Il mio peso e la mia crescita interiore
Quando stiamo male spesso siamo preda di un “dolore ansiogeno e offuscato” che a cascata inonda ogni nostro momento facendoci percepire il nostro adesso come una sabbia mobile che ci inghiotte in un ammasso confuso. E anche se ne sappiamo molto di crescita spirituale o di ricerca interiore può capitare di rimanere in balia della nostra mente, che il più delle volte mente.
La prima cosa da comprendere è che noi “non siamo quel dolore” e la cosa migliore da fare è…. Continua a leggere QUI
Cos’è davvero “utile” nella vita?
Il cuore è l’unico mezzo per capire il sentiero, il cuore non la mente. La mente serve solo a realizzare ciò che il cuore vuole (Vedi: “Se cambio io, cambi tu” di Krista Corso, prossimamente in uscita con Macro edizioni).
Non esiste lo spazio, non esiste il tempo: quindi non dobbiamo pensare al tempo perduto, perchè il tempo perduto in realtà non esiste se riesci a fare tesoro delle esperienze vissute… Continua a leggere QUI
Lo Spirito concreto della felicità per ogni essere
Lo Spirito di Aloha è il concetto portante della filosofia Huna, un ideale di amorevole benedizione per e nei confronti di ogni essere esistente. Tutto ciò che esiste è vivente, magari a un livello per noi non comprensibile, ma ogni creatura di qualsiasi forma, materiale e anche immateriale ha una sua propria vita con cui è possibile lo scambio e la comunicazione. Comprendere, amare, considerare, portare rispetto e benevolenza ad ogni essere è mettere in pratica lo Spirito di Aloha, che vuole semplicemente dire “Agisci come se fosse l’Amore a farlo”. Continua a leggere QUI
Cristo non è (solo) Gesù
L’Amore è la fonte originaria del Tutto, il principio creatore, Dio. Non crediamo che si possano nutrire grossi dubbi su questo argomento.
Il Cristo, che è il figlio di Dio, come dice la definizione stessa è evidentemente l’emanazione del principio originario, che è il Tutto e che è in tutto. Possiamo anche qui chiamarlo Cristo (dal greco Χριστός, Christòs è la traduzione greca del termine ebraico מָשִׁיחַ mašíaḥ, cioè “unto”), chiamarlo scintilla divina, chiamarlo divino in me, o come crediamo meglio, il concetto è sempre lo stesso: stiamo parlando dell’emanazione del principio creativo originale (Dio). Quindi in parole semplici il “Cristo” è il divino che è in ogni cosa, la parte olografica del tutto che è presente in tutto. Di conseguenza lo Spirito Santo così come descritto nella Bibbia è il potere che trasmette il divino in ogni cosa. Una separazione esclusivamente dialettica… è molto più facile sentirlo che spiegarlo. Tre persone in una, semplicemente perchè Tutto è Uno e con queste tre persone rappresentiamo anche nella molteplicità della dimensione in cui ci troviamo, tutto ciò che è.
Il Cristo, come sintetizza egregiamente Omraam Mikhael Aivanhov è il Principio Cosmico che si incarna nell’essere umano a maggiore o minore livello di consapevolezza, ma non è mai un essere nuovo o esclusivo. Il Cristo non è un singolo individuo.
Il Cristo è il divino in te, in me, in noi, in tutti e in tutto. Sarebbe un’assurdità affermare che sia solo in un singolo individuo, significherebbe evidentemente che Dio è un essere limitato.
Gesù, come molti altri grandi uomini è arrivato ad identificarsi completamente con la propria divinità, tanto da poter affermare: “Io e il Padre siamo un’unica cosa”. Ma non ha mai detto “Io sono l’unica emanazione del Padre”, ha anzi affermato più volte: “Voi siete Dei”, “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli” o ancora: “Chi crede in me compirà le opere che io compio e ne farà delle maggiori”.

Gesù non si è mai definito “l’unigenito figlio di Dio”.
E’ certamente corretto affermare che Gesù è Dio, ma come lo siamo noi, come lo siete voi, come lo è il ciottolo del fiume o l’erba del prato, perchè Dio è Tutto ed è in tutto.
Ciò che distingue la divinità di Gesù da quella della Roccia o dal nostro adorato animale domestico o dalla nostra è la consapevolezza della propria divinità e la velocità di evoluzione che lo ha distinto, evidentemente determinata dalle sue precedenti incarnazioni.
