L’Unione dell’Amore fa la Forza
Più che raccontare la splendida giornata, l’Happy Reiki Day, trascorsa questo sabato 4 a Trieste con i Gendai Reiki ci piace soffermarci sulle sensazioni che questi ragazzi, ogni volta, ci fanno provare. La loro forza è l’Unione, è una collaborazione di cuori e di anime, è un potente focalizzare che Insieme si possono fare cose importanti e che Tutto è fattibile. Il loro essere “insieme” è un evidente mix di fiducia, amore, passione, perseveranza, senso dell’umorismo, desiderio.
Una messa in pratica che dal sogno passa progetto e diviene realtà. La loro apertura e la loro generosità riescono a essere convincenti perchè comunicano col cuore, con freschezza, con la libertà di ammettere che lo stare bene non è fatto di fatica, dogmi e rituali, non è un percorso fatto di sforzi e indomita volontà. Lo stare bene è semplicemente…Stare Bene ed è sempre una scelta personale, per onorare la splendida opportunità della Vita o malgrado quello che ci può essere, momentaneamente, attorno.
Ci possono essere alternative all’Amore per realizzare il Benessere proprio e di quelli che ci stanno accanto?
Quello che è più coinvolgente è la sincera trasparenza del loro credo che è un’espressione di Amore e Positività. Certamente non è sempre facile, soprattutto quando si è in molti, come ha ammesso Francesca (Tuzzi) negli articoli per il blog, ma è un percorso che le anime belle che creano l’incontrarsi e da lì scelgono, insieme, di portare a compimento importanti realizzazioni.

I Gendai credono nel Gruppo e credono che l’Unione faccia la Forza. Il loro è un grande esempio di Amore a tutto raggio. Questo Amore, quando lo trasmettiamo e lo accettiamo, senza paura e senza chiusura, è il punto di partenza per arrivare ovunque ognuno di noi desidera e quando lo si fa “insieme” col cuore in mano, le opportunità si moltiplicano perchè la vibrazione è più incisiva e potente. Se riusciamo ad allargare la nostra visuale e il nostro cuore questa vibrazione influenzerà la realtà attorno a noi rafforzando la nostra intenzione e i nostri progetti si allargheranno in zone sconfinate.
Insieme all’Amore un ingrediente essenziale nei gruppi è parlare, chiarire, condividere, prendersi cura l’uno dell’altro, trovare il tempo, la voglia, la motivazione. Come in ogni situazione che parte dall’uno in su.
Un pò come nel matrimonio, quando facciamo gruppo abbiamo l’opportunità di moltiplicare l’energia. Se siamo capaci di usare trasparenza e delicata attenzione, chiarendo coerentemente gli aspetti che non ci piacciono o non ci convincono o che ci sembra di dover accettare “per forza”. Avere il coraggio di superare il disagio di dire (e ricevere) dei “no!” (per non trovarsi smarriti nel chiedersi “perchè non ha funzionato ?”) troveremo in noi, e negli altri, un campo senza confini dove far fiorire il nostro giardino in tutte le stagioni dell’anno.
E dai fiori, se coltiviamo Bene, avremo generosi e Buoni frutti.

Imparare o reimparare l’Amore? Comincio da me!
Imparare o reimparare l’Amore – quando l’Amore tarda ad entrare nella nostra vita o ne è fuori da troppo tempo –
AMORE: ISTRUZIONI PER L’USO! QUESTO È QUANTO MI PIACEREBBE SCRIVERE PER VOI… UN PICCOLO E SEMPLICE MANUALE PER FARVI AVERE LA VITA AMOROSA CHE SOGNATE. POSSIBILE CHE ESISTA UN METODO BUONO PER TUTTI ? POSSIBILE CHE NON SIA TANTO DIFFICILE VIVERE UNA RELAZIONE, FISSA O OCCASIONALE, SERENA E DIVERTENTE? È POSSIBILE! È POSSIBILE SE MI SEGUIRETE IN QUESTA MIA PASSEGGIATA NEL CAMPO DEI SENTIMENTI. PRONTI? SI VA AD INCOMINCIARE …

Quanto ho sinteticamente, (ed in maniera un po’ reboante) anticipato è ciò che stavolta mi piacerebbe argomentare con voi, a seguito ed in risposta ai commenti espressi al mio precedente articolo, in virtù del fatto che io sono realmente convinta che sia possibile e necessario ottenere una gratificante vita di relazione. E, come per ogni faccenda umana, è bene osservare delle regole di comportamento che non sempre ci sono note, sicché è facile sbagliare quando si è ignoranti. Questo “viaggio” comune alla scoperta delle regole giuste per imparare o re-imparare l’amore lo facciamo insieme e senza tema di mostrare le nostre deficienze e debolezze in questo delicato settore dell’esistenza.
