ossa contengono mana, e molto importante è l’osso frontale, che contiene la vera essenza del nostro essere. Quando si condivide un saluto tradizionale hawaiano con qualcuno, si pone delicatamente la propria fronte contro la sua, e questo gesto apre la nostra vera essenza senza maschere gli uni agli altri. Unendo le nostre fronti, prendiamo un bel respiro assieme, condividendo così l’essenza della vita e la coscienza della connessione con la sorgente unica che ci lega.
Questo tipo di saluto permette di fermare la mente, e di essere totalmente presenti con se stessi, con la persona che stai salutando, e con la vita che stai condividendo.
Il saluto Aloha è spesso seguito dalla frase “Pehea la ka?”, oppure “Pehea Piko kou?”. “Pehea la ka? “ si traduce letteralmente in “Come sta il tuo Sole?”, ma questa frase ha anche un significato simbolico. Si riferisce a quella che alle Hawaii è definita la propria ciotola di luce, ed è una richiesta premurosa e attenta che concentra l’attenzione sulla condizione della luce dentro di noi.
Per capire bene questo concetto, bisogna conoscere la storia che tradizionalmente viene raccontata ai bambini hawaiani, per insegnare loro l’importanza di una vita “pono”, corretta, giusta, armoniosa.
Questa semplice parabola, racconta che ogni bambino alla nascita è una meravigliosa ciotola di luce perfetta. Se lui nel corso della sua vita farà scelte che tenderanno alla luce, con pensieri, parole e azioni, potrà avere la forza per fare molte cose, nuotare con lo squalo, volare con il falco, comprendere e conoscere tutto.
Se invece cederà alla rabbia, alla paura, al risentimento, all’invidia, lascerà cadere nella sua ciotola una pietra. La Luce e la pietra non possono condividere lo stesso spazio, per cui un po’ di luce si spegnerà.
Se continuerà a mettere pietre nella ciotola, la luce alla fine uscirà, e diventerà lui stesso una pietra, e la pietra non cresce, e non si muove. Ma se in qualsiasi momento si stuferà di essere una pietra, tutto quello che dovrà fare è “huli”, girare, capovolgere la ciotola, pulirsi dalle pietre, e la sua luce tornerà, brillando ancora nel mondo, e potrà così crescere di nuovo.
Quindi chiedere “Pehea la ka?”, vuol dire, come sta la tua ciotola di Luce? La stai facendo brillare, o ci sono delle pietre che ne offuscano il suo brillare?
Ancora una volta non si possono non osservare le similitudini con la cultura giapponese, dove esiste il concetto dei kami, esseri di luce, le essenze divine dell’universo, che sottendono a tutte le manifestazioni della vita, i pionieri, coloro che siamo destinati ad essere.
L’uomo si dice è il bambino dei kami, ne contiene in sé l’essenza e l’informazione, e suo compito è vivere una vita alla ricerca dell’armonia e della bellezza per percorrere il suo “michi”, la sua strada verso la luce. Anche nella cultura giapponese viene insegnato che l’essenza dell’uomo è pura e limpida come uno specchio, si può solo dimenticarsene, e allora si depositerà della polvere, della sporcizia che ne coprirà la superficie, (kegare, sporcizia appunto), che può essere pulita, attraverso riti, preghiere, atte a riportare la giusta coscienza, e far risplendere nuovamente lo specchio.
Infine “Pehea piko kou?” si traduce in “come stà il tuo ombelico?”. Anche qui abbiamo un profondo significato simbolico, il Piko qui è inteso come ombelico, ma può voler dire anche sommità del capo, o genitali.
Nell’intenderlo come Ombelico, si vuole evidenziare il legame che l’ombelico ha come centro di energia spirituale che ci unisce ai nostri genitori, fratelli e parenti in vita sulla terra in questo momento.
Quindi nel chiedere “pehea piko kou?”, chiediamo “come stà la tua famiglia?”.
Curiose anche qui le connessione con il pensiero taoista, che individuano nella zona dell’ombelico (due o te dita sotto), il Seika Tanden, ovvero il centro energetico dell’individuo, il punto di raccolta del Qi, dell’energia. Esistono anche altri due Tanden, superiore e inferiore, e guarda un po’ non discostano di molto dalle descrizioni delle posizioni delle zone chiamate Piko dagli hawaiani.