E Gesù era talmente consapevole della sua divinità da essere completamente identificato con il Cristo e quindi con il Padre. Perciò Gesù è Dio, perchè l’essere umano (come ogni altra cosa) esiste ed è, in funzione del fatto che il divino presente in lui (il Cristo) gli permette di essere, in quanto tutto ciò che è, è Dio e Dio è in tutto ciò che è!
Se così non fosse, Dio sarebbe limitato e non sarebbe quindi onnipotente, onnipresente e onniscente. Tutto è Uno e l’Uno è in Tutto.
La missione dell’essere umano incarnato sulla terra è quella di riconoscere il Cristo in sè e di evolvere al punto di identificarsi con esso, raggiungere cioè il limite zero, e rendersi sempre più consapevole della presenza della scintilla divina in sè. Ecco quindi che attendere il ritorno di Cristo è un concetto che non ha senso perchè il Cristo è qui ed ora, in quanto è senza tempo e senza spazio. Il Cristo è! Perchè è l’emanazione dell’Essere eterno ed infinito.
Non si può dire che sia venuto o che tornerà. Esso è!
L’unica cosa produttiva (non è certo aspettare la venuta di un avvenimento impossibile, assurdo e mal interpretato) è agire e muoversi in modo da elevare la nostra spiritualità al punto da manifestare e percepire il Cristo comunque già presente in ognuno di noi.
“Il Cristo deve innanzitutto venire nella mente degli uomini ed Egli viene sottoforma di saggezza, poi scende nel cuore, in cui si manifesta come Amore. Infine quando la saggezza e l’Amore si concretizzano attraverso le azioni degli uomini è lecito affermare che il Cristo ha realmente stabilito il suo Regno sulla terra.”
Omraam Mikhael Aivanhov
“Il cammino che delimita la sfera d’azione di ognuno, inizia con la pratica delle virtù che forgiano l’intelletto e ne tracciano lo sviluppo, risvegliando l’intelligenza del cuore” (…) “Quando approdiamo alla consapevolezza viviamo l’adesso e comprendiamo che vi è perfezione in ogni cosa”
Anna Maria Bona
“Le armi non possono ferire lo spirito e il fuoco non può bruciarlo. Le inondazioni lo lasciano intatto, i venti non lo inaridiscono. Oltre il potere della spada, oltre il potere del fuoco, oltre il potere dell’acqua e del vento, lo Spirito è perenne, onnipotente immutabile, inamovibile e sempre Uno. lo Spirito dimora in questi corpi e quando questi hanno finito il loro tempo, esso rimane incommensurabile e indeperibile. Quindi o grande guerriero alzati e combatti!”
Bhagavad Gita, canto II
E’ quindi la fusione di Saggezza e Amore a determinare il collegamento con il Divino. Saggezza e Amore all’unisono ci permettono di prendere coscienza della presenza della scintilla un atteggiamento costante di ricerca del divino in noi. E per fare questo bisogna appunto Amare Dio sopra ogni cosa, nel senso di vivere una vita orbitante attorno a quel centro di gravità permanente che è il divino in noi, organizzando la nostra vita e quindi anche la nostra quotidianità senza mai prescindere dal nostro centro. In questo modo tutto ciò che noi facciamo, diciamo, pensiamo, in meditazione, in preghiera, ma anche soprattutto nella nostra quotidianità, nello svolgere i nostri impegni, nel nostro tempo libero, nei nostri divertimenti, anche quando ci distraiamo, ci rilassiamo, ci lasciamo andare, contribuirà alla nostra crescita spirituale e alla manifestazione (o “ritorno”) del Cristo.

La spiritualità non è qualcosa di cui ricordarsi di tanto in tanto, magari la domenica in chiesa…
Se noi pensiamo che un modo di essere sia quello corretto lo assumeremo costantemente, non solo in date prefissate o a giorni alterni! Una cosa se è giusta è giusta sempre!
Non è che se penso che essere onesti sia una virtù necessaria, allora sarò onesto quando gioco in borsa, ma mi metto in tasca il resto maggiorato che il panettiere ha sbagliato a restituirmi, perchè tanto per pochi spiccioli cosa vuoi che sia… O sono una persona onesta sempre, o anche se lo sono di tanto in tanto, fondamentalmente resto un disonesto!
