Conosco ben pochi
fortunati Individui che sono contenti della loro esperienza
esistenziale e che fanno del sorriso il loro abituale atteggiamento
nei confronti della vita e dell’amore di coppia, e
non.
Mi sembra
che, in questa nostra epoca, in cui ogni comunicazione interpersonale
sia segnata da una incomunicabilità crescente,
l’uomo sia
destinato a convivere con una triste solitudine interiore ed una
affannosa ricerca di relazioni sentimentali, amicali, o altro ancora,
soddisfacenti.
Da più parti mi giunge l’eco
del dolore di vite
segnate da una difficile realtà amorosa che limita il
raggiungimento
della serenità personale e, forse, anche sociale.
Ho sentito troppe
storie di amori contrastati, non corrisposti, a volte tragici,
violenti o angoscianti.
Ho tentato di dare conforto ad ogni possibile
sofferenza che riguardava la vita amorosa e mi sono chiesta il
perché di tanta difficoltà nel realizzare una
esistenza rallegrata,
completata da un amore sincero o anche da un’amicizia leale e
finalmente felice.
Di conseguenza, ho sentito l’esigenza di
approfondire l’argomento e di provare a fornire una mia
soluzione a
questa evenienza così comune per noi Esseri umani, qualunque
sia la
condizione economica, sociale che viviamo e qualunque età
abbiamo.
Ho, quindi, preso il coraggio a due mani e mi sono
assunta l’onere
di andare fino in fondo a questa problematica e di cercare un rimedio
a tante lacrime.
Ne è venuta fuori una serie di
riflessioni
riassunte in un testo, “Anima
gemella – Illusione o realtà?”,
che mi auguro sia di agile lettura e che possa servire a tutti coloro
che vogliano dare un senso alle loro sofferenze
d’amore.
Un testo
che permetta di capire il perché di tanto soffrire e che
finalmente
metta in grado ogni Essere umano di avere la gioia di vivere il vero
amore.
Da sempre sono convinta che per Ognuno di noi
esista da
qualche parte, ben nascosta, una Persona perfetta per noi.
Una
Persona che ci renda felici, la cosiddetta “Anima
gemella”.
Ma
come e dove trovarla?!
Per fornire una risposta esauriente a questa
domanda ho fatto una ricerca, innanzitutto, sull’effettiva
esistenza della nostra “metà
–cerchio”.
Molte autorevoli
menti hanno discusso la tematica dell’esistenza
dell’Anima
gemella, asserendone o negandone la realtà ed anche io, nel
mio
“piccolissimo”, sono stata catturata da questo che
molti chiamano
mito o leggenda e mi sono, a mia volta convinta, senza dubbio alcuno,
che la gemellarità è una dolce certezza e che ha
una sua precisa
finalità.
E di questo desidero mettere a parte chi
avrà la pazienza
di leggere le mie considerazioni su questo affascinante e, per certi
versi, misterioso argomento.
Da sempre, la mia
attenzione è stata catturata dal concetto di Anima
gemella…
Sin da
giovanissima, ho provato interesse per questa idea che rimanda ad una
nostra, finalmente raggiunta, completezza sentimentale, spirituale,
psicologica e… fisica.
Già fisica… infatti, quando
l’amore,
che ci lega ad una persona è quello giusto, quello che mai
finisce,
l’interazione è fisica quanto mentale, fisica
quanto psicologica,
fisica quanto sentimentale, fisica quanto spirituale, ma sempre ed in
primo luogo fisica poiché è il corpo, il tempio
dell’anima, che
manifesta la sua “incompletezza”, che cerca di
“ricongiungersi”
a ciò che sente mancargli e che
“riconosce” immediatamente la
nostra metà-cerchio.
È il corpo che ci avverte che
“qualcosa”
sta per succederci…solo dopo siamo in grado di riflettere,
con il
cuore e la ragione, sull’evento vissuto e di formulare
pensieri
coerenti con le nostre sensazioni.
Ma il primo impatto è fisico, e
fisico è il senso di “appartenenza”
all’altra/o.
