Barbara Michela Niederwanger

Aloha kakou!

Sono Barbara Michela e vi scrivo dalle verdi valli dell’Alto Adige  Sono un’italiana …di madrelingua tedesca .

Il mio primo nome significa la straniera, colei che viene da lontano, e fin da bambina mi sono sempre sentita un po’ appartenente e un po’ straniera sia all’interno del gruppo linguistico tedesco sia fra persone del gruppo italiano. Non ero né l’uno né l’altro e allo stesso tempo ero integrata in entrambi i gruppi. Insieme ad altri ragazzi facevo parte di una delle prime vere generazioni miste, il ponte fra due culture.
In retrospettiva  mi rendo conto di quanto sia stato prezioso questo tipo di educazione. Siamo tutti diversi, tutti con doti e potenzialità differenti, ma anche profondamente uniti nella nostra diversità.  Anziché aspirare ad uniformarci, possiamo fare uso della nostra preziosa diversità per il bene di tutti. La cosa fondamentale è la vera comprensione, la tolleranza, il sostegno e la collaborazione fra individui per creare qualcosa di speciale, insieme. L’amore, la gioia, la felicità e (cosa molto importante!) il divertimento, possono essere sperimentati appieno solo se condivisi. Non è divertente camminare da soli, nemmeno sul cammino spirituale.
Il mio secondo nome, Michela, deriva dall’ebraico e con l’Arcangelo Michele mi riporta alle radici della tradizione Cristiana dei miei antenati. Il significato di questo nome mi ricorda la domanda che mi ha sempre accompagnato lungo il mio cammino: Mi-kha-el? Chi è come Dio?
Per concludere il cognome del ramo tedesco della mia famiglia, Niederwanger, ha il significato antico di giardino/prato scosceso, situato più in basso.  Per me racchiude il significato dell’introspezione e del lavoro creativo sciamanico nel giardino, “l’isola che non c’è”, che secondo la tradizione Hawaiana si trova in Po, il mondo interiore.

Ora che mi sono presentata, mi sembra opportuno raccontarvi anche come ho iniziato l’avventura che mi ha portato ad approdare ad Huna (secondo la tradizione della famiglia Kahili).

Per quanto riesca a ricordarmi, ho sempre avuto un vivo interesse per la metafisica, lo sciamanismo, la salute e la guarigione. Tutto iniziò nella prima infanzia, con una vera e propria passione per i miti e le storie egizie. Non appena imparai a leggere, i primi due libri che mi vennero regalati riguardavano proprio questo tema. Allo stesso tempo ero affascinata da un mondo magico pieno di misteri e dalla spiritualità. I miei genitori erano Cattolici non praticanti e non proprio credenti. In casa ogni domanda su Dio veniva prontamente ignorata, come se si trattasse di un tema imbarazzante.
E intanto io mi chiedevo chi fosse Dio, se aveva la barba o no, come mai la gente piangeva ai funerali anziché festeggiare visto che l’anima va in Paradiso, che cosa sarebbe successo se avessi deciso di nascere maschio (“ops,” mi riprendevo da sola, “questa non è una domanda da bambini” e ritornavo a giocare).

Per una fortuita coincidenza ebbi ben presto l’occasione di imparare di più…

Una buona amica di mia madre (sono entrambe artiste), che studiava metafisica e sciamanismo, nell’intento di condividere con lei la sua passione, le regalò molti libri che aveva già letto e copie di audiocassette con meditazioni guidate. Mia madre non era particolarmente interessata, ma in amicizia accettò cordialmente questi regali, che finirono nella nostra libreria.  Nessuno della mia famiglia mise mai il naso in quei libri, nemmeno le mie sorelle ….ma io colsi la palla al balzo.  Dall’età di 8-9 anni iniziai lentamente ad imparare molte cose affascinanti: miti e leggende dei Celti e Druidi, antiche tradizioni matriarcali, il culto della luna,  terapie basate sul colore, cristalli e pietre di guarigione, il significato e il potere dei simboli, gli animali di potere, sciamanismo Europeo e le tradizioni sciamaniche degli indiani d’America…
All’età di 12 anni ero particolarmente affascinata dagli scritti di Erich von Däniken e, con l’entusiasmo tipico di una bambina, feci una ricerca che presentai a scuola davanti a tutta la classe, sulla teoria della nostra discendenza dalle Stelle (nella tradizione Hawaiana si racconta che il popolo di Mu o Menehune, “gli esseri dal potere segreto” originari delle Pleiadi, si stabilirono sulla Terra ed iniziarono ad insegnare oltre che a “mischiarsi” con gli esseri umani – questo mito si ritrova in molte altre culture sparse per il mondo). Proprio nello stesso periodo lessi il mio primo libro su Huna, scritto da Eva Ulmer-Janes.

Mi dimenticai di Huna per molti anni.