Quando, in vista del periodo estivo, ho introdotto la mia idea di dedicare i giorni di vacanza o le ore sottratte al sonno dalla calura estiva ad una nuova visione del nostro rapporto con l’amore, non pensavo che l’argomento fosse, anche fra coloro che percorrono o tentano di percorrere un sentiero di conoscenza, tanto popolare ed irrisolto. Segno che siamo, al solito, bravissimi ad occuparci degli altri con amore, ad offrire la nostra disponibilità per cambiare il mondo degli altri, mentre non sappiamo amare correttamente né noi stessi, né gli altri e non riusciamo a cambiare nessuna delle regole che guidano i nostri comportamenti affettivi e relazionali. Chissà, poi, per quale oscura ragione gli esseri umani vengono educati ad amare i loro simili e ad “ignorare” sé stessi…
Quale regola di sopravvivenza ha imposto il proprio sacrificio a vantaggio di altri anziché di noi stessi? Le regole dettate dalla Natura sono improntate ad un sano egoismo, la propria sopravvivenza viene prima di qualunque altro comportamento negli ambienti a noi contigui, siano essi vegetali o animali, mentre nel nostro mondo “super civile” e tecnologico i nostri bambini vengono subito abituati a prendersi cura dei fratellini o degli amichetti, degli animali o di qualunque altro essere diverso da loro prima di insegnargli che sono loro e, soltanto loro, i primi esseri meritevoli di gentilezza ed amore! E che è a essi stessi che devono rivolgere le loro attenzioni migliori, le loro premure perché sono la “cosa” più straordinaria che “hanno”. Il possesso e la considerazione cosciente di sé è la prima nozione che ogni bimbo dovrebbe apprendere per imparare a rispettarsi e ad amarsi. Invece, ci insegnano a possedere beni, persone, ma non noi stessi!
Crescendo sotto la spinta di questo concetto, diventiamo capaci di gesti di grande abnegazione nei confronti degli estranei e di gesti altrettanto crudeli nei nostri confronti. Essendo convinti che il nostro comportamento debba adeguarsi ad un dignitoso contegno, che il soddisfacimento dei nostri desideri sia sottoposto alle esigenze degli altri e nulla in noi debba urtare la coscienza o sensibilità di chi ci è accanto, finiamo per restringere la nostra sfera d’azione e per relegarci ad un ruolo di comprimari nel gioco della vita.
Se tutto questo vale in ogni ambito dell’esistenza, diviene esigenza pressante quando ci si inoltra nel terreno minato dei sentimenti. Appena diventiamo capaci di interagire con i nostri simili, ci viene raccomandato di esprimere con somma cautela le nostre emozioni, i nostri sentimenti e di conformare il nostro comportamento ad un atteggiamento il più possibile riservato. Chi si lascia prendere dalle sue emozioni e cerca di realizzare il proprio sogno d’amore è tenuto a freno perché in tal modo rischia di incorrere nelle cosiddette “figuracce”.
Far trapelare i propri desideri, cercare di concretizzarli è ritenuto poco dignitoso, le faccende di cuore devono sottostare a un codice non scritto in cui è vietato esprimersi sinceramente. Insomma, impariamo da subito a mascherare i nostri sentimenti, ad usare un linguaggio volutamente confuso, ad adottare strategie di comportamento che ci preservino, se il nostro sentimento non è corrisposto o non in linea con i dettami sociali. I risultati di questa educazione sentimentale sono, ahimè, noti.