Ed ancora
fisico è l’arcano legame con il corpo
dell’altra/o, legame che
ci consente di sentire la presenza dell’altra/o anche quando
non è
al nostro fianco… o di provare, in particolari situazioni,
un
dolore, appunto, fisico, se lei/lui subisce un trauma in qualche
parte del suo corpo o della sua psiche.
Questa forte interazione fra
il nostro corpo e la nostra anima ci dà la misura,
attraverso questa
estrema e dolcissima esperienza d’amore, della connessione
inscindibile fra queste componenti del nostro essere e dunque della
nostra connessione con il Creato, con la Natura stessa e, in ultima
ipotesi, con Dio.
Se ho voluto avventurarmi nella ricerca del senso
della gemellarità che la nostra Anima sperimenta a vari
livelli, è
stato perché sono convinta che la nostra
individualità, che tanto
ci pesa in certi momenti, sia stata, a mio parere,
“ideata” ad
arte con il solo scopo di riunirci a Dio.
E, probabilmente, solo
allora ci sarà chiara la funzione
dell’“espediente” dell’anima
gemella, “espediente” che, appunto, crea in noi
quel senso di
separazione, di incompletezza e che ci “impone” la
ricerca di un
completamento, di un ricongiungimento.
Allora, e forse soltanto
allora, sapremo dare il giusto peso alle nostre pene d’amore
e
trasformarle in lezioni di vita.
Già perché noi, qui, su
questo
splendido Pianeta, stiamo imparando a sciogliere il mistero della
vita e l’amore è il nostro insegnante
più esigente e severo,
soprattutto è un insegnante che suscita sempre il nostro
desiderio
di apprendere. Insomma, io ritengo che per vivere ciò che
forse, più
di ogni altra cosa, desideriamo, cioè relazioni sentimentali
appaganti, e dunque per capire quanto sia importante imparare ad
amare senza nulla chiedere, ma soltanto per la gioia di dare amore,
sia necessario “frequentare” una specie di
“scuola”
dell’amore.
Una scuola che insegni in quanti modi
l’amore si
manifesta ed in che gradualità, fino a stabilire la vera
entità di
questo sentimento che è semplicemente fine a sé
stesso: cioè, che
si ama per essere amore e che solo a quello stadio il vero amore
entrerà, con tutta la sua dirompente e straordinaria carica
vitale,
nella nostra esistenza.
Soltanto in quel momento, ci sarà dato
capire che il “progetto” di Dio è amore
e amore sempre sarà. In
quel preciso istante, ci sarà anche chiara la nostra
missione
“quaggiù”… e dunque, allora
sapremo con certezza che il nostro
unico fine, il nostro unico scopo è, semplicemente ed
essenzialmente, dare amore!
Comprenderemo, quindi, il senso di tanti
tentativi relazionali falliti, di tante amarezze, di tanti volti che
ci hanno accompagnato nel nostro percorso esistenziale per poi
abbandonarci, e solo allora sapremo riconoscere la nostra Anima
gemella e soprattutto sapremo accoglierla fra le nostre
braccia.
Ecco, nel mio testo, ”Anima
gemella – Illusione o realtà?”,
ho cercato di spiegare, il percorso interiore
necessario per fare di qualunque esperienza d’amore un
importante
momento di crescita umana e spirituale e per fare della meravigliosa
esperienza d’amore con la nostra, finalmente ritrovata, Anima
gemella, la dolce preparazione all’incontro con Dio.
In ultima
analisi, ho tentato di “abbracciare”
l’amore, di fondermi con
Lui e con quanti volessero seguire le mie riflessioni, di diventare
ed essere Amore…
E questo cammino l’ho fatto alla luce
delle mie
convinzioni, secondo le quali Noi siamo esattamente il prodotto dei
nostri pensieri e la nostra vita ne è il
riflesso…
Siamo,
pertanto, sempre responsabili di quanto ci accade ed in questa
prospettiva possiamo scegliere se essere o meno felici. In questa
prospettiva possiamo, o meglio dobbiamo, imparare a sperimentare
l’amore dentro di Noi prima che fuori, ammesso che esista un
“fuori”…
AMORE siamo, AMORE dobbiamo consapevolmente
diventare
e solo allora AMORE avremo.