Così è per la Spiritualità. Non è che posso pensare che un certo modo di essere è giusto quando parlo con Don Piero e poi quando vado a vedere la partita di calcio di mio figlio, bestemmio a manetta e inveisco contro l’arbitro e contro gli avversari a più non posso!
In uno dei due casi sono un ipocrita, presumibilmente nel primo, perchè è molto più arduo viceversa.
“Dobbiamo lavorare assiduamente per sviluppare l’Amore incondizionato nella nostra vita, realizzando la Coscienza Cristica”
Anna Maria Bona
Mi sono scansato ed ho fatto lavorare l’Universo
Ecco un altro interessante articolo di Luigi Miano, un percorso che ha riguardato, anche più di una volta, tutti noi. Buona lettura e buone riflessioni.
Josaya

Buongiorno amici,
vi scrivo anche questa volta per rendervi partecipi di alcune sensazionali scoperte che ho fatto di recente.
Le mie fasi di crescita sono state sempre contraddistinte da “crisi” e questo non è affatto negativo come potrebbe pensarsi. Le crisi preparano il terreno al cambiamento se lo sia accetta e si è preparati. Io le chiamo “febbri di crescita” così come accade con i bambini. Cosa succede al bambino? Che dopo una febbre molto alta si ritrova allungato di diversi centimetri. E così può accadere in noi adulti, si passa un periodo turbolento, a volte doloroso per scoprirci passata la bufera diversi, “cresciuti”, rinnovati. Quindi io tengo sempre la finestra aperta sia quando il tempo è buono che quando infuria la tempesta e permetto alla vita di attraversarmi.
Durante la bufera la prima reazione potrebbe essere quella di chiudermi in preda alle emozioni negative e pensare in termini vittimistici. E questo non da un senso alla crisi, non aiuta a far si che essa abbia degli sbocchi positivi.
Le mie crisi hanno origine a volte dalla frequentazione di corsi particolarmente potenti oppure da avvenimenti esterni. Quella avuta di recente ha avuto origine da una serie di eventi che non hanno avuto il corso che io desideravo. Tutti i miei progetti ho avuto l’impressione che stessero naufragando. Non c’era un’idea, un progetto, una iniziativa che andasse in porto. E questo mi ha gettato nello sconforto. La mia prima reazione è stata di chiedermi perché.. e cercare conforto e consolazione negli altri. Sono arrivato a mettere in dubbio la validità della mia missione e del mio scopo.
Poi ho avuto la forza di mutare il mio stato d’animo e comprendere che quella crisi aveva un significato profondo per me. E mi sono posto due domande fondamentali.
Cosa significa per me quello che sta succedendo? Quali messaggi posso ricavare da tutti questi eventi?
Questo mi ha portato a delle profonde riflessioni, a meditare a scrivere, facendo i conti con me stesso. Soltanto con me stesso.
Questi momenti di riflessione e pausa sono stati di grandissimo ristoro e guarigione.
Ho compreso meglio il mosaico, ho capito che avevo bisogno di fermarmi e scavare ancora più in profondità in me stesso. Mi sono sentito umile. Tutto partiva da me, tutto aveva origine da me stesso ed era giusto che ritornassi a me stesso.
E’ inutile cercare soluzioni ai problemi fuori da noi se esse sono originate al nostro interno.
E per la seconda volta nella mia vita ho deciso di mettere da parte il mio ego ferito e lasciare andare tutto ciò che stava avvenendo. Mi sono arreso nel senso più evoluto del termine. Mi sono arreso agli eventi che pensavo di non poter accettare. Ho mollato le redini e non ho creduto di dover lottare.
E quindi magicamente proprio in quel momento di decisione sono cominciate a funzionare nuovamente le cose.
E durante questo week end di conferenze e formazione ho avuto talmente tanti attestati di stima da chi non mi conosce da pensare che la missione è giusta e che lo scopo è realmente mio. E sono avvenuti degli eventi sincronistici sbalorditivi. Per esempio in relazione alla pubblicazione di un mio libro e non solo..
Mi è venuta in mente questa immagine: io mi sono scansato ed ho fatto lavorare l’Universo per me.
Così mi sono realmente sentito. Non mi sono intromesso in un disegno che è più grande di me ed ho permesso il realizzarsi di eventi nella direzione del mio scopo.