Quante sono le storie d’amore, escluse quelle consumate all’asilo, sotto gli occhi divertiti dei nostri genitori, che non si sono svolte fra mille contraddizioni e sempre condizionate dal ben pensare degli adulti? Quante sono finite con un “vissero felici e contenti”? Poche, eh? E, secondo voi, questo accade perché è l’amore ad essere sbagliato o il nostro atteggiamento nel viverlo? Siamo, credo, tutti d’accordo che siamo noi a sbagliare più di una cosa nel gestire la nostra vita sentimentale.
Ed, allora, proviamo a capovolgere le regole conosciute. Cominciamo con lo stilare una lista dei nostri fallimenti amorosi e ci accorgeremo che, in ogni caso, le storie andate a male altro non sono se non una fotocopia sbiadita l’una dell’altra. I nostri amori si assomigliano tutti, anche … fisicamente! Ci ritroviamo ad amare sempre le stesse persone e a vivere le stesse circostanze sentimentali. Possono mutare ben pochi particolari, ma i nostri partners, se differiranno per il colore degli occhi o lo status sociale, saranno identici nel modo di maltrattarci, e identica sarà la sequela dei loro comportamenti incomprensibili. Semplice incapacità nostra o curioso scherzo del destino? Né l’uno, né l’altro. Semplicemente la nostra incapacità dì amarci continuerà ad attrarre nella nostra vita persone che confermano le nostre convinzioni più radicate su di noi .
Quelle convinzioni che, poggiando le loro solide basi su un concetto incompleto della nostra personalità (frutto di esperienze e considerazioni non nostre, ma mutuate dall’ambiente circostante) ci spingono fra le braccia di chi le conferma. Ci hanno abituato a non “sentire” o “esprimere” quelli che sono i nostri punti di forza, a “nascondere”, sotto l’egida della modestia i nostri aspetti migliori, a mostrarci al “meno” di ciò che siamo per non essere considerati superbi. Facile, dunque, assumere come credenza che siamo degli inetti e che in noi nulla vale la pena di essere messo in luce se non è la perfezione assoluta, che, ci dicono, non è di questo mondo.

Se ci sentiamo poco attraenti fisicamente ed intellettualmente, in seguito a queste comuni dicerie, ci ritroveremo ad amare persone che “sembrano avere” i requisiti che a noi mancano, ma che, in realtà, sono decisamente peggiori di noi; eppure noi ci ostiniamo ad interpretare il loro “essere diversi” come migliore, in virtù di quel che invece noi pensiamo di non essere.
Un bel pasticcio che può durare all’infinito se non cominciamo a “guardare” con occhi nuovi dentro e fuori di noi. Ed eccoci a quelle poche regole che possono “tirarci” fuori da questo stallo amoroso e trasformare i nostri errori sentimentali in vittorie. Fintanto che ci sentiremo un brutto anatroccolo, state pur certi che mai conosceremo l’amore vero; fintanto che non ci convinciamo che meritiamo il più bello ed appagante degli amori, difficilmente il nostro Amore ci corrisponderà pienamente o non ci tradirà. Ora, non Vi chiedo di prendere per un braccio il vostro attuale Amore e di buttarlo fuori dalla vostra vita, Vi chiedo di riflettere se la vostra storia non funziona perché ormai sopravvive a sé stessa o se è influenzata dalle vostre false credenze sull’amore e su Voi stessi.
Fate questa analisi con spietata sincerità e poi procedete così. Se pensate a Lui/Lei, e mentre lo fate, ogni fibra del vostro essere risponde emotivamente alle vostre sensazioni, inviando “brividi” di approvazione e le “farfalle” svolazzano inquiete nel Vostro stomaco, Lui/Lei è o.k., e siete Voi che complicate le cose. In questo caso, si tratta di riformulare le Vostre idee su Voi stessi e dare uno scossone ai Vostri desideri. Iniziate, immediatamente, a pensarvi belli, affascinanti, desiderabili … ci state provando?
