Avanti nel passato – Vadim Zeland
Questo libro è uscito ormai da un bel po’ e noi vi proponiamo la nostra recensione solo ora, perché effettivamente… per quanto incuriositi, non eravamo poi così impazienti di leggere il capitolo conclusivo della saga del Transurfing. Certo ci eravamo ripromessi di farlo, perché nei due libri precedenti Vadim Zeland aveva sicuramente dato ampia prova di profondità, serietà e convinzione, ma certamente non ci aveva proposto nulla di sostanzialmente nuovo, per quanto presentato sicuramente in una forma originale e mai prima vista. Ma i concetti profondi, che stavano dietro l’avvincente struttura erano per quanto assolutamente condivisibili tutt’altro che nuovi.
Bene adesso “Avanti nel passato” l’abbiamo letto, l’abbiamo gustato e la nostra impressione rimane positiva, ma si discosta poco dall’idea che ci eravamo fatti leggendo i due capitoli precedenti.
Il Transurfing è una tecnologia che ha preso piede in Russia a partire dal 2003, Inizialmente diffondendosi via Web e poi attraverso la mediazione dei libri di Vadim Zeland che sono sapientemente stati pubblicati nei due anni successivi diventando meritatamente dei bestseller. Vadim Zeland, che rifugge i riflettori come la peste, non si definisce né l’ideatore, né il creatore del Transurfing, né, meno che mai, un guru o un maestro spirituale: egli si considera semplicemente il “trasmettitore” di questa incredibile tecnica, che ha ricevuto non si spiega nemmeno lui come. Improvvisamente sapeva certe cose, era venuto a conoscenza di come fare.
Con “Avanti nel passato” ci siamo convinti definitivamente (il sospetto lo nutrivamo già piuttosto radicatamente) che Zeland sia un illuminato, e come tutti gli illuminati ha qualche difficoltà a trasferire in parole ciò che per lui ormai è una cosa ovvia. Ma nonostante questo inconveniente, sicuramente ciò che traspare e i concetti che si riescono ad afferrare, sono certamente una ricchezza che consigliamo a tutti di procurarsi, nel caso ciò non fosse già avvenuto per altre vie.
Il Transurfing vuole fornirci gli strumenti per scivolare senza sforzo sulla corrente della quotidianità con sicura leggerezza. E gli strumenti effettivamente Zeland ce li fornisce.
In questo libro Vadim Zeland ci invita a pensare ed agire sempre in maniera da indurre la fortuna a schierarsi dalla nostra parte. Gli strumenti che ci propone detti in “Zelandese” sono la coordinazione, la riduzione dell’importanza esterna e soprattutto interna, l’inversione della realtà e il Freiling e ci aiuta ad utilizzarli attraverso saggissimi consigli di buon comportamento, psicologicamente produttivo.
Cessando la battaglia, acquistiamo la libertà! In sostanza il segreto sta nel non lottare contro i problemi e nemmeno nel tentare di affrontarli e risolverli (qualche similitudine con il Tao? Tante per citarne uno). Il Transurfing auspica molto semplicemente di evitare di incontrarli. Quindi non bisogna cambiare nessuno, nemmeno noi stessi, non è necessario attirare alcunché, bisogna semplicemente occuparsi degli eventi senza preoccuparsene, in quanto le situazioni non hanno mai oggettivamente alcune qualificazione particolare. L’unico atteggiamento lecito è “ la risolutezza ad avere” come se andassimo a comprare il pane, sappiamo che torneremo a casa con le nostre quattro “rosette” (l’intenzione).
La fase energetica è incentrata principalmente sull’allineamento attraverso la consapevolezza che il male non esiste ed ogni avvenimento è un’opportunità (Coordinazione)… Concetto familiare? Crediamo di sì, ma sviscerarlo ulteriormente da un ancora nuovo punto di vista, sicuramente non fa male!