Il linguaggio è molto importante nella lingua hawaiana così come in altre tradizioni, perché contiene al suo interno la saggezza e la connessione amorevole con il creato, le parole contengono uno spirito, e il potere di portarci verso la luce.
Concludiamo con questa domanda allora, “pehea la ka?”, e vi auguro così di aiutarvi e aiutarmi, a ricordarci se ce ne sarà bisogno, di pulirci dalle pietre, e far risplendere la nostra Luce.
Rodolfo Carone, Francesca Tuzzi.
I nostri Amici Gendai Reiki raccontati da Francesca Tuzzi

Avete visto lo spettacolo di Marco Paolini intitolato “La macchina del capo”?
Se non l’avete visto, vi consiglio di acquistare subito i biglietti; se invece siete stati tra i fortunati ad aver assistito a quest’arguta performance del grande artista, capirete quanto vi sto per dire, ricordandovi delle grasse risate suscitate dalla rievocazione dell’infanzia e dell’adolescenza di tutti noi, in cui ognuno si è riconosciuto in uno o più dei personaggi da lui interpretati.
Se ci pensiamo bene, sia all’asilo che alle elementari prima e alle medie poi, senza parlare delle superiori e di altri contesti di gruppo, c’era sempre almeno un tipo con gli occhiali, uno con i dentoni, quello timidone, quello un po’ strambo, lo spilungone, il boss, ecc.
Ecco, io non saprei darmi una definizione precisa, ma sicuramente fin da piccola ero quella che preferiva starsene per conto suo, salvo rari momenti in cui, presa da un raptus di inspiegabile entusiasmo ed altruismo, decideva di inserirsi nei vari gruppetti per vedere cosa sarebbe accaduto.
Per questo motivo mi scappa da ridere e non riesco a trattenermi!
Da quando la meravigliosa Ya di Josaya, Silvia, l’angelo biondo, mi ha chiesto di scrivere QUESTO report, rido sotto i baffi e scuoto la testa.
Proprio io, l’Eremita, ho l’arduo compito di raccontare del Cerchio di cui faccio parte.
Io, che ho sempre ritenuto che se sono figlia unica, un motivo ci dev’essere: non ho ancora capito se sia la causa o l’effetto, ma sicuramente ciò ha influenzato il mio carattere e le mie relazioni.
Siccome un motivo c’è sempre, allora anche la richiesta di Silvia, non può essere un caso.
E mentre sono qui sul divano del mio salotto, con il pc sulle gambe, mi rendo conto che forse sono proprio la persona più adatta a raccontare di NOI, perché il NOI per me è stata ed è una scelta.
NOI si riferisce a 13 fantastiche persone che il 21 dicembre 2008 hanno deciso di darsi un nome: Gendai Reiki Italia.
In realtà alcuni di noi già si conoscevano da qualche anno grazie ad un corso di shiatsu, altri si sono aggiunti dopo un corso reiki, altri per amicizia…ma è come se tutti avessimo seguito un unico filo conduttore che alla fine ci ha portato proprio qui dove siamo.
Fin dall’inizio siamo stati bene assieme: ognuno con le sue spiccate caratteristiche, ognuno con la sua personale esperienza, tutti con la stessa sensazione di potersi esprimere liberamente, senza essere giudicati. Desideravamo trovare una scusa per incontrarci e fu così che iniziammo a porci degli obiettivi da raggiungere insieme: il Master Reiki nel sistema Komyo, con l’arrivo del rev. Hyakuten Inamoto a Trieste fu il primo di questi obiettivi, seguito di lì ad un anno da un viaggio in Giappone alla scoperta dei luoghi del Reiki, ma soprattutto organizzato con lo scopo di conoscere il fondatore del sistema Gendai, Hiroshi Doi Sensei.

Tutti ci dissero che sarebbe stato impossibile riuscire a muoverci in 13: 13 teste, 13 idee, 13 caratteri diversi…eppure quella fu l’esperienza che maggiormente ci unì e che determinò la successiva meta da raggiungere: la fondazione dell’Associazione Gendai Reiki Italia, la dichiarazione ufficiale di un sodalizio che tuttora ci sta dando grosse soddisfazioni.
Nei nostri incontri tenuti nella “casa di sole e d’azzurro” di Michi e Mauri (chiamata così per le pareti azzurro cielo e le solari note di colore ovunque presenti) ce ne stavamo seduti in cerchio a scambiarci opinioni, raccontarci le nostre quotidianità, svelare i nostri sogni e condividere ciò che è sempre stato il nostro leitmotiv, il Reiki.