È difficile, vero? Provate ancora! Tante volte ci proverete che, alla fine, convincerete il Vostro inconscio che siete una meraviglia del Creato. Ripetete fino a sfinirVi che siete belli e simpatici, che siete irresistibili ed intanto, nei momenti di pausa, pensate a quanto Vi ama il vostro Lui/Lei per queste Vostre caratteristiche. Pensatelo come un Essere di luce, un Angelo che vive solo per illuminare la Vostra esistenza e sentiteVi grati di ciò.

Vi assicuro che in capo ad un mesetto Lui/Lei Vi adorerà come mai prima e se è sparito dalla Vostra vita, come per incanto, riapparirà! Usate la Vostra immaginazione ogni sera prima di prendere sonno e “vedetevi” belli e felici stretti a Lui/Lei. Non è poi così difficile, vero? Se, invece, siete soli e volete innamorarvi, procedete così. Per prima cosa, considerate che la Vostra condizione di single è una benedizione in quanto Vi consente di costruirvi una bella storia a misura delle vostre nuove convinzioni e che sarete Voi, consapevolmente e felicemente, a scegliere chi attrarre nella Vostra vita. Allora, in virtù della Vostra libertà di stato, iniziate a godervi la vita. “Datevi” uno sguardo e finalmente “riconoscete” quanto siete carini e accattivanti, quindi amate la Vostra timidezza e trasformatela in gioia di vivere… Programmate le Vostre giornate ringraziando il Cielo perché dovete tenere conto solo delle Vostre esigenze e dei Vostri desideri. Uscite, andate a passeggio, coccolatevi, godetevi la compagnia degli amici e fatevene di nuovi. Stampatevi un bel sorriso in faccia e trasmettete la Vostra allegria in qualunque circostanza Vi troviate: al bar, al supermercato, dal medico, in ufficio, per strada…
Non negate una parola gentile a nessuno e scherzate: in men che non si dica su di Voi si “stenderà” una patina splendente di energia vitale e tutti la avvertiranno. Nel frattempo, fantasticate, sera e mattina, soprattutto la notte prima di dormire sulle caratteristiche fisiche e psicologiche del Vostro ideale amoroso, immaginate il suo status, la sua altezza, il colore dei capelli, i vestiti che ama acquistare… Accarezzate, sentendone la consistenza, la vera nuziale che “fa” bella mostra di sé al Vostro anulare. Vivete le Vostre giornate in letizia, siate grati di ogni cosa che avete o che conquistate, siate grati per il giorno che inizia e per la notte che si avvicina. Segnate su un calendario il giorno in cui comincerete a mettere in opera questi suggerimenti e poi scrivetemi cosa Vi accade. Io so che presto mi comunicherete che non siete più single.

Una preghiera: ho già fatto da testimone a molte nozze di Amici che hanno seguito queste semplici regole e le mie finanze cominciano a risentirne, mi basterà sapervi felici in coppia e che mi spediate una cartolina dalla località in cui avete deciso di trascorrere la Vostra luna di miele!
La Vita è Musica

“O mio Dio come sono emozionata !”
1) (tra me e me penso) Ambra certo che ne hai fatta di strada, hai una casa meravigliosa, un marito che pare fantastico oltre che bello, fai un lavoro che ami…
2) Ambra, chissà se sei rimasta la stessa meravigliosa amica con cui ho condiviso parte della mia gioventù? Chissà se hai mantenuto la tua simpatica ironia mescolata a un po’ di follia?
Quanti bei ricordi, ma quanto tempo è passato dal liceo, dalle feste, i primi flirt…
Dai su, Chiara deciditi a suonare.
Passeggiava nervosamente avanti e indietro a quel cancello, emozionata tesa ma, nel contempo aveva un’aria un po’ buffa, con quel grande mazzo di fiori tra le mani che non sapeva bene come tenere.
Finalmente suona. Varca il cancello frettolosamente, percorre velocemente il vialetto che conduce all’ingresso dove la domestica la stava aspettando.
“Buongiorno signora Chiara, si accomodi, la signora Ambra arriverà tra poco, mi ha riferito di dirle che non tarderà molto. Vuole dare a me nel frattempo i fiori?”