Non appena fui abbastanza grande, iniziai a scegliere e comprare da sola i miei libri (in sostanza ci spendevo quasi tutta la paghetta – - – ma devo essere sincera… una buona parte finiva anche in vestiti, che sono la mia seconda vera passione  ) e più avanti frequentai qualche workshop e seminario.
In quel periodo iniziai ad approfondire in particolare la psicosomatica secondo il dott. Rüdiger Dhalke, Fiori di Bach, varie tecniche di guarigione energetica dal punto di vista di diversi maestri, nozioni base di psicologia… dall’altro lato mi addentrai nell’astrologia, astro-cartografia, Feng Shui e Space Clearing, numerologia ed iniziai i miei primi esperimenti con l’energia, lucid dreaming (sogni lucidi), la lettura delle carte e l’uso del pendolo. Quello era anche il periodo delle prime esperienze che ora chiamo “viaggi sciamanici nel mondo interiore (Po)”.

All’incirca cinque anni fa iniziai la mia ricerca per trovare un modo per racchiudere tutte le cose che avevo imparato in un sistema logico e “con i piedi per terra”. Volevo unire la spiritualità a ciò che chiamavo “il mondo pratico”.  Così per caso mi ritrovai a frequentare un workshop sugli Angeli e l’energia. La relatrice, che veniva da Vienna, portò con se anche diversi libri e CD, pubblicati da alcuni suoi colleghi con i quali collaborava. La mia attenzione venne istantaneamente rapita da un CD con meditazioni guidate, che arrecava sul fronte la stampa rossa di un disegno hawaiano su pietra. L’avevo già visto prima, ma dove? Comprai il CD e a casa mi venne in mente che si trattava dello stesso identico disegno che era stampato sulla copertina del libro Huna che avevo letto molti anni prima. Allegato al CD trovai una breve introduzione ai 7 principi Huna ed ai 4 livelli di realtà. Ne fui entusiasta.
L’autrice teneva corsi su Huna in Austria, ma non mi sentivo per niente attratta dai suoi insegnamenti. Per questo decisi di andare direttamente alla fonte. Scoprii che era stata una studentessa di Serge Kahili King.

Come per molti altri il libro di Serge K. King “Urban Shaman” (“A scuola dallo Sciamano”) segnò l’inizio del mio percorso sulla via dell’Avventuriero.
Leggevo e sperimentavo, sperimentavo e leggevo… e tutto “funzionava” incredibilmente bene!  Sembrava che tutti i pezzi di ciò che avevo imparato prima e di ciò che stavo imparando in quel momento si unissero come in un grande puzzle, il tutto in una filosofia logica e semplice.
Divorai letteralmente tutti i libri (una decina) pubblicati da King in inglese e tedesco. Grazie ad internet entrai in contatto con altri sciamani, con Serge Kahili King stesso e con molte altre persone che avevano il mio stesso desiderio di rendere questo mondo un posto migliore. Ho conosciuto molte di queste persone in varie occasioni in Europa e sono estremamente grata della collaborazione e del supporto reciproco.
Negli ultimi 4 anni mi sono dedicata profondamente allo studio della filosofia di Huna secondo la tradizione Kahili,  passando attraverso vari livelli di comprensione e ho frequentato molti seminari tenuti da Serge Kahili King.
Ora ho iniziato un percorso che mi porterà entrare nell’Ordine di Huna International, per insegnare, aiutare e collaborare con gli altri membri, Alakai (guide spirituali), sparsi per il mondo nello spirito dell’Amore, nello spirito di Aloha.

Vorrei condividere con chiunque capiti qui “per caso” alcune semplici tecniche basate sui principi Huna per la guarigione e realizzazione personale, da utilizzare per se, all’interno della propria famiglia, con amici e colleghi, con gli animali e le piante, per contribuire a rendere questo mondo un posto migliore. Le persone davvero felici desiderano che anche tutti gli altri siano felici e questo migliora in modo naturale il mondo che ci circonda.

Alcuni si sentiranno particolarmente attratti dalla filosofia Huna e vorrei offrire loro un piccolo aiuto per ricordare. Perché è di questo che si tratta, ricordare – rimembrare – rimettere insieme quello che già sapevamo, ma abbiamo dimenticato strada facendo. Mi piacerebbe in futuro collaborare con nuovi (vecchi ) “colleghi” in modo attivo, creando delle connessioni proprio qui in Italia.

Sono davvero contenta e grata di aver conosciuto, sempre per caso e in modo alquanto particolare (almeno per me)  i “Josaya” insieme ad Angelo Mametti  …sono delle persone speciali che hanno deciso di dedicarsi con tutto il cuore e a tempo pieno all’Amore e alla diffusione di Saggezza, presentata sotto forma di molti punti di vista differenti… In pochi hanno questo coraggio e in pochi lo fanno in modo così amorevole, organizzato e serio.
E questo è Pono (efficace/buono/giusto), questo è Amore, questo è lo Spirito di Aloha.
Mahalo!

Holo i’a ka papa, kau ‘ia e ke manu
Dove le acque sono piene di pesci, gli uccelli si radunano sopra.
(Dove ci sono cose buone, le persone si riuniscono.)

Pau. Fine.

Aloha nui loa!

Barbara Michela Niederwanger

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