Durante una di queste liete occasioni ci regalammo una riproduzione della Tavola Rotonda,
(che in seguito divenne uno dei nostri simboli preferiti) con tanto di Cavalieri: quella volta eravamo in 11, ma destino volle che nel giro di poco tempo si unisse a noi il 12° cavaliere, insieme a Mago Merlino.

Il significato della Tavola Rotonda, di Camelot e del Cerchio cominciarono così ad essere la filosofia più rappresentativa di ciò che volevamo realizzare: tutti con lo stesso valore, tutti sorretti da tutti e tutti volti nella medesima direzione! (vi invito a visitare il nostro sito www.gendaireiki.it alla pagina Chi Siamo – La Nostra Visione, per capire ciò che noi intendiamo per “Cerchio”).
Fu così che ci impegnammo a far diventare realtà un nostro grande sogno: unire vari esponenti di culture, filosofie e tradizioni diverse e consentire loro di interagire parlando di Vita, a loro modo, ma portando attenzione ai punti in comune piuttosto che alle differenze.
Fu così che nacque l’evento “Il Cerchio della Vita – molte voci, una canzone”.
Fu così che dedicammo un anno della nostra vita ad uscire dai nostri schemi per avvicinarci a ciò che molti credevano impossibile.
E fu così che TUTTO divenne possibile! ( guardate un po’ il sito www.circle-of-life.org )

A noi piace tanto un proverbio africano che ormai è diventato il nostro motto e recita così:
“Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai in tanti”.
A me personalmente piace andare veloce, ed effettivamente è così che mi muovo la maggior parte delle volte!
Però ho imparato una cosa: senza i miei Fratellini (come ci chiamiamo tra di noi) difficilmente riuscirei ad andare tanto lontano. Voglio dire che sentirmi sorretta, capita, spronata e perché no, anche contestata, mi aiutano SEMPRE a ricordarmi chi sono e che faccio parte di qualcosa di molto più ampio rispetto alla mia “singola” vita. Il Cerchio mi fornisce la giusta ottica con cui guardare le cose, prenderne il giusto distacco e ricordarmi che NOI siamo più importanti dei nostri problemi e che la cosa che ci accomuna TUTTI è la Vita, che non chiede altro che di essere vissuta.
Abbiamo appreso che il nostro piccolo gruppetto rappresenta in realtà una piccola società e che le dinamiche che si presentano nel nostro gruppo, sono le stesse che si verificano nella società attuale. Per questo motivo cerchiamo di affrontare quanto ci capita con l’intento di risolvere in maniera tenera e gentile qualsiasi tematica ci si presenti: pensiamo che se lo facciamo nel nostro piccolo, anche nel grande che sta là fuori ci può essere un cambiamento.
Non che sia facile. Talvolta abbiamo la presunzione di aver “capito” e quindi di essere esenti da certi problemi; il più delle volte, invece (ahimè) è come se facessimo degli enormi passi indietro e ci perdessimo in sciocchezze. La forza del gruppo però sta proprio nel fatto di ricordarci qual è il nostro intento comune e che non possiamo pretendere di cambiare il mondo intorno a noi, se non cambiamo NOI per primi! Ecco allora che ci rimettiamo in discussione, ci ritroviamo e ritroviamo ciò che ci accomuna, scegliendo insieme la nuova direzione da prendere tutti assieme, ma come un’unica entità. Lo facciamo ognuno a nostro modo, ognuno mettendo in gioco se stesso, le sue memorie ed i suoi schemi.

Come vi dicevo, IO sono quella solitaria, quella che lavora bene da sola e non in gruppo, che preferisce andare veloce ed organizzare quanto più possibile per non incorrere negli imprevisti che, come la legge di attrazione vuole, il più delle volte sembrano proprio venirmi a cercare, accipicchia! Quella che però, alla fine, non può fare a meno dei suoi Fratellini, perché con loro è come ritornare a casa.
L’altro lupo solitario è MAURI: si definisce il maggiordomo della GRI ed effettivamente è colui che si diletta a risolvere un po’ tutte le faccende (grafiche, informatiche, ecc.) in modo pragmatico ed efficace.
Poi c’è MORENA, schietta e concreta, che si occupa di far quadrare i conti e non si perde mai in chiacchiere, passando subito ai fatti, agendo di cuore e senza pensarci su due volte.