“No la ringrazio, voglio darli io personalmente ad Ambra”. “Posso aspettarla nel suo laboratorio?”
“Ma certo, è là, oltre la porta centrale in fondo al salone. Vada pure e si senta libera di muoversi come desidera, la signora Ambra vuole che si senta a suo agio come a casa sua”
Attraverso l’intera parete a vetri che dava sul parco, la luce inondava quel grande salone mostrandolo in tutto il suo splendore. Oggetti e mobili antichi si mescolavano sapientemente a oggetti ultra moderni, così come le pareti erano “vestite” da quadri barocchi intercalati da stampe ultramoderne. Il camino troneggiava maestoso ad angolo in fondo alla stanza.
3)Chiara, dopo aver assaporato quella nuova realtà di Ambra, soddisfatta e compiaciuta per l’amica decide di andare subito a vedere quel famoso laboratorio di cui Ambra andava molto fiera.
Entra nella stanza con in mano il mazzo di fiori, inciampa su di un giocattolo e cade. I fiori si sparpagliano per terra.
4) Raccolgo frettolosamente i fiori cercando di ricomporre il mazzo per bene, in cuor mio spero che non mi abbia visto nessuno. Mi strofino un po’ gli abiti cercando di ridarmi un tono e preparo il sorriso più solare che posso donare insieme a quei meravigliosi fiori.
Ma il tonfo è stato troppo rumoroso. La cameriera entra nella stanza allarmata.
5)“Tutto bene? Ho sentito un tonfo!”
“ Sì, sì non è successo nulla “
“Ma guardi, si è sbucciata un ginocchio, lasci che l’aiuti.”
6)“ Le ho detto che non è nulla, è che qui c’è un gran disordine ci sono giochi sparsi ovunque. Forse lei non è molto capace nel suo lavoro.”
“Le consiglio di abbassare i toni. Se questa stanza è così disordinata, lo è per precisa indicazione della signora Ambra. E ora mi scusi ma ho molto da fare.”
6)Chiara imbarazzata rimane sola nella stanza, in mezzo a quella confusione di giochi e oggetti ovunque, addirittura le pareti sono scarabocchiate, un po’ disegnate e con macchie di colori.
7)“Ma cosa fa Ambra, educa bambini o alleva piccoli teppisti?
Ambra appare nel mentre a braccia aperte sulla soglia dello studio.
“Chiara !” Ambra senza esitare la avvolge in un caldo abbraccio, compreso di fiori.
“Tesoro mio che piacere ritrovarti!” La tensione di Chiara si scioglie.
“Anch’io sono felice di rivederti.“
Poggia i fiori sulla scrivania vicino e contraccambia l’emozione abbracciandola. Si staccano ma continuavano emozionate, in silenzio, ad esplorare le profondità nei loro occhi. E poi rompe il ghiaccio Ambra :
8)”Vedi tesoro, nonostante tutto ciò che vedi io sono rimasta lo Spirito libero che tu hai conosciuto, questo laboratorio ne è la rappresentazione più evidente. Qui i bambini sono liberi di esprimersi, muoversi, giocare, cantare come desiderano, senza regole, ed io ho il fantastico privilegio di far fluire in armonia la loro creatività. Ebbene sì, sono proprio come il direttore di una grande orchestra che coordina il suono di ogni singolo musicista per dar vita ad una meravigliosa musica. Il suono e cioè l’essere di ogni bambino è importante per lui ma lo è altrettanto per gli altri bambini, perché tanti armoniosi suoni insieme creano la musica”
Ambra, meravigliosa e sensibile più di sempre, con questa semplice ma profonda visione, sei riuscita ancora una volta a stupirmi ed a insegnarmi soprattutto che bisogna saper andare oltre il giudizio e le semplici apparenze. Sono felice di averti rincontrata, ho portato il mio strumento con me, sono pronta col mio suono ad unirmi alla musica !