Non ho usato la forza come ci hanno sempre insegnato ma la saggezza interiore e la strada della spiritualità.
Questa esperienza, questo travaglio interiore ha permesso una mia evoluzione che decido di condividere con più persone possibile.
Perché il senso di questo tragitto è quello si di una mia evoluzione interiore ma anche che possa essere utile ad altri. Mi auguro che lo sia stato anche per te che mi stai leggendo.
Con il cuore
Luigi Miano

Figli difficili? Agisci come se fossi Amore
Alla base di tutte le situazioni di successo o di frustrazione personale, della facilità con cui si può raggiungere il primo o naufragare nella seconda, c’è quasi sempre la qualità del rapporto tra genitori e figli, perché volenti o nolenti è proprio da questo che ha origine la formazione di ogni persona.
Come per ogni rapporto interpersonale, ci troviamo spesso di fronte a notevoli difficoltà di comprensione, non riusciamo a comprendere gli altri e allo stesso modo fatichiamo a farci capire, ci capita di restare allibiti quando scopriamo di essere stati completamente fraintesi o di essere vittime di terribili equivoci rispetto ai comportamenti del nostro prossimo. Così spessissimo ci accade (almeno con la stessa frequenza con cui ci capita con il prossimo) di essere convinti di essere stati chiari e limpidi e trovarci di fronte a reazioni incomprensibili, ingiustificabili, dei nostri figli, tanto che ci ritroviamo a chiederci dove abbiamo sbagliato!

Spesso non abbiamo proprio sbagliato da nessuna parte, soltanto ci dimentichiamo di tenere conto che i nostri figli sono prima di tutto persone come tutte le altre e come tali vanno trattati e considerati. Pertanto anche il nostro rapporto con loro si ritrova a sottostare alle medesime regole e alle medesime caratteristiche di tutti i rapporti interpersonali, compresi incomprensioni ed equivoci.
Noi non siamo dentro la loro testa e loro non sono dentro la nostra, quindi il pericolo di non intenderci è sempre latente. Ovviamente, con i nostri ragazzi, essendo essi individui in formazione, quella di capirsi chiaramente, diventa una necessità imprescindibile. E l’unico modo per avere maggiori probabilità di comprensione, con i figli, come con tutti, è quella di aprirsi, di essere elastici, tolleranti, trasparenti e soprattutto di essere autenticamente noi stessi.
Nasconderci dietro una maschera di qualunque forma o tipo renderà la possibilità di incorrere in malintesi quasi una certezza.
Attenzione però ovviamente a non indulgere nella facile scusa. “Il mio ragazzo è così chiuso, non si apre con me, non si può mai sapere cosa gli passi per la testa!”
La regola che noi abbiamo potere solo su noi stessi e non sugli altri, è una regola universale, della quale è meglio non dimenticarsi mai. Quindi se nostro figlio è chiuso ed introverso, è assolutamente inutile usare l’apriscatole per aprirgli la testa e guardarci dentro; l’unica cosa davvero produttiva che possiamo fare è quella di essere aperti e veri noi! E’ quella di essere noi a parlargli, a dirgli cosa proviamo, come ci sentiamo di fronte a certe situazioni! “Ma lui non mi ascolta!” …Non è vero, i nostri figli ci ascoltano sempre, anche se noi abbiamo l’impressione che non sia così! L’unico momento in cui davvero non ci ascoltano è quando noi non parliamo loro!
Se noi siamo aperti con loro senza falsi pudori, dimostriamo prima di tutto di fidarci di loro tanto da non restare sulla difensiva con loro come con il resto del mondo. Questo comportamento è il più produttivo per incentivare da parte loro una reciproca apertura nei nostri confronti e la medesima autenticità priva di inutili difese.
Ricordiamoci sempre che nessuno ha bisogno di un genitore (né di un compagno, né di un amico) perfetto, molto più utile e apprezzato è il genitore autentico, il genitore così vero e così sé stesso e così innamorato del proprio figlio, da non temere di mettersi in discussione con lui, correndo senza timore il rischio dei arrivare a determinare perfino (Gasp) di avere torto! Se vogliamo che i ragazzi siano tolleranti e aperti con noi dobbiamo fare lo stesso con loro e farlo per primi!




Giovanna, Barbara, Sandro e Silvia Paola – Cerchio della Vita Trieste 2011


