Ogni fatto è lì con la potenzialità di evocare comunque nella nostra vita qualcosa di migliore. Noi non sappiamo nè cosa, nè come, ma cominciamo ad accettare questo fatto incontrovertibile: nulla di ciò che ci accade è “male” o “sbagliato”, gli avvenimenti, le situazioni, gli stati d’animo, sono sempre e comunque opportunità, la cosa importante è cominciare a percepirli in questo modo. Questo è un dato di fatto. Se non vediamo le potenzialità della situazione è perchè non riusciamo a percepirle (influenza dei pendoli e importanza interna). Invece dovremmo porci nell’atteggiamento mentale di sospendere ogni giudizio. Prima di qualificare una situazione come triste, angosciante, dolorosa, diamo tempo all’universo di dimostrarci dove vuole andare a parare procurandoci quella sensazione. Se sospendiamo la nostra attività di etichettamento e stiamo a vedere, il meglio diventerà evidente, poco alla volta, sempre più evidente, perchè è così che funzionano le cose, questa è la realtà delle varianti.
“…più di una volta si sono prodotte delle circostanze per le quali io ero veramente soddisfatta della mia vita… ma poi cominciava una vera e propria banda nera. Quindi la legge nel mio caso non ha funzionato, perché sono finita sull’onda delle azioni negative…?” domanda all’autore una lettrice. Ed egli risponde: “…il fatto è che la banda nera seguita a quella bianca non era propriamente nera. E’ stata Lei a darle questo colore. Il cattivo non può seguire dal buono, in realtà dopo il buono segue l’ancor più buono. Ma a Lei non è sembrato così. Lei non ha accettato i cambiamenti in arrivo e ha rilasciato nei confronti del mondo un rapporto negativo. E il mondo ha dovuto riflettere specularmente questo rapporto e con ciò stesso realizzare la scelta che Lei ha fatto. Una proprietà della ragione umana è quella di insistere ostinatamente sul proprio scenario (aspettative n.d.r.) Tutto ciò che non si iscrive nello scenario viene considerato un fallimento…. A voi spetta solo una cosa, fare una scelta e non ostacolare il mondo che la realizza. …Ogni volta che appariva la banda nera, lei cara lettrice, evidentemente stava ignorando qualche chance. Era la chance di rendere la banda bianca ancora più bianca. Ma la ragione non prendeva in considerazione gli eventi che si presentavano e alla fin fine il negativo si è effettivamente manifestato in tutta la sua bellezza”.
Josaya
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Reality Transurfing “Lo spazio delle varianti” e “Il fruscio delle stelle del mattino” di Vadim Zeland
Transurfing
“Lo spazio delle varianti” e “Il fruscio delle stelle del mattino” di Vadim Zeland: bei libri profondi e ineccepibili!
Ancora grossissime aspettative sull’edizione della prossima puntata.
Per quanto riguarda questi due libri bisogna dire che Zeland non dice niente di nuovo, ma lo dice davvero molto bene e in maniera assolutamente convincente.
Vadim Zeland ha senz’altro il pregio di aver sintetizzato egregiamente una strada percorribile dotando il testo di tutti i suggerimenti possibili, ma per chi ha già avuto a che fare con autori quali Braden, Lipton, Vitale, Sibaldi, Hicks, Tolle e non ultimi i Josaya (modestia a parte) il percorso è noto… solo presentato con un nuovo accattivante abito! Comunque sono teorie che anche se conosciute si leggono volentieri assimilando ogni volta qualcosa di nuovo!
Zeland ha davvero capito tutto e in questo libro è riuscito a costruire una vera e propria struttura organizzata e organica della realtà astratta e questo è decisamente il suo punto di originalità.
Poi per quanto riguarda i vari elementi che compongono questa struttura, Zeland, a nostro avviso, non ha fatto altro che chiamare con altri nomi (però decisamente più consoni alla sua struttura) elementi di energia già noti dai tempi dei tempi.
Non crediamo sia difficile riconoscere nei pendoli tutte le nostre credenze limitanti e blocchi energetici che ognuno di noi produce in autonomia, che una volta messi insieme alle memorie degli altri (vedi Ho-oponopono) diventano dei veri e propri succhiatori di energia con il solo palese risultato di complicarci a dismisura l’esistenza. Assorbono la nostra energia e ci condizionano allontanandoci dai nostri obiettive e impedendoci l’allineamento…
I pendoli infatti secondo Zeland sono delle “entità” che ci succhiano l’energia, condizionandoci e allontanandoci dal nostro allineamento migliore.
I pendoli come le credenze limitanti fanno sì che l’energia si sposti dove tu le permetti di andare… indipendentemente da ciò che è meglio per te.
Ergo pendoli e blocchi energetici o credenze limitanti secondo noi sono la stessa cosa, solo esposti in modo diverso.