Con questo semplice e apparentemente sconclusionato racconto, voglio invitarti a riflettere su come i condizionamenti ti tolgono buona energia costruttiva, limitandoti e facendoti scivolare in giudizi poco costruttivi. Purtroppo i condizionamenti limitanti iniziano “Molto presto”
Chiara in questo racconto si esprime in tre differenti modi
Chiara pensa
Chiara dice
Chiara agisce (come si muove, anche se non è possibile vederlo è ben evidenziato dal narratore (in neretto) )
1)Giudizio = il giudizio positivo è costruttivo dà buona energia e voglia di fare, dà piacere forza e speranza.
2)Paura del possibile cambiamento = la possibilità di un cambiamento tuo o di altre persone ti destabilizza. Perché ? Perché non godere di ciò che è stato, ciò che sarà ma soprattutto di ciò che è ? Questa paura limita moltissimo, ti preoccupi di quanto un’amica possa essere cambiata, figuriamoci se il cambiamento devi attuarlo per te stesso!?
3)Giudizio costruttivo = Chiara continua a condividere questa bella realtà con l’amica ritrovata
4)Paura di essere goffa e ridicola = inciampare è forse ridicolo ?
5)Disponibilità, aiuto = Amore
6) Inadeguatezza = il disagio provocato dalla caduta non le fà neppure apprezzare il gesto d’amore che le è stato offerto. Troppo forte il sentirsi buffa e inadeguata. Ma quante volte se lo sarà sentito dire “sei goffa”, “sei un disastro”, forse, quando era bambina?
6)Giudizio negativo = per tranquillizzarsi trasforma e percepisce in negativo qualche cosa che non appartiene alla sua realtà ma alla realtà di chi lei apprezza e stima. Così facendo riesce a calmarsi un po’. Secondo te che tipo di condizionamento può nascondere questo atteggiamento purtroppo molto comune?
7)Giudizio negativo = Chi è disordinato è forse un teppista ? Cosa è giusto cosa è sbagliato ?
Ciò che è giusto per me non è detto che lo sia per te, il fatto è, che la mia libertà finisce dove inizia la tua.
8)Saper ascoltare, apprezzare, rispettare = la creatività e la spontaneità dei bimbi è libera di fluire, non ferree regole ma fluida armonia.
Con ciò voglio dire che spesso le regole che si danno e che ci hanno dato non sempre hanno uno scopo educativo ma, ahimè spesso sono solo di comodo, elargite innocentemente da noi o ricevute dalle nostre mamme con poco tempo a disposizione e tanta comprensibile apprensione. Non sono un’educatrice infantile, ma mi servo di questo piccolo racconto con il solo scopo di far pensare, capire che semplici frasi come il dire ad un bimbo che è cattivo o che non merita ….sono piccoli semi che renderanno la pianticella che sta crescendo più fragile. Quanto riesci a vivere e ad agire sereno e in armonia ? Se sei sereno e felice ? Molto bene ! Se così non fosse, comincia a fare un po’ di “piazza pulita”, di modi e abitudini, di strade ce ne sono tante, nessuna è più giusta di altre, l’importante è il risultato.
È la Felicità che ognuno di noi Merita ! Ti ricordo una frase che racchiude il tutto “Agisci come se fossi Amore“ e aggiungo Insegna ad “Agire come se fossi Amore” non puoi sbagliare.
Abbracciando Venezia
E’ sconvolgente quanto è Potente l’onda di ritorno del comportarsi in base al concetto del nostro motto:
Agisci come fossi Amore!
Da un pò pensavamo di fare una giornata di Gioia anche per poter incontrare i lettori dei nostri blog, visto che in molti davvero ci scrivono col desiderio di poter fare qualcosa assieme e poterci conoscere personalmente. In tanti ci chiedono anche corsi e giornate per approfondire i temi che trattiamo, percorsi che stiamo organizzando con i fantastici AmiciCollaboratori (i nostri JosayA’More) che sono di fatto parte della nostra vita e che sentiamo come la nostra Famiglia, a breve vi diremo di alcuni programmi a riguardo.
E noi, che ci entusiasmiamo per tutto… (e a volte ci stupiamo ci manchi il tempo per portare avanti tutto quello che vorremmo e che ci viene in mente…ovvero siamo esagerati !) nell’incontro di (in)formazione fatto a Rimini i primi di marzo abbiamo deciso la data per una giornata di Abbracci (i famosi Free Hugs che rallegrano il mondo) e la città che ci ha fatto sognare questo pieno di Amore è stata Venezia.