ANTO è la nostra àncora, quella che è sempre presente, che ci radica a terra, il nostro punto fermo.
MICHI invece è l’entusiasmo fatto a persona, sempre fluida nei suoi movimenti e solare nel vedere la Vita con ottimismo…non fatela arrabbiare però: è un fuocherello piuttosto scoppiettante ;D.
Leggera come l’aria e dolce come una brezza primaverile la nostra ROBY: colei che quando è presente crea equilibrio in tutti noi.
GABRY, la mondana del gruppo, quella che fa un po’ da tramite con il mondo là fuori, quando noi siamo troppo immersi nel nostro centro.Se avete bisogno di informazioni di qualsiasi tipo, rivolgetevi a GIOVY, altrimenti detto WIKI (da Wikipedia, l’enciclopedia multimediale).
L’eclettica del Cerchio si chiama FABIA, la persona che quando decide di prendere in mano la situazione chi la ferma più? E per farlo usa tutta la creatività che ha a disposizione…
Il nostro piccolo miracolo si chiama STEFY ed è la manifestazione vivente di come i pensieri, la volontà e l’amore possano cambiare la realtà.
E che dire di FABIO, dei suoi affettuosissimi abbracci, delle sue affermazioni che ti toccano nel profondo e dei suoi sguardi che sembrano andare oltre la superficie, alla ricerca di chi sei veramente? (ma forse sono un po’ di parte visto che è la persona alla quale ho donato il mio cuore!)
Il nostro Presidente, PAOLO, Re Artù, il Re Leone…insomma la più alta carica spetta proprio a lui. Uomo di gran cuore e sorrisi sempre pronti per tutti noi; grande dispensatore di buone parole.
Ed infine RUDY, che per primo ha creduto in NOI, che ha sognato tutto ciò e con fiducia cieca l’ha portato a realizzazione. Colui il quale ci prende per le orecchie con dolcezza per riportarci in carreggiata quando ci perdiamo. Quello lungimirante e sempre retto; l’esempio sincero di correttezza, disciplina e Amore incondizionato. Rudy è stato mio Maestro, è mio Fratello ed Amico, una persona che ammiro perché agisce con coerenza seguendo quanto sostiene, capace di scegliere sempre con il cuore per il bene comune, a scapito dell’ego e di quanto socialmente accettato.
Se avete piacere di sentirlo parlare, se volete assaporare la serenità di stare in un Cerchio, se volete conoscere il nostro Cerchio, vi invito sabato 18 e domenica 19 settembre 2010 al corso di Reiki sistema Gendai 1° livello che si terrà nella nostra nuova sede di Via Beccaria 7 a Trieste (per info ed iscrizioni scrivete a info@gendaireiki.it o chiamatemi al 3493604929).
I nostri Fratellini adottivi, Sandro e Silvia hanno scritto una bellissima testimonianza (per la quale non finirò mai di ringraziarli) circa la loro presenza all’ultimo corso da noi tenuto nel giugno di quest’anno: potranno confermarvi che i nostri corsi sono caratterizzati dal via-vai di NOI 13 che, con apparizioni a sorpresa, presenziamo per sostenere chi conduce i seminari ma soprattutto per la felicità di condividere qualcosa di bello, unico e speciale, con quante più persone possibile affinché il Cerchio si espanda e si possano creare tante altre realtà simili alla nostra che, ci auguriamo, portino un cambiamento tangibile e all’insegna dell’Armonia nella coscienza dell’Umanità.
Vi aspettiamo!
Francesca
Trieste 12 13 Giugno 2010 corso Gendai Reiki I° livello
2008 il Gruppo in Giappone (Ashiya) dove hanno completato la certificazione dei loro livelli
con Hiroshi Doi Sensei (in giacca bianca),
qui insieme al Rev. Hyakuten Inamoto fondatore della scuola di pensiero e pratica Komyo Reiki.
—————————————————————
Il Gruppo Gendai Reiki una piccola tribù di 13 ragazzi entusiasti e coraggiosi che ci ha rapito il cuore con le loro iniziative portate avanti con amore e sentimento. Una serie di grandi progetti principe dei quali è stato il Cerchio della Vita di cui è in corso l’organizzazione del secondo evento previsto tra settembre e novembre 2011.
E sicuramente sarà un’edizione travolgente visto le energie potenti che la compongono.