Ci pare evidente che il “potenziale superfluo” può essere con facilità equiparato a tutta l’energia di squilibrio che produciamo ogni volta che perdiamo l’allineamento dei nostri tre se tra loro e con l’intelligenza universale (Matrix Divina).
Il potenziale superfluo infatti corrisponde a tutta quell’energia, positiva o negativa, che noi produciamo concentrandoci su certe cose, quindi tutta l’energia che produciamo attraverso i nostri blocchi energetici, le nostre credenze limitanti,con la nostra attenzione sui problemi, sulle malattie ecc., ma anche con la costante attenzione su un obiettivo.
Tutta questa energia accumulata, per la legge dell’equilibrio, ci viene restituita attraverso la legge dell’attrazione (o tramite le forze equilibratrici) con altra energia dello stresso tipo, quindi altri problemi, altre malattie oppure, se l’energia è data da emozioni positive, con la manifestazione di ciò che ci procura le emozioni positive.
E’ facile anche assimilare il Guardiano con il nostro Io Superiore altrimenti detto anche Guida interiore.
Le “forze equilibratrici” ci ricordano molto da vicino la legge dell’equilibrio universale.
Esse non ci lavorano contro, loro riequilibriano e basta. E’ come dire che la forza di attrazione non funziona! Certo che funziona!!! Probabilmente siamo noi che non siamo sufficientemente allineati.
Il termine “darsi in affitto” tanto caro a Zeland, crediamo richiami il concetto ben conosciuto (per fare un esempio) dai buddisti (ma non solo) fin dal 500 d.C. di assumere il ruolo di osservatore della propria vita o il concetto del distacco così ben esposto da Tolle (Il potere di Adesso).
“L’importanza interna ed esterna” è decisamente nota a molti come regola fondamentale del non bisogno o del “lasciare andare” per l’utilizzo consapevole della Legge di Attrazione. In Ho-oponopono è conosciuta come assenza di aspettative. Infatti la teoria di Zeland si avvicina molto all’ho-oponopono che sostiene che non bisogna avere aspettative, ma bisogna lasciar fare all’universo o al nostro io superiore, lasciando andare il bisogno…
Mario di Giovannantonio ha fatto un bellissimo esempio circa lo spazio delle varianti:
Non c’è nulla di sbagliato nel desiderare una vita migliore, prospera, felice e libera dal lottare per un posto al sole.
Tutto valido quello che riguarda la legge dell’attrazione, tuttavia se applicata nella realtà in cui uno ha delle difficoltà che vuole risolvere, siano esse economiche, relazionali, lavorative o esistenziali, deve fare degli sforzi enormi per ottenere risultati, dovrà visualizzare l’oggetto che vuole ottenere con moltissima energia, così tanta energia che lo vedranno anche gli altri!
Per fare un esempio, se sei sul treno partito da Milano per Roma e vuoi ora andare a Torino, dovrai fare davvero dei grandi sforzi per far si che quel treno vada a Torino, perché dovrai lottare con il macchinista, il controllore e i passeggeri, tutti vogliono andare a Roma, i binari portano a Roma, quella realtà porta a Roma.
Meglio prendere il treno che va a Torino, perché i binari vanno a Torino, ed è facile per te andare dove hai deciso, cioè a Torino, perché sei allineato con quella realtà.
Cambiare la propria vita, ottenere le cose desiderate, prosperare, essere felici, tutto questo può essere concretizzato scivolando in una realtà dove è possibile materializzare quei sogni.
Quindi ripetiamo: niente di nuovo sotto il sole per quanto riguarda i singoli concetti, mentre bisogna davvero dare onore al merito per la costruzione di una struttura impeccabile e sintetica all’interno della quale trovano collocamento perfettamente tutta la nostra realtà astratta e materiale!
E ribadiamo inoltre che abbiamo grandi aspettative (nonostante Ho-oponopono consigli di non averne) sul prossimo capitolo. Dal quale ci aspettiamo delle istruzioni “nuove” su come gestire lo “spazio delle varianti” e approfittare della consapevolezza della conoscenza dell’articolazione di questa struttura.
Complimenti: Grande Teoria. Assolutamente condivisibile, anche perchè appunto non si distacca dalle conoscenze ancestrali di cui siamo venuti in possesso, ma allo stesso tempo le propone in una nuova visione formale decisamente organica e perciò molto credibile!
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