Giovanna che abita in zona ne è stata entusiasta e non vedeva l’ora di fare una giornata con la libertà di una liceale (ha tre figli ed una vita in cui infilare tutto con la velocità e l’entusiasmo di un tornado!)
Sandro si è subito dilettato a creare una cartolina old style per dire ai nostri amici del web che avevamo voglia di abbracciare tutto il
globo cominciando dalla Serenissima (più aggettivo benaugurante di questo)!
In realtà solo Maria (la nostra insegnante di Biodanza) aveva esperienza “sul campo” avendo già organizzato eventi simili ci sorrideva dolcissima dicendoci che avremmo avuto le vertigini dall’emozione che sarebbe scaturita da un momento di tale portata sentimentale.
Finalmente l’11 aprile è arrivato e siamo, io Sandro e Gabriella, con l’entusiasmo di una gita scolastica, arrivati a Venezia sfidando previsioni da pieno inverno (ma ognuno di noi “vedeva” la giornata piena di Sole dentro e fuori!) e abbiamo raggiunto Maria e Gilberto che erano in zona per una micro vacanza già dal giorno precedente.
Giovanna sarebbe arrivata in treno abitando a Treviso, questa zona è praticamente casa sua! Amiche mie invogliate dalla meta romantica ad aggregarsi alla gita, la sera precedente mi avevano avvertito che, viste le previsioni meteo, sarebbero rimaste in romagna e noi siamo convinti che il nostro desiderio (e la nostra visione) di avere un’accogliente giornata di primavera abbiano concretizzato il magnifico cielo blu che ci attendeva sulla laguna scintillante.
Una visione paradisiaca. Chi ci vive forse non nota più tanta sconvolgente bellezza, l’essere umano si abitua a tutto…ma chi ci viene ogni tanto, a Venezia, ne rimane senza fiato. Come noi domenica.
Ma il fiato ce lo ha tolto davvero l’Amore che avremmo scambiato in piazza san Marco!
Già tra noi l’Amore gira in modo ampio e caldo per cui ogni motivo è buono per ridere e Bene’dirci. Quindi come una squadra diligente dopo pizza e gelatone nelle calli dense di persone incantate dalla magia della città, siamo arrivati sulla piazza alle 14,30 puntuali e un pochettino in aspettativa, cercando di immaginare che sarebbe successo.
Josaya e JosayA’More scaldavamo i cuori e le pellicole!
Il primo straordinario abbraccio l’ha scambiato Sandro: tutta la famiglia di Chiara di Udine (lei, marito ed tre dei quattro figli) al completo ci attendeva a braccia aperte e sorrisi spiegati ed abbiamo immediatamente reclutato tutta la truppa al completo per collaborare “nell’abbracciatura” generale che era partita a spron battuto.
Anche la piccola Luna girava col cartello portato da Gilberto (che con Giovanna ha fotografato e ripreso per ore) più grande di lei con la scritta fuxia su fondo giallo ABBRACCI E SORRISI GRATIS.
Daniele, Daniela e Francesco, Betta, Morgana, Giuseppe, Barbara, Roberto e tantissimi altri arrivati apposta ci hanno promesso le loro foto ma già (ci) hanno regalato assieme a noi il loro Amore, il loro tempo, la loro Gioia!
Grazie a Tutti è stata e rimarrà una giornata indimenticabile.
…e già stiamo pensando di ripetere tanta carica di Vita in altre città!
Guarda!

Possiamo, guardandoci dall’alto in basso, seminare nel presente quei semi utili per il nostro futuro in maniera consapevole, in allineamento con i nostri tre sè, cercando di rispettare sempre e comunque tutto ciò che ci circonda, amando il nostro prossimo indipendentemente dalle contingenze, amando prima di tutto noi stessi e lasciandoci andare, in favore di corrente, con il fluire della vita.




