Il Cerchio di quest’anno a cui noi Josaya abbiamo partecipato (Sa e Ya) ci ha dato tantissime emozioni e riempito di Gioia e di totale certezza che Pace e Amore sono quello che ogni essere umano cerca per sé stesso e per l’Universo intero.
Parteciperemo (Sa e Ya) al corso Reiki I° livello del 12 e 13 giugno impazienti di rivedere i nostri amici Gendai e la nostra “More” Francesca Tuzzi (di cui è possibile scaricare l’ebook gratuito INTUIZIONI I-Dance qui a lato) e poter condividere ed espandere ulteriore amore approfondendo con loro la tecnica Reikiho che consente di incanalare e indirizzare l’energia universale in modo importante per trarne il massimo beneficio personale e per il Tutto.
Le iscrizioni sono accettate fino al 4 giugno e saranno tenute in considerazione solo le conferme pervenute a mezzo email info(chiocciola)gendaireiki.it o telefono 3493604929.
Se vi piace la cosa sarebbe un’ottima occasione per conoscerci e condividere del tempo prezioso e denso di fruttuose emozioni.
Sa e Ya al Seminario Shamanic Dreaming con Serge K. King
insieme al Gruppo Gendai Reiki quasi al completo
-—————————————————————
Qui a seguire dal sito Gendai Reiki alcune informazioni sul metordo da loro insegnato dalle parole del loro insegnante il fondatore Hiroshi Doi Sensei :
“Il motto del Gendai Reikiho
Il motto del metodo Gendai è:
Ayashiku-nai, okashiku-nai, muzukashiku-nai.
E cioè:
1 Ayashiku-nai, nulla di sospetto
2 Okashiku-nai, nulla di insolito
3 Muzukashiku-nai, nulla di difficile
Il metodo Gendai non ha nulla a che fare col mistero, coll’irrazionale e non vuole rendere complicata la pratica del Reiki.
Il master Reiki ideale dovrebbe…
* Esaminare e stabilire se gli insegnamenti di Usui Sensei siano d’aiuto per la salvezza ed il miglioramento della persona: se ha ritenuto tali insegnamenti validi, allora dovrebbe metterli in pratica quotidianamente per trarne il massimo beneficio.
* Spiegare con le sue parole la verità contenuta negli insegnamenti di Usui e che lui stesso ha compreso pienamente. La comprensione può avvenire solo in seguito all’esperienza personale fatta dal master che dovrebbe trasmettere la tecnica nel modo più semplice possibile.
* Non insistere cocciutamente su determinate posizioni o rifiutare altre idee. Impostare l’insegnamento per il conseguimento del massimo risultato sottolineando l’importanza della purezza dell’energia del Reiki. In altre parole, non dovrebbe permettere all’energia della propria coscienza di essere in dissonanza con l’energia del Reiki.
Tutti i master Reiki e i gruppi Reiki dovrebbero percorrere assieme la via mostrata da Usui Sensei, condividendo allo stesso tempo i benefici nella vita quotidiana. Il Gendai Reiki è solo uno dei tanti modi per farlo. Non ha nessuna importanza quanto meravigliosa sia l’energia di un master, se egli stesso non è in grado di trovare la Pace in ogni giorno della sua vita: se non progredisce spiritualmente allora non sta realmente sperimentando i benefici del Reiki.
Usui Sensei diceva:
Il Reiki è Ki e Luce e permea tutto l’Universo.
L’energia del Reiki è una vibrazione che conduce tutti verso l’Armonia. Se siamo in grado di sentire la vibrazione oppure no, dipende dal nostro sistema di ricezione, ammesso che esso esista all’interno di noi stessi. Le tecniche del Gendai Reikiho vengono definite tecniche di auto-purificazione e miglioramento personale. Praticandole coscienziosamente, formeremo un sistema di ricezione che col tempo ci farà entrare in risonanza con la frequenza del Reiki. Il solo apprendimento delle tecniche o il loro corretto impiego non è lo scopo finale del Gendai Reikiho: l’importante è instaurare il sistema di ricezione ed essere in risonanza con il Reiki”.
Una parte dei Gendai al Cerchio della Vita 2010 con Michela Vitali, straordinaria presentatrice dell’evento,
il dottor Masaru Emoto e Hiroshi Doi Sensei tra Rudy Carone l’Ideatore dell’evento mondiale e Francesca Tuzzi.
























